I libri di Jan Assmann

Jan AssmannHo deciso di dedicare una pagina a questo saggista/egittologo tedesco, in quanto penso sia un personaggio interessante; il primo libro che ho acquistato è stato quello che trovate per secondo; colsi il suggerimento da una segnalazione sul forum, chiamata Per Ankh (La casa della Vita); mi incuriosiva il fatto che Mosè potesse essere definito egizio. Non ricordo se non lo lessi, oppure se ne iniziai la lettura, e poi la abbandonai; ad ogni modo, ho intenzione di riprenderne la lettura

Il secondo acquisto è stato il terzo qui presentato. Contrariamente a Mosè l’egizio, ho letto questo testo, e vi assicuro che non è stato semplice per niente. Nel caso decideste di intraprenderne la lettura, vi suggerisco di non leggerlo la sera prima di addormentarvi: non ci capireste nulla!

Il terzo ed ultimo è quello che trovate subito qui sotto; l’ho acquistato perché mi interessa l’analogia che ci può essere tra la teologia e l’egittologia. Poiché, come ho detto, è un acquisto recente, lo devo ancora leggere.

Assmann - Da Ekhnaten a MosèSinossi: Ekhnaton e Mosè: due figure a cui si ricollegano l’abolizione del politeismo e l’introduzione del monoteismo – una svolta non solo nel credo religioso ma nel generale orientamento intellettuale dell’umanità, che cambiò il mondo antico e diede origine al mondo in cui ancora viviamo. Ne reca testimonianza la storia dell’Esodo. Il mito fondativo di Israele, attraverso il lavoro della memoria culturale, è divenuto un archetipo, evocato da ogni fondatore di movimento religioso, da ogni utopista o rivoluzionario, persino nell’Illuminismo, sempre in nome di un ricominciamento catartico che giustificherà anche l’uso della violenza. Ma il passaggio dal credere in molti dèi al credere in un unico dio non sarà netto, e del politeismo sopravviveranno a lungo tracce nella cultura, nella letteratura e nella musica, specialmente là dove esprimono attrazione per l’esoterico.

Assmann - Mosè l'egizio Sinossi: Al nome di Mosè è legata l’idea stessa di monoteismo. Tuttavia non fu lui il primo ad affermare la rivoluzione monoteistica, bensì il faraone Ekhnaton, che regnò in Egitto nel XIV secolo. Di Mosè non sappiamo con certezza neppure se sia realmente vissuto, ma la memoria di lui ha accompagnato per secoli la civiltà giudeo-cristiana attraversando innumerevoli metamorfosi: una delle più significative fu senza dubbio l’ultimo, tormentato libro di Freud, L’uomo Mosè e la religione monoteistica, apparso nel 1939. Del faraone Ekhnaton sappiamo con certezza quando e come è vissuto, ma subito dopo la sua morte gli oppositori ne condannarono la memoria con tale ferocia e radicalità che soltanto in tempi recenti agli egittologi è stato possibile ricostruire i lineamenti della riforma religiosa da lui promossa. Ed è ben noto quanto strettamente Mosè sia connesso con l’Egitto, la terra dove nacque e da cui fece fuggire il suo popolo. Così potremmo dire, con Assmann, che Mosè è una figura della memoria ma non della storia, laddove Ekhnaton è una figura della storia e non della memoria. Tanto basterà per indicare quale groviglio inesauribile di questioni si addensi nell’espressione «Mosè l’egizio» che dà il titolo a questo libro, scritto da Assmann nella doppia, indispensabile prospettiva dell’egittologo e dello studioso della memoria nella nostra civiltà.

Jan Assmann - La memoria culturale Sinossi: In questo volume sulla memoria culturale l’egittologo Jan Assmann si occupa delle relazioni fra i tre temi del ricordo, dell’identità e della perpetuazione culturale, cioè del costituirsi della tradizione. La constatazione di partenza è che ogni cultura sviluppa una sorta di struttura connettiva, che agisce istituendo collegamenti e vincoli entro la dimensione sociale e quella temporale. Infatti la cultura lega l’uomo al suo prossimo creando uno spazio comune di esperienze, di attese, e di azioni, ma lega anche il passato al presente, modellando e mantenendo attuali i ricordi fondanti, e includendo le immagini e le storie di un altro tempo entro l’orizzonte del presente, così da generare speranza e ricordo: questo aspetto della cultura è alla base dei racconti mitici e storici.

Gli esempi di cui si serve Assmann per illustrare lo strutturarsi della memoria culturale sono tratti dall’antichità: Mesopotamia, Ittiti, Israele e Grecia al pari dell’antico Egitto, con l’obiettivi di ricostruire i nessi culturali, e più precisamente il nesso fra ricordo (collettivo), cultura dello scritto ed etnogenesi.

 

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