Pubblicato in: Senza categoria

Le letture di Novembre

Stefania Mwende Bergo
Mwende: Ricordi di due anni in Africa (ebook)
Antonia Romagnoli La strega Ignazia (ebook)
Laura Bondi Il diario di una cameriera (ebook)
Chiara Bertoglio I colori della misercordia
Chiara Bertoglio Pane, vino e canto

Il libro Pane, vino e canto l’ho iniziato giovedì 29 novembre, ma l’ho dovuto interrompere per il fine settimana del corso di formazione; l’ho ripreso lunedì 3; ciò nonostante ho preferito lasciare la data in cui ho letto l’introduzione.

Annunci
Pubblicato in: Senza categoria

Corso di Formazione della Provincia

La locandina che vedete qui sopra è quella dell’evento a cui ho partecipato a cavallo del fine settimana dal 30 Novembre al 2 Dicembre. Vi dico la verità: pur avendo, la maestra di Formazione, che i Professi, i Novizi ed i postulanti dovevano andare perché era una bella occasione formativa, non ne ho mai avuto troppa, più che altro per il lungo tragitto che avrei dovuto fare per arrivare. Allora ne parlo con la Maestra, proponendole di arrivare la mattina di sabato, ma la sua risposta è stata categorica: dovevo arrivare venerdì! E va bene, allora…

Impiego un’ora per arrivare a destinazione; una volta in zona, mi ci vuole un po’ per capire dove devo andare: dopo aver vagato un po’ alla ricerca del civico giusto, percorro una strada in leggera discesa, e – mentre la percorro – non si vede nulla, tanto è buio. Quello che vedo del Monastero sono solo
le luci accese; quelle del primo piano sembrano sospese per aria, e la cosa mi mette i brividi… Bon, arrivo di fronte al Monastero verso le 17.30, ed Anna mi viene ad aprire, per poi condurmi nel posto dove mi aveva sistemato, e lì parliamo un po’. Poi, i vespri, e verso le 19.30 la cena, con conseguente discorso iniziale sul Discernimento. Questo primo incontro è l’inizio vero e proprio del Corso di Formazione, che si snoderà nella giornata e mezzo di sabato e domenica..

Sabato è un giorno matto e disperatissimo: ci sono mille cose da fare, che talvolta finiscono quasi al limite dell’orario con il nuovo appuntamento, ma non c’è problema: ce la farò! Il clima che si crea, naturalmente, oltre ad essere quello tra persone serie che si apprestano a fare un grande passo all’interno del’Ordine, è anche un clima di allegria e socializzazione; quando a colazione, pranzo e cena andavamo in refettorio, non eravamo mai divisi in gruppi di appartenenza, ma mescolati, così da creare un clima di conoscenza, e devo dire che si è creato tanto affiatamento tra tutti noi. Proprio sabato iniziano gli incontri che ci vedranno riuniti nel salone, lo stesso dove
la sera prima si è svolto il corso sul Discernimento.

Il salone  è molto ampio, e le poltroncine sono in legno, con il cuscinetto azzurro. Di fronte, su un piano rialzato, il tavolo con un microfono. Dietro c’è un riquadro molto grande in legno, su cui è raffigurato il monumento a Santa Caterina da Siena, con – alle spalle – Castel sant’Angelo. Alle spalle del relatore, verso sinistra, è appesa una croce in legno; stilizzata, ma per questo molto bella.

In un momento in cui eravamo in pausa da un’attività, ne ho approfittato per fare una foto al Monastero; è venuta leggermente storta, ma non importa…

una foto del Monastero

Domenica è stato il rush finale di questo tour de force di formazione; in quell’occasione si è tenuto l’ultimo incontro, tenuto dal Vicario del Maestro Generale dell’Ordine, riguardante la predicazione.  Dopo pranzo ciascuno di noi è tornato nella propria regione/zona, dopo aver partecipato a questo corso: per il momento sono stati piantati dei semi, adesso si spera che presto germoglino…

Pubblicato in: Senza categoria

Recensione/146 – I colori della misericordia (C. Bertoglio)

Autore: Chiara Bertoglio

Titolo: I colori della misericordia

ISBN: 978-88-6929 –110 – 4

Editore: Effatà

prima ed.: 2016

Prezzo: € 10,00

Dati: 2016, brossura, 127 pag.

