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Recensione di Natale/331 – Lettere da Babbo Natale (J. R. R. Tolkien)

foto mia

Autore: J. R. R. Tolkien

Titolo: Lettere da Babbo Natale

ISBN: 978-88-452-9389-4

Editore: Bompiani

ed.: 2020, per Giunti editore

Prezzo cartaceo: € 14, 00

Pagine: 191

Sinossi: Ogni dicembre ai figli di J.R.R. Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All’interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l’Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l’Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa! Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all’ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi in una unica edizione.

Il mio parere: È il primo libro che leggo di questo autore; penso di essere l’unico a non aver ancora letto quello che è considerato il suo capolavoro: Il Signore degli Anelli. Avendo disponibile in casa questo piccolo volume, ho deciso di iniziarne la lettura: in parte per capire con che stile scrivesse l’autore, ma anche perché questo sembrava un libro molto semplice da affrontare. Ed in effetti, semplice lo è, ma a stupire il lettore in tutta questa semplicità è la smisurata fantasia che impregna ogni pagina di questo libro.

Ma di cosa si parla in questo libro?

Le lettere raccolte in questo breve testo ricoprono un arco temporale che si estende dal 1927 al 1943; anni in cui Tolkien decide di scrivere delle lettere ai suoi figli per il giorno di Natale, calandosi nei panni di Babbo Natale, il quale – insieme all’Orso Bianco e agli elfi – prepara i regali per i bambini. Anche se, però, la famiglia di Babbo Natale era composta da altri esseri, gli gnomi, per esempio, che però vengono citati ben poco. In tutta questa narrazione, quel che sorprende è quanto fosse fervida la sua immaginazione; anche per la narrazione in sé, ma piuttosto, e forse soprattutto, per la vastità di particolari che l’autore fornisce durante il protrarsi degli eventi che si svolgono nel paese di Babbo Natale, e di cui l’autore parla nelle sue lettere. Non lo nascondo: piacerebbe anche a me avere la fantasia come quella dell’autore!

Nel libro troverete anche molte sorprese. Per esempio: pensavate che Babbo Natale fosse da solo quando scrive le lettere? Neanche per idea! Insieme a lui ci sono Orso Bianco ed Ilbereth, il suo elfo più fidato, i quali spesso si divertono a contestare delle decisioni di Babbo Natale, scrivendo delle loro riflessioni nel bel mezzo della stesura della lettera, un po’ come le note a margine che scriviamo su un libro. Altre volte, invece, i testi delle lettere si allungano notevolmente, perché i due iniziano una disputa tra di loro, ed impiastricciano i fogli della lettera, rivolgendosi affronti o insulti. Povero Babbo Natale, cosa deve sopportare! 😀

A proposito di scrittura, i due personaggi più vicini a Babbo Natale usano due tipi di scrittura differente: di Ilbereth, Tolkien scrive che

la sua scrittura è un po’ sottile e inclinata

la scrittura di Orso Bianco, invece, è più simile al nostro neretto; ma se devo dire la verità è quella che mi piace di più, perché è cosparsa di errori grammaticali, e questo fattore contribuisce anche a farmi restare Orso Bianco il personaggio più simpatico, anche per la sua goffaggine.

la scrittura dell’autore

In sé, questo volume – pur nella sua brevità – è molto ricco: sia per i contenuti, ma anche per le molte immagini che ci si trovano; molte delle quali riguardano le stesure delle lettere dell’autore. Nell’osservarle, quello che mi ha sorpreso è che uno scrittore della sua levature potesse avere una scrittura tremolante! Le altre immagini che si trovano all’interno del libro sono disegni fatti dall’autore stesso, oppure l’alfabeto dei goblin, oppure quello runico, che immagino sia sullo stesso genere di quello che poi ha usato per la sua opera più conosciuta.

In conclusione, posso affermare che le Lettere da Babbo Natale è un testo che merita di essere letto, adatto a grandi e piccini. Un’unica raccomandazione: se lo acquistate, leggetelo sotto Natale, ne gusterete meglio la magia!

