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Recensione/160 – I figli di Dio (G. Cooper)

Cooper - I figli di Dio

Autore: Glenn Cooper

Titolo: I figli di Dio

ISBN: 978 – 88 –  –  –

Editore: Nord

prima ed.: 2018

Prezzo: € 11,50

Dati: 2018, rilegato, 448 pag.

Sinossi: Manila, Filippine. Nausea, mal di testa, uno svenimento: per sapere di cosa si tratti, Maria, una sedicenne che vive in una baraccopoli, affronta la lunga attesa per essere visitata da un medico volontario. La diagnosi è semplice: Maria è incinta. Ma le circostanze di quella gravidanza sono eccezionali… Maria infatti è ancora vergine.
Gort, Irlanda. Da alcuni giorni, fuori della casa della famiglia Riordan, c’è una fila di persone raccolte in preghiera. Vogliono un’unica cosa: vedere e toccare la giovane Mary, una sedicenne in attesa di un bambino. E vergine.
Lima, Perù. L’arcivescovo della diocesi sudamericana manda un messaggio urgente al Vaticano: uno sperduto villaggio di montagna sta diventando meta di pellegrinaggi, perché si è sparsa la voce che lì viva una sedicenne, vergine, incinta. Il suo nome è María.

Sconcertato, il papa decide di affidare a Cal Donovan il compito d’incontrare le tre vergini per capire se quello che è successo sia un miracolo autentico. E Cal si mette subito in viaggio. Prima parla con la ragazza filippina, poi con quella irlandese. Entrambe sono disorientate e confuse. E hanno un altro punto in comune: qualche tempo prima, mentre tornavano a casa, tutte e due sono state accecate da una luce abbagliante e hanno sentito una voce dire: «Sei stata scelta». Poi Cal vola in Perù, ma non riuscirà a incontrare l’ultima Maria: la ragazza è scomparsa. E, nel giro di poche ore, anche delle altre due vergini si perdono le tracce. Cosa sta succedendo? Chi ha preso le tre ragazze? Mentre il mondo s’interroga sulla loro sorte, Cal intuisce che forze oscure, fuori e dentro il Vaticano, hanno messo in moto un piano per destabilizzare dalle fondamenta il papato di Celestino VI. E lui è l’unico che può sventare la più grande minaccia che incombe sulla Chiesa di Roma dai tempi della riforma protestante…

Il mio pensiero: Questo non è il primo libro che leggo di questo autore, e devo dire che è stato molto intrigante, e denso di colpi di scena. Diversamente da altri suoi thriller, in cui ciascun capitolo si svolge in un’epoca diversa, questo si svolge nel nostro tempo, ma ha a che fare con tre Paesi diversi.

Calvin Donovan, in buoni rapporti con la Santa Sede, si troverà a risolvere un enigma proprio da parte del Papa Celestino: a quanto si vocifera, sembra che tre bambine – in tre luoghi diversi – abbiano visto una fortissima luce. Cal è chiamato ad indagare su questo. Le bambine hanno una particolarità in comune: il nome: Maria Aquino, filippina; Maria Mollo, peruviana, e Mary Riordan, irlandese. Non è un caso che il nome sia lo stesso per tutte e tre, visto che sono cattoliche, e portano il nome della Vergine Maria, la Mamma di Gesù; loro compito sarà partorire un figlio, il cui primo nome sarà Jesus: Gesù. Dietro tutto quello che succederà nelle pagine del romanzo c’è lo zampino di un’organizzazione, la Nuova Chiesa Cattolica.

Ci sarebbe da dire molto altro ancora della trama, ma voglio lasciare a voi il gusto di assaporare questa trama fitta di colpi di scena, voltafaccia, imbrogli e chi più ne ha più ne metta; non ne resterete delusi; sappiate solo che Glenn Cooper ha saputo costruire una trama coi fiocchi, in cui l’azione non manca di certo, e chi legge troverà pan per i suoi denti.