Sinossi: La misericordia si tocca, si gusta, si assapora. Bisogna incontrarla, intuirla nei volti e negli sguardi che incrociamo tutti i giorni. “I colori della misericordia” presenta dodici storie vere, di persone normali nella loro unicità, che seminano speranza, bellezza e coraggio. Sono i volti di mamme e papà che accolgono la vita e le restano fedeli nonostante le difficoltà; testimonianze di fede che parlano di amori più forti della morte; inni alla vita che irrompono dalle parole di chi vive con gioia e gratitudine anche momenti molto difficili. Volti e voci che raccontano la meraviglia e il dono dell’esistenza, e che condividono con semplicità ed ironia (ma spesso anche con notevole umorismo e autoironia!) la bellezza dell’incontro con il Cristo risorto. Dal’aver conosciuto la sua misericordia nasce infatti il sorriso speciale di queste persone, che contagia chi lo vede ma tocca il cuore anche dalle pagine di un libro.

 

Il mio pensiero: Di Chiara c’è da fidarsi, statene certi!

In tutti questi anni che leggo le sue pubblicazioni, non ho mai trovato trovato un testo che fosse scritto in maniera illeggibile, con una tale vastità di termini incomprensibili; segno evidente (naturalmente) che l’Autrice desidera che i suoi libri siano alla portata di tutti, e non solo di chi ha certe competenze in materia musicologica, o altro.

Questo, nello specifico, non è un libro in cui si parla di Musica, bensì (se posso usare questo termine), di socialità. Voglio dire che il filo conduttore è, come in La speranza non fa rumore, la disabilità, ma ci sono anche altre storie che sono più sociali.

I protagonisti sono molti, coppie oppure singoli, ciascuno dei quali ha vissuto un’esperienza, e trova in Chiara l’interlocutrice perfetta di fronte alla quale mettersi a nudo, narrandole le proprie vicissitudini con la propria malattia, oppure come supporto alla malattia di altri. E credetemi, anche fare da supporto a qualcuno di cui si sa quale sarà il proprio destino, è molto importante!

Ma in mezzo a molte storie tristi c’è anche chi porta una ventata di speranza, come Zia Cate, una tassista un po’ sui generis, che guida il suo taxi vestita da clown, ; il suo stesso taxi è fuori dal comune: all’interno è tappezzato di stoffe dai colori sgargianti, che portano gioia e serenità  ai bambini in viaggio verso l’ospedale: con lei, i bambini si aprono, e si sentono liberi di raccontarle la loro storia ospedaliera, il male da cui sono affetti, senza curarsi troppo del fatto che sia un’estranea, ma proprio perché vestita da clown, la considerano come un’amica.

Insomma, è un libro che porta speranza nei confronti di chi lo legge. Non fatevelo scappare!

Pubblicato in: Senza categoria

Personaggi/3 – Sant’Alberto Magno

“Alberto Magno, che scacciò con un segno di croce un demonio travestito da frate che voleva impedirgli di studiare”: così potremmo riassumere liberamente[1] una delle più antiche testimonianze sulla figura di questo grande – Magnusnomen omen! – santo della storia della Chiesa.

Come primo articolo di questa nuova rubrica del nostro sito ho pensato, anche per la coincidenza liturgica, ad un santo che potesse spianarci tante strade, quindi che cosa meglio di un Doctor Universalis?!94Io fui de li agni de la santa greggiache Domenico mena per camminou’ ben s’impingua se non si vaneggia.97Questi che m’è a destra più vicino,frate e maestro fummi, ed esso Albertoè di Cologna, e io Thomas d’Aquino[2].

Così San Tommaso d’Aquino si rivolge a Dante in Paradiso, parlando sia dell’Ordine a cui appartiene che del suo grande Maestro di Teologia, Sant’Alberto Magno.

Sant’Alberto Magno, primogenito dei conti di Bollstädt, nacque a Lauingen attorno al 1200, e poco o nulla si sa della sua infanzia. Da giovane fu inviato a frequentare gli studi all’Università di Padova, dove nell’anno 1223 si unì all’Ordine di San Domenico, attratto dalla predicazione del Beato Giordano di Sassonia, secondo Maestro Generale dell’Ordine. Da subito si distinse per doti morali, spirituali e soprattutto intellettuali: insegnò nelle più prestigiose università europee, da Hildesheim a Friburgo in Brisgovia, da Ratisbona a Strasburgo fino Colonia, dove ebbe tra i suoi ascoltatori San Tommaso d’Aquino, con il quale iniziò un grandioso rapporto di discepolato e di amicizia[3].

