CISC: primo incontro – 21 febbraio 2018

Santa Caterina da Siena

Come avevo accennato qui, presentando la pagina, ieri alle 18.00 c’è stato il primo degli incontri su Santa Caterina. A parte un piccolo disguido con i mezzi, sono arrivato in sede mentre fr. Antonio aveva iniziato a parlare da poco. Appena entrato nella Sala Capitolare – dove noi terziari facciamo le riunioni una volta al mese – una signora del Centro mi ha fatto cenno di apporre una firma sul registro, per prendere visione delle presenze; mi ero appena messo seduto quando, di lì a poco, un’altra signora è passata tra le file di seggiole per distribuire un paio di fogli relativi alle letture della serata: la prima era tratta dal Dialogo della Divina Provvidenza, le altre due da due Orazioni. È stato in questa occasione che mi sono reso conto della potenza del Dialogo, che Santa Caterina chiamava il Libro. Il fondamento di questo testo – in cui è racchiusa la summa del pensiero della Santa – è l’Amore: l’Amore che Dio dà a noi, e quello che noi diamo a Dio. A questo proposito non posso fare a meno di inserire una delle tante riflessioni proposte da fr. Domenico, il quale ha esposto la teoria che i due modi di Amore su esposti, possono essere intesi come due curve; se queste non sono congiungenti, allora l’Amore non ha luogo.

In quella sede, nell’intervallo di tempo che fr. Antonio ha dedicato alla sua esposizione,  di cose ne ha dette molte, e molte altre ne avrebbe avute  da dire, poiché Santa Caterina è un personaggio che meriterebbe un discorso molto più ampio. Mi dispiace solo di non aver registrato l’intervento, per poi scrivere una trattazione più completa. Tra l’altro, ho anche dimenticato di tirare fuori la moleskine ed una penna dalla borsa del lavoro Sarà per la prossima volta. Spero di ricordarmelo.

Che dire? Beh, fr. Antonio è fr. Antonio, non c’è nulla da dirgli. Ha fatto un’esposizione molto chiara di circa 45 minuti sul pensiero di Santa Caterina, la Santa del cognoscimento.

Se vi ricordate, avevo scritto che avrei dovuto saldare i conti per la quota associativa, ma la signora presente all’incontro di ieri mi ha detto di parlare con la sua collega che si occupa della Biblioteca, e che sarà presente al prossimo incontro. Incontro, la cui relatrice sarà Anna, la nostra Maestra di Formazione.

La statua in alto a sinistra che vedete è un monumento alla santa, presente a Ponte sant’Angelo

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Recensione/115 – Legosofia (Tommaso W. Bertolotti

T W Bertolotti - Legosofia

Autore: Tommaso W. Bertolotti
Illustratore: M. Trinzoni
Editore: Il Nuovo Melangolo
Collana: Nugae
Anno edizione: 2017
Pagine: 141 p., Brossura
EAN: 9788869831218
Sinossi:
«Se si dovesse riassumere in una frase la filosofia dei Lego, direi che i Lego sono classici e platonici. Il loro modello è quello della Grecia di Pericle, di Platone e di Socrate, la Grecia delle città-stato, note come poleis. Polis è proprio il contesto nella scatola ma anche fuori dalla scatola: i Lego descrivono sì la polis, ma sarebbero anche potuti essere i giocattoli della polis, atti a formare i piccoli cittadini di domani. Ma il Lego è specialmente platonico. Perché? Per il rapporto fortissimo con l’idea di bene, per l’importanza del modello, della sua dimensione matematica, per la realizzazione di questo modello da parte del costruttore attraverso la contemplazione delle istruzioni. Infine, è potentemente platonico il tipo di mondo che il Lego struttura, ordinato e giusto, in cui ognuno si occupa di ciò che gli è proprio.»
 Non so che dire di questo libro; l’ho acquistato a Dicembre, quando ero in giro alla Feltrinelli, alla ricerca di qualcosa da regalare alla famiglia. Avendoci giocato per molti anni, ero curioso di leggere cosa se ne dicesse.
L’autore è un filosofo, ed anche lui è un estimatore dei mattoncini svedesi.
In questo libro, Bertolotti prende spunto dai vari filosofi (i Presocratici, i Pragmatisti, Pitagora) per spiegare certe dinamiche dei Lego; talvolta questo parallelismo può essere fatto anche esaminando situazioni contingenti il mondo reale.
Il volume, stampato su carta, è provvisto di disegni che abbelliscono il volume, anch’essi stampati su carta classica, e non patinata.

Una giornata finita come al solito…

Questa mattina sono stato in Basilica; c’era l’assemblea mensile tutti insieme. Come ogni volta, si inizia con la celebrazione eucaristica (questa volta dedicata al Beato Angelico, in occasione della sua festa che ricorre proprio in oggi) poi andiamo nella sala, dove si discute il tema del giorno.

Questa volta il tema del giorno riguardava la famiglia, e a trattarlo è stato un frate tedesco, che da anni dimora nel convento in Sardegna, per la precisione a Nuoro. Fr. Christian – questo è il suo nome – da anni coordina il Movimento domenicano per le famiglie, e quest’oggi – avvalendosi di una serie di slide PowerPoint – ha voluto parlarci proprio di questo,  esaminando dei temi estrapolati dalla Amoris Laetitia, di Papa Francesco.

