Recensione/144 – Perfide al punto giusto (G. Amato)

Amato Perfide

Autore: Giusy Amato

Titolo: Perfide al punto giusto

Prezzo Ebook: € 0,99

Dati: 2015

Sinossi: Diciotto monologhi di una donna che racconta in maniera divertente la quotidianità. Lo fa con un pubblico immaginario con il quale interagisce facendo domande, simulando risposte e inventando osservazioni. La protagonista si trasforma in ogni monologo: sposata, single, giovane, adulta, con figli o senza, lavoratrice o casalinga… ma il filo conduttore è principalmente il rapporto conflittuale con l’altro sesso. In realtà spesso, prende in giro anche se stessa e le donne in generale, insomma ce n’è per tutti!
Spazia tra vari argomenti: dalla tecnologia alla forma fisica, dagli uomini alle amiche, dai figli alla pubblicità ingannevole, dai fidanzati ai bamboccioni e tanto altro.
Scherzando e ridendo, invita anche a riflettere su alcune problematiche sociali, ma lo fa con leggerezza e ironia, cercando di capire come la pensano gli spettatori di una platea inesistente

La mia recensione:  Complimenti all’autrice per aver realizzato un libro così esilarante! È l’ideale per farsi quattro risate senza pensare a nulla. Si tratta di monologhi lunghi poche pagine, le cui protagoniste sono le donne che… sparlano degli uomini!

È divertente leggere il modo in cui ne parlano, ed assistere a questi monologhi che, di tanto in tanto, si trasformano in dialoghi con la gente del pubblico… Sì, perché succede anche questo, in queste poche pagine; e quando arrivano questi punti di discussione il lettore è portato ad immaginare la  protagonista che discute, o immaginare anche solo la mimica che accompagna la narrazione, con le tonalità della voce…

A proposito di “assistere”, questi monologhi sono fatti in modo che chi legge si trovi catapultato nella platea di questo teatro immaginario; ed per anche questo il bello di questo libro, perché si ha un’interazione completa con l’attrice di turno, e ci si ritrova a ridere alle sue battute. Unica pecca: se si legge tutto di seguito, dopo occorre andare alla ricerca di qualche altro testo che ci faccia trascorrere un po’ di tempo in spensieratezza… Ad ogni modo, è consigliatissimo!

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnettoragnetto

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Qualcosa sbuca fuori dal cassetto

Un po’ di tempo fa, rovistando tra alcuni fogliacci da riutilizzare qui al lavoro, ho trovato una conversazione fatta molti anni fa (prima del 2008) su MSN (preistoria tecnologica), insieme a due persone conosciute in un forum, all’interno del quale capitai, in quanto ero alla ricerca delle fondamenta della religione.

Sono trascorsi molti anni da allora, e non ricordo più cosa andassi cercando, e forse non lo trovai in quella sede, ma solo molti anni dopo (che probabilmente è il periodo che coincide con il mio arrivo in Basilica, cioè aprile 2014). Beh, misi questi fogli nel cassetto, ed oggi li ho letti: non nego che ho provato un moto di tristezza nel rileggere il nome della ragazza, cui avevo confidato delle perplessità, e che si era prodigata a che io trovassi una dimensione spirituale.

Detto ciò, in questa conversazione sono con due persone: una signora, e la ragazza di cui sopra, e non vi nascondo che rileggere tutto questo a più di vent’anni (quasi sicuramente) da allora, mi ha un po’…  destabilizzato. Che parolona, eh? Non so neanche se sia il termine giusto da usare, eppure è proprio così, perché la ragazza di cui sto parlando  è entrata in Monastero nel 2008. Per questo più sopra ho specificato che la conversazione si era svolta prima di quell’anno.

Leggere le sue parole mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo, e mi ha fatto anche un po’ commuovere… Ah, se per caso in quest’ultimo periodo vi siete chiesti perché abbia “adottato” il carattere corsivo grassetto viola, vi rispondo che nelle conversazioni su MSN aveva questo carattere, quindi è un modo per sentirla un po’ vicina… ❤

 

Recensione/143 – Abbas Kiarostami. Le forme dell’immagine (E. Ugenti)

Ugenti Kiarostami

Autore: Elio Ugenti

Titolo: Abbas Kiarostami. Le forme dell’immagine

ISBN: 978-88-6897-106-9

Editore: Bulzoni

Dati: 2018, 232 pag.

