The planets suite (Gustav Holst)

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L’ultimo incontro di Formazione prima dell’estate

Il 20 giungo scorso, in Basilica c’è stato l’ultimo incontro di Formazione, prima della pausa estiva. È stato un incontro che ha visto la presenza dei ragazzi del I e del II anno di formazione, ma anche la partecipazione di due nuove ragazze: Marie-Claude, dal Congo belga, ed un’altra dall’Umbria (Avezzano, se non ricordo male); ma a parte questi due nuovi arrivi, si è trattato di un incontro diverso dal solito; infatti hanno partecipato anche alcuni frati studenti: Fabrizio, Domenico, Gabriele e Francesco, naturalmente insieme ad Anna, la Maestra di Formazione, e a p. Antonio, il Promotore del Laicato nell’Italia Centrale.

L’incontro mirava ad evidenziare il mettersi in gioco nella collaborazione tra noi Laici ed i vari rami dell’Ordine (Frati, Monache, e Suore e Laici). Ciascuno di noi ha espresso, naturalmente, il proprio parere in merito, sperando anche che possano essere d’aiuto per spunti da prendere in considerazione con l’autunno. Anna, dal canto suo, ha fatto presente che ha già impostato un programma con un ciclo di incontri che potrebbero interessare le varie aree in cui collaborare. Adesso, nello specifico, non ricordo le aree interessate, ma ricordo che erano tutte interessanti, anche se forse qualcuna più delle altre. Ad ogni modo, non manca molto per sapere su cosa verterà il programma dei prossimi temi da approfondire, a partire dalla seconda parte dell’anno.

 

En français, s’il vous plait!

Questo pomeriggio, dopo il lavoro, sono stato alla Feltrinelli, per curiosare un po’ tra i libri; ho approfittato per andarci oggi, e non durante il fine settimana, visto che in questo periodo non ho motivo per andarci.

Dopo essere stato subito al piano di sopra per prendermi una bottiglietta d’acqua, ho cominciato subito a vagare per gli scaffali, senza trovare nulla, fino a quando non mi sono ricordato che lì ci sono anche i libri in francese, e quelli in inglese. Mi dirigo tra gli scaffali, e prima guardo tra quelli in inglese, senza trovare nulla di interessante; l’istante successivo rivolgo la mia attenzione ai libri in francese, e vedo numerosi testi di Albert Camus. Tra questi vedo: L’été, Noces  suivi de L’été, e poi un romanzo medievale, La princesse de Clèves, scritto da Mme de Lafayette.

Camus - L'été  Camus - Noces suivi de L'été

Mme de Lafayette - La princesse de ClèvesRiguardo ai primi due, che ho scoperto essere dei saggi,  mi sono accorto poco fa di aver fatto un errore: infatti, in francese suivi de vuol dire seguìto da, e non séguito di, come l’ho inteso io, credendo di acquistare un volume che fosse la continuazione del precedente… Beh, a questo punto non mi resta altro da fare che regalare il primo a qualcuno che sappia leggere il francese! 😉 E per fortuna conosco qualcuno… Mi scoccia però, perché se mi fossi ricordato quella piccola cosa in francese, avrei potuto prendere – sempre di Camus – La peste, romanzo che iniziai a leggere molti anni fa, in italiano, edito da Bompiani.

Per quanto riguarda il testo medievale, era già da un po’ che desideravo leggerlo, ma ne ignoro il perché; ricordo solo che la professoressa lo fece leggere a scuola , ma era un’edizione per ragazzi, quindi notevolmente più breve, a quanto mi ricordo di molto; oppure, anche se la lunghezza fosse stata la stessa, era diversa la casa editrice. Ad ogni modo, comunque stiano le cose, anche ammesso che la abbia ancora, non so in che parte di mondo possa essere finita; o perlomeno, finora non è ancora saltata fuori. 🙂

La voglia di comprare romanzi/saggi in francese mi è venuta dal fatto che spesso, andando al lavoro, mi capita di incontrare un’amica con cui ho fatto le scuole medi, e che spesso legge libri del genere; per me, quindi, è anche un modo per ristabilire i contatti con una lingua studiata, per rinfrescarla.