La trattazione è durata circa un’ora, forse un’ora e mezzo, in cui fr. Christian ha trattato diffusamente l’argomento con un linguaggio molto semplice, a portata di tutti, pur chiedendoci di frequente se era chiaro il concetto che stava esprimendo; inoltre, a fine intervento, è stato molto cortese rispondendo a quelli di noi che avevano dubbi, o che volevano semplicemente raccontare la loro esperienza di famiglia.

Noi terziari abbiamo mangiato lì, in previsione del fatto che tra le 14.30 e le 15.30 ci sarebbe stata la visita guidata alla Basilica, condotta da fr. Daniel, il nostro assistente ecclesiastico. Siamo partiti dal chiostro, per poi entrare all’interno ed esaminare il soffitto, e poi le cappelle che si trovano sulla navata destra, appena varcato il portone; la spiegazione è stata molto interessante, e ha permesso a noi terziari di sapere qualcosa di più sul luogo che frequentiamo.

Il fatto è che lì dentro fa freddo; così dopo aver visitato la prima navata la visita si è conclusa, anche perché stavano iniziando ad arrivare i primi visitatori. Una volta uscito, sono stato a prendermi qualcosa di caldo al bar della Feltrinelli, ma… c’è scappato anche un libro: Il regno dimenticato, di Israel Finkelstein.

Finkelstein - il regno dimenticato

 

 

Recensione/114 – San Tommaso d’Aquino. Una biografia documentata

san tommaso spiazzi

Titolo: San Tommaso d’Aquino. Biografia documentata

Autore: p. Raimondo Spiazzi O.P.

Editore: Edizioni Studio Domenicano

Dati: 2009, 406 pag.

St-thomas-aquinasQuesta mattina ho finito di leggere la biografia di san Tommaso d’Aquino (1225 – 1274), e alla fine ho fatto questa considerazione: fr. Raimondo Spiazzi O.P. non delude mai! Dico questo con cognizione di causa, poiché la prima volta che ho conosciuto l’Ordine, ed il suo carisma (correva l’anno 2009), mi sono subito documentato acquistando la biografia del suo fondatore.

Sebbene rispetto alla biografia su San Domenico, questa sia più breve, non per questo è meno importante. San Tommaso, infatti – insieme a San Domenico di Guzman e a Santa Caterina da Siena è tra i maggiori pilastri dell’Ordine dei Predicatori.

La storia di Tommaso inizia in quel di Roccasecca, in cui la sua famiglia era ricca di possedimenti; Tommaso era l’ultimo di tutti i figli avuti dai suoi genitori, e a lui – dunque – era destinata la carriera ecclesiastica. Nulla di più facile, visto che a Montecassino un suo zio era abate del convento. Ma da quel convento Tommaso fuggì, sentendo il richiamo dell’Ordine dei Predicatori, frati mendicanti. Ed è questa la cosa che irrita di più la famiglia; quando decide di unirsi a loro, e – su ordine del Papa – si stava dirigendo in Francia, i suoi fratelli, Rinaldo e Landolfo, lo raggiungono sulla strada, lo spogliano della veste, e lo riconducono a casa, chiudendolo poi prigioniero in una torre del castello, da cui poi riuscirà a fuggire, adempiendo il suo destino.

E a quel punto per Tommaso sarà tutta un’ascesa, ricoprendo incarichi di prestigio presso le maggiori sedi universitarie (Napoli, Parigi e Colonia), ma anche prestando ubbidienza al Papa.

A Parigi insegnerà tra il 1252 ed il 1272, salvo un periodo di ritorno in Italia, tra il 1268 ed il 1272.

Dal ritratto fatto da p. Spiazzi ne viene fuori che San Tommaso fosse un uomo molto dedito alla preghiera e alla meditazione, al punto da guadagnarsi il soprannome di bue muto. Ma questo bue avrebbe muggito molto presto!

Nel Capitolo riguardante il suo rapporto con Dio, chi legge capisce più a fondo lo stretto rapporto tra il santo ed il Signore; questo era talmente profondo, al punto che il santo compose numerosi inni liturgici a Lui dedicati.

Negli anni dal 1265 al 1273 scrisse la Somma Teologica, la più grande sintesi teologica (assieme alla Summa contra Gentiles) da lui scritta, nonché la maggiore delle sue opere; una lunga dissertazione rimasta poi incompiuta; nel 1273, infatti, era nell’abbazia cistercense di Fossanova, quando decise di abbandonare la penna, poiché presentiva la morte giungere. Nell’ultimo periodo, i monaci ospiti, ed i suoi confratelli si diedero da fare per prestargli le dovute cure. Spirò il 7 marzo 1274.

Dopo la morte del Santo, il passo successivo fu il Processo di beatificazione, durante il quale tutti coloro che lo conobbero, o con cui lui venne in contatto, sono concordi nel ritenerlo un uomo umile e paziente, e dotto, che sapeva affascinare tutti con il suo carisma.

 

Voces8 – The sound of silence (Simon & Garfunkel)

Vi ricordate Paul Simon & Art Garfunkel con la loro The sound of silence?

Bene, ne ho sentita ora una versione strepitosa! (poi, è chiaro, ogni giudizio è soggettivo)

Loro sono i Voces8, un gruppo che canta a cappella; finora ho ascoltato spesso brani liturgici, ma non credevo fossero bravi anche ad interpretare brani della tradizione musicale “standard”, diciamo così.

Nel link inserito potrete accedere al loro sito, in inglese, e dare un’occhiata. Non vi nascondo che mi piacerebbe molto andarli ad ascoltare…

Buon ascolto! 😉