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Prove tecniche di trasmissione…

Buon pomeriggio dal campo di tiro con l’arco…

No, non è vero, ora sono a casa, e vi racconto cos’è successo questa mattina: verso le dieci sono andato al campo, per verificare le modifiche apportate al mirino; sì, in effetti questa mattina ho sbullonato la griglia che regge l’asta con le varie gradazioni del mirino; l’ho spostata di più verso l’alto, di modo da avere un po’ più spazio per alzare il mirino, per le lunghe distanze. Ebbene, ciò fatto, sono andato direttamente a verificare. Considerate che se fino all’altro giorno, per tirare a 18 m, il mirino era posizionato a 5, ora è a 2,5. Dopo aver tirato un po’ a 20 m – alzando il mirino a 3,5 – ho deciso di fare il matto, e di provare a tirare a 40 m!! Matto, vero? Un po’, sì… ma ci ho provato, e ho alzato il mirino a 6,5… niente da fare. Con il consiglio di un altro arciere, ho alzato fino a 9, 10, ma anche qui niente da fare.

Il motivo per cui ho fatto questo è perché sabato prossimo, il 29, al campo ci sarebbe una gara, il cui limite massimo è 40 m, per l’appunto. Mi sono un po’ scoraggiato, ma lo ero già da questa mattina, visto che ieri ho provato a tirare a quella distanza senza successo; così questa mattina mi sono cancellato dalla gara. Del resto, di gare di questo genere ne ho fatte altre, in questi anni, e poi in quella data mi fa più piacere assistere ad un’altra cosa, che si terrà in Basilica.

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15-16 Giugno 2019 Consiglio Provinciale

2019-06-15 locandina evento …e alla fine è arrivato anche il Consiglio Provinciale… lo sapevo benissimo, e parteciparvi è stata un’opportunità veramente interessante, anche perché – una volta ancora – mi sono reso conto di quanto sia importante garantire la propria presenza, ma – soprattutto – dare il proprio contributo (anche minimo) in un momento di cambiamento come questo che si sta verificando nel mio ambito.

Arrivato a destinazione ho rivisto persone che avevo conosciuto al Corso di Formazione Provinciale (ne ho parlato qui). È stato bello rivedersi, e capire che avremmo ancora condiviso un piccolo interessante passo insieme; è stata anche l’occasione per conoscere una nuova fraternita, nata di recente in Toscana, venuta per partecipare a questo loro primo grande evento.

sdr

la struttura

Il programma – come è possibile vedere dalla locandina qui sopra – è stato ampio e con ritmi abbastanza serrati; ciò nonostante, non sono mancati dei momenti di respiro; ma soprattutto i momenti di preghiera comunitaria.

Sabato mattina, Massimiliano, Antonio, Anna ed Edoardo hanno fatto dei discorsi secondo la tematica da discutere, che hanno introdotto il lavoro che si sarebbe  fatto in quei due giorni; un po’ più addentro al tema sono andati Edoardo e p. Rui, ponendo l’accento su quanto sia importante questo momento, ed il periodo che avremmo trascorso tutti insieme, collaborando alla buona riuscita e alla stesura del nuovo documento da seguire.

Il pomeriggio di quello stesso giorno ha visto tutti i partecipanti divisi in quattro gruppi: Governo, Apostolato, Formazione e Spiritualità; non è stato necessario scegliere i partecipanti, in quanto la divisione era già stata effettuata in precedenza; a mio avviso è stata una buona idea, in quanto ha permesso di perdere meno tempo. Io mi sono trovato a far parte del primo gruppo, quello sul Governo, dove Massimiliano ha rivestito il ruolo di moderatore, e devo dire in tutta sincerità che trovarmi in questo gruppo di lavoro mi ha dato la possibilità di capire meglio qualcosa (ma non tutto, ancora…); oltretutto, le persone erano tutte affiatate, e penso che tutti insieme siamo riusciti dare un notevole contributo per quanto riguardava l’ambito in cui ci siamo dovuti confrontare.  Allo scadere dell’ora e mezzo circa a disposizione, ci siamo ritrovati tutti nella sala conferenze, dove ciascun referente ha esposto quello che era stato deliberato con il gruppo di appartenenza.

Ma cosa significa il termine Governo applicato ad una fraternita? Non è facile definirlo, poiché riguarda tutti gli aspetti burocratici di questa; per usare parole semplici, si potrebbe dire che con questo termine si identifichino le varie tappe dell’iter che deve seguire un documento, per poi essere approvato e – di conseguenza – essere inserito all’interno dei documenti ufficiali. Ma non solo, in quanto racchiude altre sfaccettature di cui sarebbe lungo parlare.