Il mio giudizio:

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Libri arrivati

Eccoli, finalmente! 🙂

Sono arrivati venerdì; ad essere sincero, avrei voluto pazientare ed aprire il pacco direttamente a Natale, ma… non ho resistito! 😉 Penso proprio che li inizierò nei prossimi giorni, forse proprio già da Natale…

Ringrazio la Redazione di AL e i due autori, augurando fin da ora Buone Feste a loro e alle loro famiglie! ;:)

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WWW… Wednesday #48

What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto finendo di leggere le Lettere da Babbo Natale, di J. R. R. Tolkien

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho finito di leggere Scintillio di Natale, di Silvia Devitofrancesco (la recensione la puoi leggere qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Non lo so ancora

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Recensione di Natale/330 – Scintillio di Natale (S. Devitofrancesco)

Autore: Silvia Devitofrancesco
Titolo: Scintillio di Natale
Prima ed.: 2021
Prezzo cartaceo: €
Prezzo ebook: € 2,99
Pagine: 148

Sinossi: Dopo aver scoperto che il suo uomo aveva una doppia vita sentimentale, Katrin Wagner è convinta che tutti gli esseri maschili siano dei traditori. Quando il suo lavoro di organizzatrice di eventi le farà incontrare Stephen Steiner, elegante padre single, rampollo di un’importante famiglia viennese, la donna – memore delle sue convinzioni – cercherà in ogni modo di resistergli. Tuttavia, si sa, al destino è difficile opporsi inoltre la magia del Natale imminente che avvolge la città creerà il contesto ideale affinché il muro eretto da Katrin possa iniziare a sgretolarsi.

Il mio parere: Ci troviamo a Vienna, e Katrin Wagner (nessuna parentela la lega, neanche alla lontana, al compositore) è un’organizzatrice di eventi; all’inizio di questa sua attività aveva implementato un sito internet per farsi conoscere; solo che adesso il suo sito non va più così bene; per cui ha deciso di chiuderlo definitivamente. Senonché un giorno riceve una segnalazione in cui le si chiede di contattare la famiglia Steiner, una tra le più in vistai di Vienna e dintorni. L’incontro con il capostipite è un po’ burrascoso: inizialmente restio ad organizzare la festa, alla fine cede, ma a modo suo; infatti, detta alla giovane donna delle condizioni. Da quel momento in poi, dunque, gli accordi per allestire la festa di Natale li prenderà con il figlio di lui, Stephen, il quale si dimostra disponibile anche a darle una mano per i preparativi.

Va da sé che tra i due nascerà qualcosa, ma il percorso che Katrin segue per arrivare al lieto epilogo sarà periglioso, pieno di silenzi, insicurezze e formalismi, e solo nel bel mezzo della festa tutto questo avrà fine…

Ho già avuto occasione in passato di leggere i libri dell’autrice, ed ogni volta li ho sempre trovati divertenti. A far sorridere sono i dialoghi che la protagonista spesso ha con la sua vocina interiore, a loro modo un po’ surreali e stravaganti. Vocina che può benissimo guadagnarsi il ruolo di personaggio secondario, visto che è spesso presente nei romanzi dell’autrice, ben evidenziata all’interno del romanzo (non solo di questo, ma anche degli altri che mi è capitato di leggere) dalla presenza del carattere corsivo.

Il mio giudizio:

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Recensione di Natale/329 – All I want for Christmas is you (A. Talarico)

Autore: Alice Talarico

Titolo: All I want for Christmas is you

Prima ed.: 2020

Prezzo cartaceo: € 13,00

Prezzo ebook: € 0,99

Dati: 2020, pag. 212,

Sinossi: Emma Blanc è un’organizzatrice di eventi e vive ad Aosta insieme ai suoi genitori e al suo cane Roger. È una ragazza allegra, solare, affettuosa, come dimostra la sua storica amicizia con Dayita, e un’inguaribile romantica, nonostante le sue pene amorose.Aaron Gressan è un benestante e giovane imprenditore che si occupa degli affari di famiglia. Vive a New York e come ogni Natale torna nel suo paese d’origine, Courmayeur, per trascorrere le feste in famiglia, soprattutto con sua nonna Margherita a cui è molto legato. Quest’anno i piani saranno un po’ diversi per lui e dovrà restare in Val d’Aosta in pianta stabile. È così che Emma e Aaron, vecchi amici di infanzia, si rincontreranno per puro caso, e dopo anni di distanza, la loro non sarà più solo amicizia, forse. E se di mezzo ci si mette Orfeo il cugino ribelle di Aaron? O Vittoria, la perfida benestante, invaghita del protagonista? Che piega prenderà la storia? Tra atmosfere natalizie e hippie, vi divertirete e sognerete ad occhi aperti.