Sinossi: Una volta Jean-Luc Godard disse che il cinema comincia con Griffith e finisce con Kiarostami. Questo libro, dedicato all’opera del regista iraniano, si propone di fornire alcuni percorsi d’analisi dei suoi film e delle sue videoinstallazioni, evidenziando anche alcuni tratti essenziali della sua produzione fotografica. L’intento principale è quello di far risaltare la portata intermediale dell’opera di questo autore e la complessità del discorso sulla visualità che a essa soggiace.Le traiettorie proposte all’interno del libro strutturano un’indagine di tipo non lineare (sul piano cronologico) e individuano alcuni snodi fondamentali nel percorso artistico di Kiarostami, selezionando alcune delle sue opere e tornando più volte su di esse per interrogarle alla luce di prospettive d’analisi differenti. Questo metodo consente di far emergere la forte coerenza interna che caratterizza la produzione del regista – che si dipana lungo un arco di oltre quarant’anni – e, contemporaneamente, di portare alla luce l’esigenza di una continua reinvenzione formale che investe tanto lo stile quanto le modalità d’esposizione delle opere.Dai film per la sala, alle videoinstallazioni, alle fotografie, fino a una non convenzionale forma di interazione tra video e teatro: le forme dell’immagine kiarostamiana si modificano e interferiscono tra loro per dar vita a un percorso autoriale eterogeneo ma straordinariamente coerente.

 

La mia recensione: Questa mattina, durante il viaggio per andare al lavoro, ho finito di leggere questo libro. Mi rendo conto che – per chi non è appassionato di cinema – forse potrebbe risultare un libro un po’ ostico; eppure per me che non ho una preparazione neanche di medio livello in questa materia, l’ho trovato scorrevole per due motivi: il primo è che questo testo si differenzia dal precedente, in quanto è più discorsivo; e se talvolta compaiono dei termini per me non troppo comprensibili, questi sono stati talmente pochi che ci sono passato sopra.

Questa maggior scorrevolezza è quasi senza dubbio dovuta al fatto che, in queste pagine, l’autore prende in esame alcuni film del regista iraniano, analizzandoli per inquadrature, o fotogrammi. Il secondo motivo è che – nel corso della narrazione – l’autore inserisce immagini di sequenze dei film di cui tratta, che contribuiscono a  renderne dinamica la narrazione. Oltretutto, leggendo queste descrizioni, l’autore mi ha convinto a guardare almeno due dei film che ha trattato in questo volume: il primo è Il vento ci porterà via; il secondo è Copia conforme, film in cui recita l’attrice francese Juliette Binoche.

 

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnetto

 

Cleonice Parisi – Bene-Dire

Ho ritrovato questa poesia spersa in mezzo a molti fogli da cestinare; è saltata fuori quasi all’improvviso, e ho deciso di scriverla qui. Buona lettura! 🙂

 

Non proferir parola che sia oscuro presagio,

o angosciosa sentenza

la vita sorda non è al tuo dire

dipingerà con i colori che tu le avrai  offerto,

la tua stessa vita.

 

Attento al dire che diffondi con tanta oscura generosità,

di quelle stesse parole si impregnerà la tua essenza,

e di quelle infamità camminerai indossando l’abito.

 

Parla del vivere elevando l’anima al sogno e il cuore all’amore

Bene Dici  e del bene detto e pensato impreziosirai il tuo domani.

 

Quando nel dire,

avrai lanciato il buio del tuo cuore,

la tua sentenza starà già impregnando il tuo cielo.

 

Parla del vivere con amore,

rivolgi al prossimo la tua comprensione,

e amore e comprensione,

saranno il cielo del tuo cammino.

 

Inizia da te e in te il vivere buono,

modifica il tuo dire

tu sarai ciò che dici e pensi,

ogni parola è profezia per la propria esistenza.

 

Costruisci il tuo domani attraverso il buon dire,

e il tuo dire diverrà l’orizzonte del domani.

 

Un nuovo anno alla Minerva

Ieri sono ripresi gli incontri comunitari in Basilica; durante l’ultimo incontro a maggio scorso, si era deciso che quest’anno il programma avrebbe previsto interventi effettuati da frati, monache o suore, allo scopo di avviare una collaborazione tra i vari rami dell’Ordine. Sulla base di questa decisione, qualche giorno fa è stato inviato il programma per mail.