La tarda mattinata di domenica, invece,  ci ha visti tutti di nuovo in sala conferenze per un discorso generale, in cui sono stati rivolti anche i ringraziamenti alla struttura che ci ha ospitati, e anche ai partecipanti, per il contributo che hanno dato alla riuscita dell’evento. Poi la messa, poi il pranzo, e dopo siamo rientrati tutti a casa propria.

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la chiesa

In definitiva, sono tornato ieri molto gasato, e con molta voglia di mettermi in gioco.

 

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Recensione/160 – Storia del Laicato Domenicano. Storia, Regole, Governo

Mattei - Laicato 1

Titolo: Storia del Laicato Domenicano

Sottotitolo: Storia, Regole, Governo

ISBN: 978-8899616281

Editore: Angelicum University Press

prima ed.: 2019

Prezzo: € 12,00

Dati: 2019, brossura, 159 pag.

Sinossi: La storia del Laicato Domenicano è poco conosciuta ed affonda le sue origini negli Ordini della Penitenza del X e XI secolo. Il libro ripercorre questa lunga storia aggiungendo nuove informazioni alle fonti conosciute e ricordando i laici domenicani che hanno vissuto queste epoche. È un racconto fatto da un laico domenicano a chi desidera conoscere i laici domenicani, a chi li ha conosciuti, a chi è in formazione, a chi è già laico domenicano e non smette mai di ricercare la verità.

Il mio pensiero: Ho avuto l’occasione di andare alla presentazione di questo libro (ne ho parlato qui), e naturalmente, una volta finito il libro che stavo leggendo in quei giorni, ho iniziato subito questo. Va da sé, credo, che il motivo principale per cui l’ho iniziato sia perché è un testo che riguarda il mio interesse, in quanto persona appartenente ad un Ordine religioso; ma poi anche perché desideravo finirlo  a ridosso del Convegno Provinciale, che si terrà a breve.

Fatta questa premessa quasi doverosa, il libro di Edoardo Mattei esplora a fondo le origini del Laicato Domenicano, partendo dal Medio Evo foino al XX Secolo; nell’esposizione di questa lunga, ma appassionante storia, cita numerose date, e protagonisti che hanno contribuito a far sì che questo “stato sociale” (forse non è il termine giusto, ma non sapevo come esprimerlo) diventasse una realtà, e si protraesse fino ad oggi. E fino ad oggi, il Laicato Domenicano ha visto avvicinarsi numerose personalità, più o meno note, tra cui possiamo ricordare l’attrice Titina De Filippo; il Presidente del Consiglio Aldo Moro;, il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, Pier Giorgio Frassati. La lista potrebbe continuare…

Ma parlare Laicato Domenicano non significa solo fare riferimento a persone più o meno note; vuol dire anche parlare di un’Istituzione (anche qui, forse, il termine è un po’ improprio) che ha visto la successione di numerose persone alla sua guida, ma anche alla guida dell’Ordine (il cosiddetto Maestro Generale).

Nel redigere questa storia, l’autore ha svolto un lavoro di documentazione encomiabile; non c’è pagina in cui non siano presenti una o più note a più di pagina, e ciascuna riporta tutta una serie di riferimenti o informazioni che altrimenti non mi sarebbe stato dato sapere; ma essere Laico (Domenicano, in questo caso), non significa solo far parte di un gruppo di persone che si riuniscono saltuariamente; vuol dire anche essere soggetti alla Formazione, oppure conoscere i passi che hanno portato a questa condizione, come lo è oggi nel XX-XXI Secolo; e a questo scopo sono serviti una serie di Convegni in cui frati, suore e laici si sono riuniti per modificare degli articoli della Regola in vigore, e così via… Insomma, non è una cosa facile da spiegare, per chi non è addentro a tutto questo; sappiate solo che è una cosa complessa da spiegare. 🙂 Di tutto questo (e di altro ancora) parla, in maniera approfondita, Edoardo Mattei nel suo libro.

 

Notizie sull’autore: Edoardo Mattei è un Business & Technology Consultant con esperienza internazionale in Gestione di Progetti e Product Management in ambiente Enterprise and Mobiling. È attualmente docente di Teoria dei Media Digitali presso l’ISSR Mater Ecclesiae della Pontificia Università San Tommaso, dove è responsabile  anche del Corso Interdisciplinare per lo studio della cultura digitale. Dal 2018 è Segretario del Consiglio Provinciale del Laicato domenicano e Responsabile della Comunicazione per la gestione della presenza su Internet di detto Consiglio.