Il mio parere: Aaron ed Emma sono i protagonisti principali di questo romanzo; i due si conoscono fin da piccoli, e fin da allora hanno sempre dimostrato di essere “complici”. Questo rapporto tra loro ha luogo almeno fino a quando in casa sua arriva Orfeo, suo cugino, il quale inizia a rompere le uova nel paniere ai due ragazzi, che stavano riuscendo a trovare una sintonia.

Il romanzo è scritto usando la modalità alternata; vale a dire che a ciascuno dei due protagonisti della storia è riservato un capitolo, nel quale espone il proprio punto di vista della vicenda. Non è il primo romanzo che leggo che è costruito in questo modo; in precedenza ne avevo letto qualcuno di Laura Rocca.

Ho notato due punti in comune con il romanzo a sfondo natalizio che ho letto precedentemente (Dreaming of a pink Christmas. Natale in rosa, che trovate recensito qui): il primo è che, come Adele, anche Emma deve allestire una festa di Natale per la famiglia di Margherita (Rita), la padrona di casa, nonché nonna di Aaron. L’unica differenza, in questo, è che Emma è un’organizzatrice di eventi, per cui è avvezza a fare queste cose e sa come gestirle, contrariamente ad Adele, che si rivolge a del personale esterno.  Il secondo fattore è che, come la mamma del protagonista del romanzo precedente, anche la nonna di Aaron vuole fare un Natale in rosa.

Se Emma è una ragazza che appartiene al ceto medio, Aaron è figlio di una famiglia ben in vista nella città di Aosta (luogo dove si svolge la vicenda), ed il fatto di avere dei genitori retrogradi, ma anche un po’ ottusi, gli creerà non pochi problemi con Emma. A parte questo, però, Aaron è un ragazzo buono ed intelligente, che – man mano che la frequentazione con Emma va avanti a casa della nonna – si accorgerà che i vecchi sentimenti che provava per lei stanno tornando alla ribalta. Inoltre, riuscirà a farsi coinvolgere dagli amici un po’ svitati di Emma, conosciuti nel gruppo di yoga che lei frequenta.

Ma non è un romanzo rosa che si rispetti, se non ci sono gli antagonisti. Il primo è Orfeo, che proverà a rompere le uova nel paniere ad Aaron, cercando di rubargli la ragazza; il secondo in realtà è una donna, Vittoria, la figlia di due persone facoltose, con cui il padre di Aaron sta per stipulare un affare. Il terzo, in realtà sono due, vale a dire i genitori del protagonista, i quali vogliono che il loro figlio sposi per forza Vittoria, per favorire questa alleanza. Ma naturalmente, Aaron se ne guarda bene dal cadere in questo tranello.

Insomma, se ancora Emma ed Aaron non riescono a capire cosa provano l’una per l’altro, Dayita (l’amica del cuore di Emma), e Nonna Rita lo hanno capito benissimo; è per questo che fanno di tutto per farlo capire ai due ragazzi.

Durante la lettura del romanzo è possibile leggere titoli di brani natalizi od altro, qualcosa più noto, altre cose meno (almeno per quanto mi riguarda). Sempre in fatto musicale ho notato una stortura notevole: viene citato il brano Chariots of fire ; quello che c’è di storto è che non è una semplice canzone, come viene definita dall’autrice, ma un brano strumentale; in più che non è dei Vangelis, ma Vangelis è un polistrumentista. Autore, tra l’altro, della colonna sonora di Bladerunner, per citare un film tra più noti. Qui sotto vi lascio il link del brano, se lo volete ascoltare.

Insomma, tra amori, dispetti, inghippi ed altro ancora, alla fine la storia tra Aaron ed Emma avrà la fine che merita. E poi, beh: pensandoci bene, come fanno a non realizzarsi i desideri a Natale?