Andando nello specifico, l’incontro di ieri è stato tenuto da sr. Amelia, che inizialmente  ha fatto un’introduzione sul testo sacro, facendo prima un’indagine per sapere se sapevamo da quanti Libri è composto, e poi con un interessante discorso per delineare a ciascuno di noi, inizialmente delle nozioni introduttive, poi addentrandosi più nello specifico.
Benché l’argomento, di per sé non sia semplice da affrontare, sr. Amelia è riuscita ad essere molto chiara, e a non far trapelare dubbi in nessuno di noi. Forse, qualche curiosità… Proprio perché non è un discorso semplice, io non saprei riassumerlo – neanche per sommi capi – in poche parole; rischierei di arrampicarmi sugli specchi, e fare brutta figura 😉 . Ad ogni modo vi assicuro che è stato molto interessante.

Più in generale, il programma di Formazione Permanente di quest’anno comprende numerosi altri temi, che saranno trattati durante l’arco dell’anno; di questi, solo quello sulla Bibbia è articolato in più incontri (il primo – quello di ieri – trattava la Bibbia da un punto di vista generale; nel secondo – l’incontro di Novembre – sempre sr. Amelia tratterà dell’Antico Testamento; nell’ultimo, invece – che si terrà a Dicembre – la Maestra di Formazione affronterà il Nuovo Testamento. Naturalmente, in tutto il programma dell’anno è difficile trovare un incontro che non mi interessi; ma posso dire che ce n’è  uno cui sono in particolar modo interessato; è quello sula Dottrina Sociale della Chiesa, e – di riflesso – quello incentrato sulla Laudato si’, l’enciclica di Papa Francesco, di cui se ne parla nel manuale di testo che sto studiando, quello di DSC, quindi penso proprio che, la prossima volta che capiterò alla Feltrinelli, la acquisterò.

 

 

 

 

Tenersi per mano

ribloggata da stellinapunk.wordpress.com

stellinapunk

❝Tenersi per mano è un atto intimo e tenero, che denota il desiderio di affidarsi completamente all’altra persona; è come tenersi al sicuro da questo mondo crudele.❞

(Elisa Fumis)

tenersi per mano

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Notizie dal Coro

Il Coro sembra stia ingranando bene, quest’anno… ma l’annoso problema resta comunque. Ovvero: se tra Contralti e Soprani il numero raggiunto è abbastanza buono (lo era già prima, in realtà), tra Bassi e Tenori siamo sempre e comunque pochi; del resto, si è aggiunto un unico uomo in questa folta (è un eufemismo, ovviamente) schiera di voci maschili!!

C’è da dire anche che Flavio è un bravo Direttore di Coro, che si ferma nei dovuti momenti per spiegarci delle particolarità dei brani. Non che Antonio non lo facesse, non mi sognerei mai di fare un paragone tra i due…

Dall’inizio dell’anno abbiamo iniziato a vedere i brani natalizi. Del resto, ad oggi, mancano 65 giorni a Natale!!! Avete già fatto i regali? O perlomeno, vi siete già fatti un’idea su cosa fare a chi? Io di solito gioco d’anticipo, e cerco di avvantaggiarmi, prima di trovare le resse. Bon, chiusa questa parentesi, ritorno all’argomento principale.

Dicevo dei brani: ne stiamo facendo alcuni vecchi, altri nuovi, mentre altri ancora sono stati rivisitati da Flavio stesso. Oltre le prove classiche, ogni Lunedì, Flavio, di mese in mese aggiunge delle prove a sezioni separate, allo scopo di avere un’idea di massima con una voce maschile ed una femminile. Per quanto ne posso sapere, mi sembra stia venendo bene questo Concerto. Concerto che non si terrà – come abbiamo sempre fatto – in occasione dell’Immacolata Concezione, l’8 Dicembre, bensì il prossimo 5 Gennaio. Quindi, ipso facto, sarà un Concerto dell’Epifania. È stato deciso così, perché chi ci accompagna con la tastiera è disponibile solo quel giorno. Ciò significa che nel periodo di Natale ci saranno le prove, ma non mi importa.

Ieri sera, dopo le prove, ci siamo fermati di fronte alla chiesa per parlare di alcune cose, e da quanto ne è emerso, dopo il 5 Gennaio ci dedicheremo ad un concerto per la festa della parrocchia, a Maggio. A questo punto Flavio mi ha chiesto se il mio testo potrebbe essere adattato per farne un testo mariano; oppure redigerne uno ex novo per l’occasione. Naturalmente non mi sono tirato indietro.