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Recensione/159 – La mia vita è un miracolo (B. Moriau)

Moriau - vita miracolo

Autore: Bernadette Moriau

Titolo: La mia vita è un miracolo

Sottotitolo: L’ultima guarigione di Lourdes

ISBN: 978-88- 308 – 1659 – 6

Editore: San Paolo editore

prima ed.: 2018

Prezzo: € 11,50

Dati: 2019, rilegato, 238 pag.

Sinossi: L’11 luglio 2018, suor Bernadette Moriau è in pellegrinaggio nella grotta di Lourdes quando – d’un tratto – avverte una presenza, un’energia, che attraversa il suo corpo. Qualche ora più tardi accade l’impensabile, suor Bernadette – da anni paralizzata da entrambe le gambe – si alza in piedi e torna nuovamente a camminare. Per i medici la sua guarigione “è inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze scientifiche”. Una commissione appositamente composta dichiara

“le caratteristiche della guarigione miracolosa come dono di Dio attraverso l’intermediazione di Nostra Signora di Lourdes”

e così  l’11 febbraio 2018, suor Bernadette è ufficialmente riconosciuta come la 70ª miracolata in 160 anni a Lourdes. In queste pagine l’autrice si interroga sulle misteriosi ragioni di questo miracolo: perché io?

Il mio pensiero: Questo libro doveva essere il mio regalo di compleanno, ma è arrivato mesi dopo quella data. Proprio per il fatto di essere del tutto inaspettato,è stato un regalo molto gradito. 

Prima di iniziarlo, ho finito quello precedente, poi mi sono letteralmente fiondato su questo; visto che è un regalo, non volevo far passare troppo tempo. Così ho iniziato questa lettura appassionante.

Suor Bernadette appartiene alla congregazione delle Oblate del Sangue di Cristo; da anni convive con un problema che la porta a non muoversi più bene, e a dover fermare con una stecca il suo piede. Su consiglio del suo medico di base, decide di fare un viaggio a Lourdes. Detto, fatto: è l’8 luglio 2008, e suor Bernadette si reca a Lourdes, sul treno bianco che trasporta gli altri malati; ed è proprio in questa cornice che suor Bernadette viene guarita. O meglio, miracolata. L’autrice avverte una presenza che le suggerisce di lasciare da parte il busto, l’elettrostimolatore, e tutti gli altri accessori di cui ha bisogno. Naturalmente lei obbedisce, e si ritrova – con sua grande sorpresa – a riprendere la sua vita normale, prima che avvenisse tutto questo. Immaginatevi la meraviglia e lo stupore delle sue consorelle, e dei soprastanti.

Ma non è tutto oro quello che luccica; infatti, prima di attestare come miracolo questa improvvisa guarigioni, suor Bernadette dovrà sottoporsi a numerose altri accertamenti, e solo nel 2018 la guarigione sarà riconosciuta come miracolosa. Dieci anni! Incredibile!

Sr. Bernadette dichiara in tutta onestà che Dio le ha dato quest’opportunità, e a Lui lei ha donato tutta se stessa. A dispetto della malattia, la sua può sembrare una vita serena, ma durante la sua vita da suora ha dovuto fare i conti con molti lutti all’interno della sua famiglia: la mamma, il papà, la sorella, il fratello; tutte persone che hanno lasciato un vuoto nel suo cuore. Persone di cui,  nel corso del libro, l’autrice pubblica biglietti o poesie che le sono stati lasciati come ricordo. È in questi momenti che si può avvertire, forse, un velo di malinconia nelle parole della religiosa, ma sono momenti con i quali bisogna fare i conti.

Le parole di sr. Bernadette scorrono leggere lungo le 190 pagine che costituiscono il ribro effettivo; a questo seguono «Non disperare mai» in cui si trovano i ringraziamenti dell’autrice, e la postfazione scritta dal Vescovo della diocesi di Beauvais, Noyons e Senlis. Conclude il volume un’appendice, all’interno della quale si trovano i documenti e le lettere che ne attestano la guarigione: è interessante notare come tutti – dalla Commissione, al medicco di base, per arrivare al parere di altri esperti –   concordino su questo punto, non trovando (penso io) altri appigli su cui basarsi per prolungare , o addirittura per non riconoscere, questo avvenimento.