Il mio giudizio:

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Due libri prossimamente in arrivo

Si tratta dei due libri che ho deciso di regalarmi per questo Natale. Sono due autori che ho avuto l’occasione di conoscere ad una vecchia edizione di Più libri, più liberi , credo fosse il 2015… C’ero andato per incontrare un’autrice conosciuta anni prima. È stato lì che ho avuto l’occasione di conoscere alcune delle autrici, e l’editore. E ho deciso che, se mai un giorno dovessi dar vita ad una mia creatura di carta, mi rivolgerei a loro! 🙂

Detto questo, anche quest’anno sarei voluto andare alla manifestazione, ma poi ho desistito. Molto probabilmente non avrei visitato gli altri stand, e mi sarei limitato a quello di questa C.E., dove avrei acquistato i due volumi, completi di dedica. Beh, non avrò la dedica, però, almeno, i due libri sì!

Ma di che libri si tratta? Ve li presento.

Furio Thot – Conspiratio

Sinossi: 1476 Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme al fratello Lapo si occupa del commercio della seta, che un tempo, era l’attività del padre. Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Federico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante. Oltre a personaggi del panorama artistico dell’epoca quali Leonardo, il Ghirlandaio, Botticelli e Luigi Pulci.

Furio Thot – Marta Tempra – E d’altre cose ch’ei v’ha scorte

Sinossi: Personaggi illustri e illustri sconosciuti, potenti e miserabili, yomini e donne, religiosi e laici, redenti e dannati.

Delle molte anime incontrate da Dante ne suo viaggio, ve ne sono alcune che da sempre si sono imposte all’attenzione, ispirando poeti, storiografi e romanzieri suoi contemporanei fino ai giorni nostri. E ve ne sono altri che, invece,più discretamente sono scivolate tra le pagine della Commedia, protagoniste magari di una sola terzina, talvolta soltanto menzionate per nome.

In questa raccolta, sia ale une che all altre, viene dato voce: dieci racconti per dodici personaggi, disseminati tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, che si raccontano in punto di morte o vengono ritratti nella condotta che ne sancì il contrappasso.

Dalla efclettica penna del colladato duo Tempra-Thot (già autori di 1243 A.D. – l’ultimo assedio e La Nidiata dell’Aquila) un nuovo viaggio letterario che vuole essere innanzitutto un modesto omaggio a Dante nel settecentesimo anno della sua morte, nonché un’occasione per scoprirne alcuni personaggi sotto un diverso punto di vista.

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L’Autunno: un pensiero

In questo autunno che a passettini si sta avviando verso la sua fine, per condurci alle porte dell’Inverno, ho deciso di dare il mio contributo a questa stagione, imprimendo su questa pagina le mie sensazioni su questa Stagione. Buona lettura!

Non so di preciso cosa possa pensare un bambino piccolo quando assiste ai vari cambiamenti climatici, con l’alternarsi delle stagioni; mi viene da pensare che sarebbe bello poter “vedere” i suoi pensieri infantili, e capire un po’ cosa pensi di tutto questo; volendo andare più a fondo, non so neanche che impressione ne avessi io da piccolo di tutto questo; però ricordo che – tra tutte le stagioni – quella che non amavo molto fosse l’autunno, e forse non amavo troppo neanche l’inverno; questa sensazione era alimentata dal fatto che mi dispiaceva vedere gli alberi perdere le proprie foglie; e che fossero pochi quelli sempreverdi; ma queste sensazioni di bambino che forse ancora non capiva l’evolversi delle stagioni, è cambiato più in là con gli anni: infatti, solo col passare del tempo ho iniziato ad apprezzare questa stagione, che mette un freno alla stagione afosa – che ho iniziato a non tollerare più – e rende lieve il passaggio alla stagione più fredda. Con il senno di poi, a pensarci bene, è bello camminare per le strade e sentire lo scalpiccio delle scarpe sulle foglie, che formano un variegato tappeto giallo-marrone, ed anche i bambini stessi divertono a correre tra le foglie… con grande disperazione delle mamme, perché non vogliono che si sporchino…

Ora, con qualche anno in più sulle spalle, continuo ad apprezzare l’autunno, con i suoi sbalzi di temperatura, e con il mare in burrasca che amo molto, e che è possibile ammirare quando il tempo è brutto. Forse è proprio per il fatto di avere “qualche” anno in più che in autunno mi spinge a fare delle riflessioni sulla caducità della vita; ma – per fortuna –mi sento ancora giovane, per cui pensieri di questo genere capitano raramente.