Sono contento di aver fatto questo acquisto perché – come ho detto più sopra – mi dà l’opportunità di rispolverare delle competenze linguistiche, e – diciamo così – mettermi alla prova.

camus la peste10 luglio: Questa sera sono stato di nuovo alla Feltrinelli e ho cambiato il singolo La mer, con La peste, un romanzo di Camus che molti anni fa provai a leggere in italiano (edito da Bompiani), ma poi ho rinunciato dopo poche pagine, forse perché il carattere era troppo piccolo. Penso che ne inizierò la lettura a breve, vedremo…

 

Recensione/130 – Sì bella e perduta. Gli esuli istriani e il canto del Va’, pensiero (C. Bertoglio)

chiara bertoglio - sì bella e perduta

 

Autore: Chiara Bertoglio

Titolo: Sì bella e perduta

Sottotitolo: gli esuli istriani e il canto del Va’, pensiero

ISBN: 978-1-291-76691-2

Editore: Amazon

Dati: 2014, brossura, 336 pag.

 

Ormai penso di aver speso tutte le parole possibili per lodare gli scritti di Chiara; tendenzialmente – quindi – dovrei fare scena muta; eppure – anche in questo caso – qualcosa la voglio dire, anche perché questo saggio si discosta molto dagli altri che ho letto finora, inerenti il rapporto che le opere musicali hanno con la Fede.

Il testo in questione tratta della diaspora che ha coinvolto Istriani, Fiumani e Dalmati sul finire degli anni Quaranta, post Seconda Guerra Mondiale, e durante l’immediata dittatura di Tito. Vicende, queste, che coinvolgono nel profondo l’Autrice, essendo figlia di un’esule istriana.

Ecco: esule. Vorrei soffermarmi un attimo su questa parola, ma prima forse occorre spiegare che la giovane autrice ha svolto questo meticoloso lavoro documentaristico preparando ed inviando dei questionari a tutti gli esuli, oppure con interviste telefoniche/telematiche.

Tornando alla parola, nei questionari una delle domande era se le persone da lei contattate si sentissero più esuli, oppure profughi. Ne è risultato che molti di loro si attribuiscono più il primo dei due termini proposti, anche perché

un profugo ha modo di tornare nel suo Paese;

al contrario, un esule non ci potrà più tornare.

Giovanni Boldini - Giuseppe VerdiMa non si tratta solo di Storia, in questo saggio, bensì anche di Musica: come ogni Paese, anche i luoghi presi in considerazione dall’Autrice (Istria, Fiume e Dalmazia) hanno una loro tradizione musicale. Oltre ai brani più tradizionali, gli Istriani hanno il Va, pensiero di Giuseppe Verdi.

Il coro in questione è inserito all’interno del Nabucco, opera composta da Verdi, che debuttò nel 1842. L’opera racconta l’esodo dei Palestinesi in Egitto , terra dalla quale – anni dopo – ritorneranno in Patria; ed è proprio così che si sentono gli esuli di cui Chiara parla. Con l’unica differenza, come esposto poco più sopra, che loro nel loro Paese non ritorneranno mai più.

Ancora oggi, questo brano viene cantato durante i loro raduni, ma anche al termine delle celebrazioni liturgiche,  poiché nelle sue parole è contenuto il loro sentimento per qualcosa di irraggiungibile, la loro terra, ma rappresenta anche la loro italianità, più di quanto non la rappresenti l’Inno di Mameli.

Il Va’, pensiero è il canto dell’esule mentre il canto Fratelli d’Italia è il canto dell’unità d’Italia, di tutti. 

Insomma, in definitiva consiglio vivamente la lettura di questo saggio di Chiara, soprattutto a chi, come me, a scuola non ha approfondito questo annoso problema, e si è ritrovato a darsi da fare da solo per capirci qualcosa in più.

Il mio giudizio è di cinque ragnetti.

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