Durante la narrazione della sua esperienza, suor Bernadette raccomanda la lettura di questo suo libro, qualunque sia la nostra condizione di fede: cattolici praticanti, non praticanti, atei e così via… ed io mi faccio portavoce di questa sua proposta; è un libro che vale la pena essere letto; per cui, dategli un’opportunità! 🙂

 

 

 

 

 

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Novità dal campo

Buongiorno a tutti/e! È da un po’ di tempo che non aggiorno quessta pagina con i miei progressi con l’arco, ed oggi mi sembra la giornata adatta per farlo! Inizio col dire che qualche fine settimana fa sono stato a tirare e ho riscontrato che il separa dita del mio tab si staccava; ignoro il perché, ma almeno in un paio di occasioni, le vitine che reggevano il paradita forse si allentavano o boh, fatto sta che cadeva, e non potevo più tirare. O meglio: qualche volta ho provato a tirare lo stesso, ma o cadevano a contatto con l’impugnatura, oppure se riuscivo a tirarle, andavano ramengo. Al che, la settimana scorsa, Alberto mi ha prestato il suo tab Cavalier, e mi ci sono trovato bene, così mi ha venduto un suo tab Cavalier, insieme al paraseno, che ho sfruttato questo fine settimana. 🙂

Ieri non ho idea di quante frecce abbia tirato, ma vi assicuro che sono tornato a casa che ero a pezzi; così, oggi, ho deciso di contarle: man mano che le scoccavo, le segnavo sul blocco note del cellulare; non mi interessava la distanza, né – tanto meno – il punteggio, ma solo la quantità. Anzi no, anche il tipo di visuale, visto che la maggior parte delle volte ho tirato ai pidocchietti, sia quelli hunter field, gialli e neri; sia quelli standard, con i cerchi colorati). Ebbene, a seconda della tipologia segnavo via via quante frecce tiravo, incrementando ogni volta che facevo quel genere di tiro, ed è venuto un totale di 90 frecce, così ripartite:

semafori hunter field: 30

semafori colorati: 6

targa colore: 45

prova bersaglio a 20 m: 9

Nel caso non sapeste a cosa mi riferisco, potete dare un’occhiata al link che ho inserito, così da avere un’idea un po’ più chiara. In quanto all’ultima voce, le 9 frecce a 20 m sono state una prova; nel senso che finora non ci ho mai tirato, così ho seguito il consiglio di Alberto: ho regolato il mirino, e via; tanto lo scopo non era fare punti, ma solo divertirmici, e così ho fatto. Ed è stato effettivamente divertente! 🙂

 

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Recensione/158 – La profezia della curandera (Hernán Huarache Mamani)

Mamani - curandera

Autore: Niall Williams

ISBN: 978-88-545-0943-6

Editore: Neri Pozza

prima ed.: 2015

Il mio pensiero: Ho letto questo libro per la prima volta, e mi è piaciuto molto.

Il libro racconta l’’iniziazione di una giovane donna, Kantu, che – per prendere coscienza di sé – trascorrerà tutto questo periodo lontano dalla casa e dagli affetti e dalla sua vita nella città, abbigliandosi seguendo la moda degli indios, comportandosi in un certo modo, ma anche assumendo una certa gestualità. In questo periodo lontano da casa, Kantu apprenderà quello che le occorre attraverso tutta una serie di insegnamenti ed esercizi molto duri, alcuni dei quali prevedranno anche momenti di isolamento con sé stessa. Ciò nonostante, Kantu non perderà mai la calma, e persevererà nella sua formazione. È solo al termine di questo lungo percorso che Kantu diventerà una donna più matura e responsabile, ma soprattutto più consapevole del potere che è racchiuso dentro di lei.

Nella narrazione Mamani segue un ritmo lento, forse, ma che non permette distrazioni; chi legge è attratto dalla storia di Kantu e dello scopo che desidera raggiungere, per capire quello che prova per un uomo. Ho trovato interessante questo romanzo anche per la tematica trattata, anche perché il mondo delle credenze andine ha da sempre suscitato la mia curiosità.