C’è una cosa che ricordo ancora con piacere: qualche anno fa, stavo facendo una passeggiata insieme alla mia famiglia, e mentre percorrevamo il perimetro di un parco che ha anche qualche gioco per i bambini, con la coda dell’occhio vidi un gatto nero seduto sopra delle foglie; la cosa mi colpì, per il contrasto tra il nero del manto del gatto ed i colori caldi delle foglie. Allora lo guardai e lui – in risposta – tirò fuori la linguina rosa. Mi fece sorridere, perché sembrava volermi dire di farmi gli affari miei…

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Recensione di Natale/328 – Thinking of a pink Christmas. Natale in rosa. (di S. P. Grey)

Autore: Sara P. Grey

Titolo: Thinking of a pink Christmas. Natale in rosa

Prima ed.: 2021

Prezzo cartaceo: € 6,50

Prezzo ebook: € 0,99

Sinossi: “Le regole del Pink Christmas Club:

  • Il Natale non è fatto di cose, ma di persone
  • Non si è mai troppo grandi per chiedere qualcosa a Babbo Natale
  • La magia esiste, non si perde né si trova: sta a noi crearla.”

Una moderna “princi-rentola” (un po’ principessa, un po’ Cenerentola)
Un principe supereroe (ma non mettetegli la calzamaglia!)
Un mese di tempo
Un incarico all’apparenza impossibile da portare a termine
Un unico requisito da rispettare…

Ma facciamo un passo indietro, e cominciamo dalle presentazioni: mi chiamo Adelasia Malsavora Castelli e, nonostante il nome da principessa, alle fiabe ho smesso di credere già da un po’. Così come alla fata madrina, a Babbo Natale, agli elfi mangiacalzini, e alla popolazione di creature magiche, generose e dispettose in egual misura, che a quanto pare non ha smesso di credere in me, invece.
Chi altri si inventerebbe, infatti, di farmi assegnare l’ingrato compito di organizzare una festa della Vigilia avendo a disposizione un mese di tempo, un budget risicato e un’unica linea-guida: che sia tutto… rosa!?

«Perché se non te la concedi a Natale qualche follia, allora quando?»

Il mio pensiero: È iniziato l’Avvento, e ho deciso di dedicarmi ai romanzi a sfondo natalizio. Del resto, manca appena un mese…

La prima cosa divertente, la si legge all’interno delle notizie riguardanti il copyright: le notizie sono le solite: non è possibile diffondere materiale, il romanzo è tutto frutto di fantasia… poi compare una cosa che mi ha molo divertito:

Nessun fenicottero è stato maltrattato per la realizzazione di questo libro.

La cosa, ovviamente, mi ha divertito, e  – se lo leggerete – scoprirete il perché dopo qualche pagina.

Ad ogni modo: questo è il primo libro a tema che leggo, e tra le pagine l’autrice racconta la storia di Adelasia (Adele), che fa parte del ceto medio alto della Milano bene, la quale, un giorno, viene coinvolta da una marchesa ad organizzarle una cena della Vigilia. Ma non semplicemente così, perché la donna la vuole… in rosa!!!

Per Adele è la disperazione! Ma cosa si è mesa in testa quella donna? Non ha alcuna idea in merito; per cui, decide di affidarsi a degli amici di Giulio, un ragazzo conosciuto poco tempo prima all’interno di un giardino, dove soggiornano i fenicotteri rosa.

Tra consigli, istanti di disperazione e momenti di follia per il tanto daffare, alla fine la marchesa si ritrova la festa che desiderava. Anche se… non vi svelo nulla, perché quello che arriverà ad Adele alla fine di tutto questo sarà un gran bel premio!

In sé il romanzo non ha molti momenti di ilarità,  o perlomeno io non li ho trovati; però devo riconoscere che è divertente e risulta scorrevole e leggero; la lettura ideale per un momento di gioia come il Natale!

Il mio giudizio:

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WWW… Wednesday #47

What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto leggendo (in ebook) Dreaming of a ping Christmas. Natale in rosa, di Sara P. Grey: molto carino! Sto ancora leggendo (in cartaceo) di L’abbraccio benedicente, di Henry J.M. Neuwen (mi dovrò decidere a finirlo, prima o poi, visto che mi mancano solo due capitoli…)

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho finito la lettura de La stanza delle farfalle, di Lucinda Riley (la recensione puoi leggerla qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Probabilmente mi dedicherò a leggere un altro libro di spiritualità (Guida alla conoscenza della Bibbia, di Luciano Manicardi) oppure, chissà che altro…