Fu Reggente dello Studium Generale di Colonia, in seguito Provinciale del suo Ordine in Germania. Viaggiò a Roma per difendere gli Ordini mendicanti contro gli attacchi ad opera di Guglielmo di Saint-Amour[4]. Sempre a Roma Alberto occupò l’ufficio di Maestro del Sacro Palazzo[5]. Nell’anno 1260 fu nominato vescovo di Ratisbona[6]. Dal 1278 ebbe forti problemi di memoria; la sua mente, un tempo prodigiosa, gradualmente si rannuvolò e, indebolito da veglie, austerità e molteplici fatiche, morì sotto il peso degli anni il 15 novembre 1280. Fu beatificato da Papa Gregorio XV nel 1622, canonizzato e proclamato Dottore della Chiesa da Pio XI, infine il 16 dicembre 1941 Papa Pio XII lo ha dichiarato Patrono degli scienziati.

Ci troviamo davanti ad uno dei pensatori più straordinari di tutto il Medioevo. Un vero e proprio Doctor Universalis: ancor più del suo celebre allievo, gli interessi di Alberto spaziavano dalla scienza naturale fino alla filosofia e teologia: scrisse di logica, psicologia, metafisica, astronomia, musica, meteorologia, mineralogia, botanica, zoologia e chi più ne ha più ne metta. Fu appassionato commentatore e interprete, oltre che della Sacra Scrittura, di quasi tutte le grandi auctoritates del XIII secolo, dal Filosofo per eccellenza (Aristotele) ai Padri della Chiesa fino ai filosofi arabi Avicenna e Averroè.

Non erudizione, non enciclopedismo, ma sapienza e soprattutto santità: Sant’Alberto ci insegna la passione per la realtà; ci insegna che la cultura, e la scienza con essa, si preoccupa delle radici piuttosto che delle autorità[7]; ci insegna l’armonia della fede con la ragione, due ali verso il vero[8]; ci insegna l’umiltà di un maestro che sa difendere i discepoli per amore della verità; ci insegna l’altissimo compito dei cristiani nel mondo della cultura:

«Sant’Alberto mostra che tra fede e scienza non vi è opposizione. […] Un uomo di fede e di preghiera, quale fu sant’Alberto Magno, può coltivare serenamente lo studio delle scienze naturali e progredire nella conoscenza del micro e del macrocosmo, scoprendo le leggi proprie della materia, poiché tutto questo concorre ad alimentare la sete e l’amore di Dio. […]Quanti scienziati, infatti, sulla scia di sant’Alberto Magno, hanno portato avanti le loro ricerche ispirati da stupore e gratitudine di fronte al mondo che, ai loro occhi di studiosi e di credenti, appariva e appare come l’opera buona di un Creatore sapiente e amorevole! Lo studio scientifico si trasforma allora in un inno di lode. […] Sant’Alberto Magno ci ricorda che tra scienza e fede c’è amicizia, e che gli uomini di scienza possono percorrere, attraverso la loro vocazione allo studio della natura, un autentico e affascinante percorso di santità»[9].

[fonte: Osservatore domenicano]

