La scrittura

Inauguro una nuova pagina, già presente nella vecchia versione del blog, il cui scopo è raccontarvi quello che sto cercando di scrivere. Per ogni differente progetto letterario, inserirò una nuova pagina, all’interno della quale inserirò nuovi scritti, che poi inserirò qui con un link, per rendervi partecipi dell’andamento. La nuova pagina avrà il titolo del progetto che sto intraprendendo, e le tappe che delineerò man mano saranno messe in ordine.

Voglio inaugurare questa nuova pagina con una frase di Sylvia Plath, autrice che amo particolarmente, che ho letto poco fa, e che credo si adatti molto per questa nuova pagina:

«La scrittura è un rito religioso: è un ordine, una riforma, una rieducazione al riamore per gli altri e per il mondo come sono e come potrebbero essere. Una creazione che non svanisce come una giornata alla macchina da scrivere o in cattedra. La scrittura resta: va sola per il mondo. Tutti la leggono, vi reagiscono come si reagisce a una persona, a una filosofia, a una religione, a un fiore: può piacergli o meno. Può aiutarli o meno. La scrittura prova delle emozioni per dare intensità alla vita: offri di più, indaghi, chiedi, guardi, impari e modelli: ottieni di più: mostri, risposte, colore, forma e sapere. All’inizio è un atto gratuito. Se ti fa guadagnare tanto meglio. […]
La cosa peggiore, peggiore di tutte, sarebbe vivere senza scrittura».

Sylvia Plath, I diari.

Sylvia Plath reading

Lucinda

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