Per approfondire

G. Wilms, Sant’Alberto Magno, ESD Bologna 1993.
J. A. Weisheipl (ed.), Alberto Magno e le scienze, ESD Bologna 1994.


  1. Per i latinisti ecco il testo originale e completo: “De Alberto magno, qui daemonem volentem eum a studio revocare, crucis signo fugavit. Simili prope modo magister Albertus Theologus, frater ordinis Praedicatorum narravit mihi, quod Parisiis illi daemon in specie cujusdam fratris apparuit, ut eum a studio revocaret, sed mox crucis virtute discessit”, Tommaso di Cantimpré, Bonum universale de apibus, l. II, c. 57, n. 34, p. 563, Douai 1627.
  2. Dante Alighieri, Divina CommediaParadiso, Canto X, vv. 94-99.
  3. L’annuncio della morte di San Tommaso (1274) fu un duro colpo per Sant’Alberto: tale l’affetto per il suo illustre e santo allievo, che pare non riuscisse a trattenere le lacrime ogni volta che veniva menzionato il suo nome. Con umiltà e amicizia difese la grandezza del suo discepolo dalle canzonature dei confratelli, profetizzando di lui “Noi lo chiamiamo il bue muto, ma egli farà riecheggiare con la sua dottrina un muggito tale che si avvertirà in tutto il mondo”, aneddoto citato in J.-P. Torrell, Amico della verità: vita e opere di Tommaso d’Aquino, Bologna 2006, p. 51.
  4. Teologo del XIII secolo, autore di un libro, De novissimis temporum periculis, contro gli ordini mendicanti, poi condannato da papa Alessandro IV il 5 ottobre 1256.
  5. Il cosiddetto teologo del Papa, prestigiosa carica ancora esistente nella curia papale, dal 1968 rinominata in Teologo della Casa Pontificia. Venne istituita da Papa Onorio III nel 1218 al fine di meglio formare, dal punto di vista teologico, i membri della Curia romana, tra cui naturalmente lo stesso Pontefice. Con una punta d’orgoglio possiamo dire che inizialmente i Maestri del Sacro Palazzo furono tutti domenicani, capeggiati dallo stesso San Domenico, primo teologo del Papa!
  6. Umberto di Romans, il Maestro Generale dei Domenicani, essendo riluttante a perdere i servigi del grande Maestro, si sforzò di impedirne la nomina, ma senza successo. In realtà Alberto governò la diocesi fino al 1262, quando, con l’accettazione delle sue dimissioni, riprese volontariamente le funzioni di professore nello Studium di Colonia.
  7. Celeberrima l’affermazione secondo cui “è proprio della scienza naturale non accogliere semplicemente le cose narrate, ma cercare nelle realtà della natura le cause”, or. lat. “Scientiae enim naturalis non est simpliciter narrata accipere, sed in rebus naturalibus inquirere causas”, Sant’Alberto Magno, De Mineralibus, l. II, t.2, c.1., ed. Borgnet 1890.
  8. “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità”, San Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Fides et Ratio circa i rapporti tra fede e ragione, Città del Vaticano 1998. 
  9. Papa Benedetto XVI, Udienza generale in Piazza San Pietro, Mercoledì 24 marzo 2010.
Pubblicato in: Senza categoria

L’Africa di Stefania “Mwende” Bergo


Autore: Stefania Bergo
Titolo: Con la mia valigia gialla
Genere: Diario di viaggio
Prezzo: € 2,99 (Kindle)
              € 9,99 (Cartaceo)
Editore: Gli scrittori della porta accanto (I edizione)
0111 (seconda edizione)


Autore: Stefania Bergo
Titolo: Mwende: ricordo di due anni in Africa
Genere: Diario di viaggio
Prezzo: € 0,99 (Kindle)
              € 10,62 (Cartaceo)
Editore: Gli scrittori della porta accanto


Ci sono persone con un cuore grande!
A testimoniare quanto ho scritto, contribuisce – nel secondo di questi romanzi/autobiografia –  la voce di Philip, uno dei protagonisti di questo libro, che confida proprio questa sua sensazione alla protagonista principale, che poi è l’Autrice stessa.
Questi due libri narrano l’esperienza di Stefania Bergo in Africa, più precisamente in un villaggio del Kenia, in veste di direttore dell’ospedale locale, dove è andata per prendersi cura delle persone più bisognose.
Attraverso le pagine dei due volumi, l’autrice sa dosare bene le parole, e di queste sa farne un racconto preciso, tracciando – sebbene lasciandoli distinti – percorsi sia professionali, che sentimentali, i quali (talvolta) si intersecano gli uni con gli altri.
Nelle pagine di questi due romanzi, la Bergo non si fa problemi a mettere in mostra le sue emozioni, che spesso rasentano la commozione. In effetti, l’Africa è un Continente immenso, con situazioni di povertà e carestia, e se una cosa è apprendere queste cose dai giornali e dalla TV, un’altra è vedere e toccare queste cose con mano, perciò mi è stato facile immedesimarmi nelle sensazioni descritte, provando anche io un minimo di commozione, ma anche rabbia, per la situazione africana.
Ma oltre a questo, Stefania Bergo narra anche dei momenti di solitudine di cui ha bisogno per ingoiare grossi rospi, o per riflettere sulla solitudine in cui si trova, quando qualcuno dell’équipe medica parte, vuoi per andare in trasferta in un altro centro ospedaliero, oppure per un breve rientro nella loro terra. Ed immedesimarsi – credetemi – è molto facile.

Pubblicato in: Senza categoria

Altri libri di Chiara in arrivo

Quelli che trovate qui sotto sono due libri di Chiara, che le ho ordinato un po’ di tempo fa per farmi un regalo di Natale; mi rendo conto che è un po’ in anticipo, ma quando ho letto che il primo dei due che presento qui sotto era stato concluso, e di lì a poco sarebbe stato messo in commercio, ho voluto subito cogliere la palla al balzo. Vediamo, dunque di cosa si tratta, iniziando proprio da questa sua ultima fatica.

Pane vino e canto

Sinossi: Un libro per riscoprire la stretta correlazione tra il mistero eucaristico e la musica. L’autrice, con un linguaggio accessibile a tutti, presenta brani noti e meno noti del repertorio classico scritti sia per il culto che per sale da concerto. La prima parte è dedicata all’Ordinarium Missae (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei), e la seconda a una serie di testi della tradizione eucaristica (Ave verum, O sacrum convivium, Pange lingua…). Per ascoltare le composizioni vengono forniti i link a YouTube e i codici QR. L’intento dell’autrice è «che la musica di grandi compositori e grandi credenti diventi una guida, una compagna e un aiuto nel nostro cammino di fede e preghiera».

Questa mattina, guardando il mio profilo social, ho visto un messaggio di Chiara, in cui aveva scritto che le copie del suo nuovo libro le sono arrivate, e che la prima copia sarà per un lettore fedelissimo come il mio amico Luca! Inutile dire che sapere di essere un suo lettore fedelissimo, mi ha un po’ emozionato, e forse anche un po’ inorgoglito; eppure penso che Chiara abbia trovato l’aggettivo più consono per descrivermi; in effetti, non mi sono mai fatto mancare la lettura di un suo libro, e per almeno un paio di ragioni: la prima, è che sono interessato agli argomenti che tratta; la seconda è che ha un modo di scrivere semplice, e comprensibile anche ai non addetti ai lavori; e – last but not least – per lei provo un’indescrivibile ammirazione e stima. Vi bastano come motivazioni? Spero di sì! Qui sotto, invece, trovate la trama del secondo libro che ho ordinato:

i colori della misericordia

Sinossi: La misericordia si tocca, si gusta, si assapora. Bisogna incontrarla, intuirla nei volti e negli sguardi che incrociamo tutti i giorni. I colori della misericordia presenta dodici storie vere, di persone normali nella loro unicità, che seminano speranza, bellezza e coraggio. Sono i volti di mamme e papà che accolgono la vita e le restano fedeli nonostante le difficoltà; testimonianze di fede che parlano di amori più forti della morte; inni alla vita che irrompono dalle parole di chi vive con gioia e gratitudine anche momenti molto difficili. Volti e voci che raccontano la meraviglia e il dono dell’esistenza, e che condividono con semplicità e verità (ma spesso anche con notevole umorismo e autoironia!) la bellezza dell’incontro con il Cristo risorto. Dall’aver conosciuto la sua misericordia nasce infatti il sorriso speciale di queste persone, che contagia chi lo vede ma tocca il cuore anche dalle pagine di un libro. Dalla luce della misericordia, un arcobaleno di speranza, di vita, di gioia: dodici storie della vita vera di persone normalissime ma molto speciali.

Pubblicato in: Senza categoria

Sette Doni

ladimoradelpensiero

A più di una persona mi piacerebbe recapitare un regalo molto particolare, un bouquet d’amore che, se ricevuto con umiltà e desiderio di acquistare una sana consapevolezza, ha lo straordinario potere di reimpostare il corso della vita.
Di cosa si tratta?
Di qualcosa d’impalpabile e, nonostante tutto, di un valore inestimabile: i Sette Doni dello Spirito Santo.

1° La Sapienza che permette di scindere il bene dal male, di creare, attraverso la preghiera, un legame intimo con Dio e di guardare il mondo attraverso i suoi occhi.

2° L’Intelletto che, grazie alla Fede, sfuggendo agli inganni, da senso pieno alla realtà e alla Parola di Dio.

3° Il Consiglio che affida la capacità di lasciarci condurre e di accendere i riflettori sulla coscienza.

4° La Fortezza che genera capacità ed energie per sormontare le più grandi difficoltà.

5° La Scienza che concede di cogliere le sfumature del quotidiano.

6° La…

View original post 54 altre parole