L’Autunno: un pensiero

In questo autunno che a passettini si sta avviando verso la sua fine, per condurci alle porte dell’Inverno, ho deciso di dare il mio contributo a questa stagione, imprimendo su questa pagina le mie sensazioni su questa Stagione. Buona lettura!

Non so di preciso cosa possa pensare un bambino piccolo quando assiste ai vari cambiamenti climatici, con l’alternarsi delle stagioni; mi viene da pensare che sarebbe bello poter “vedere” i suoi pensieri infantili, e capire un po’ cosa pensi di tutto questo; volendo andare più a fondo, non so neanche che impressione ne avessi io da piccolo di tutto questo; però ricordo che – tra tutte le stagioni – quella che non amavo molto fosse l’autunno, e forse non amavo troppo neanche l’inverno; questa sensazione era alimentata dal fatto che mi dispiaceva vedere gli alberi perdere le proprie foglie; e che fossero pochi quelli sempreverdi; ma queste sensazioni di bambino che forse ancora non capiva l’evolversi delle stagioni, è cambiato più in là con gli anni: infatti, solo col passare del tempo ho iniziato ad apprezzare questa stagione, che mette un freno alla stagione afosa – che ho iniziato a non tollerare più – e rende lieve il passaggio alla stagione più fredda. Con il senno di poi, a pensarci bene, è bello camminare per le strade e sentire lo scalpiccio delle scarpe sulle foglie, che formano un variegato tappeto giallo-marrone, ed anche i bambini stessi divertono a correre tra le foglie… con grande disperazione delle mamme, perché non vogliono che si sporchino…

Ora, con qualche anno in più sulle spalle, continuo ad apprezzare l’autunno, con i suoi sbalzi di temperatura, e con il mare in burrasca che amo molto, e che è possibile ammirare quando il tempo è brutto. Forse è proprio per il fatto di avere “qualche” anno in più che in autunno mi spinge a fare delle riflessioni sulla caducità della vita; ma – per fortuna –mi sento ancora giovane, per cui pensieri di questo genere capitano raramente.

C’è una cosa che ricordo ancora con piacere: qualche anno fa, stavo facendo una passeggiata insieme alla mia famiglia, e mentre percorrevamo il perimetro di un parco che ha anche qualche gioco per i bambini, con la coda dell’occhio vidi un gatto nero seduto sopra delle foglie; la cosa mi colpì, per il contrasto tra il nero del manto del gatto ed i colori caldi delle foglie. Allora lo guardai e lui – in risposta – tirò fuori la linguina rosa. Mi fece sorridere, perché sembrava volermi dire di farmi gli affari miei…

Recensione/328 – Thinking of a pink Christmas. Natale in rosa. (di S. P. Grey)

Autore: Sara P. Grey

Titolo: Thinking of a pink Christmas. Natale in rosa

Prima ed.: 2021

Prezzo cartaceo: € 6,50

Prezzo ebook: € 0,99

Sinossi: “Le regole del Pink Christmas Club:

  • Il Natale non è fatto di cose, ma di persone
  • Non si è mai troppo grandi per chiedere qualcosa a Babbo Natale
  • La magia esiste, non si perde né si trova: sta a noi crearla.”

Una moderna “princi-rentola” (un po’ principessa, un po’ Cenerentola)
Un principe supereroe (ma non mettetegli la calzamaglia!)
Un mese di tempo
Un incarico all’apparenza impossibile da portare a termine
Un unico requisito da rispettare…

Ma facciamo un passo indietro, e cominciamo dalle presentazioni: mi chiamo Adelasia Malsavora Castelli e, nonostante il nome da principessa, alle fiabe ho smesso di credere già da un po’. Così come alla fata madrina, a Babbo Natale, agli elfi mangiacalzini, e alla popolazione di creature magiche, generose e dispettose in egual misura, che a quanto pare non ha smesso di credere in me, invece.
Chi altri si inventerebbe, infatti, di farmi assegnare l’ingrato compito di organizzare una festa della Vigilia avendo a disposizione un mese di tempo, un budget risicato e un’unica linea-guida: che sia tutto… rosa!?

«Perché se non te la concedi a Natale qualche follia, allora quando?»

Il mio pensiero: È iniziato l’Avvento, e ho deciso di dedicarmi ai romanzi a sfondo natalizio. Del resto, manca appena un mese a Natale…

La storia racconta la storia di Adelasia (Adele), che fa parte del ceto medio alto della Milano bene, la quale, un giorno, viene coinvolta da una marchesa ad organizzarle una cena della Vigilia. Ma non semplicemente così, perché la donna la vuole… in rosa!!!

Per Adele è la disperazione! Ma cosa si è mesa in testa quella donna? Non ha alcuna idea in merito; per cui, decide di affidarsi a degli amici di Giulio, un ragazzo conosciuto poco tempo prima all’interno di un giardino, dove soggiornano i fenicotteri rosa.

Tra consigli, istanti di disperazione e momenti di follia per il tanto daffare, alla fine la marchesa si ritrova la festa che desiderava. Anche se… non vi svelo nulla, perché quello che arriverà ad Adele alla fine di tutto questo sarà un gran bel premio!

In sé il romanzo non ha molti momenti di ilarità,  o perlomeno io non li ho trovati; però devo riconoscere che è divertente e risulta scorrevole e leggero; la lettura ideale per un momento di gioia come il Natale!

Il mio giudizio:

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What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto leggendo (in ebook) Dreaming of a ping Christmas. Natale in rosa, di Sara P. Grey: molto carino! Sto ancora leggendo (in cartaceo) di L’abbraccio benedicente, di Henry J.M. Neuwen (mi dovrò decidere a finirlo, prima o poi, visto che mi mancano solo due capitoli…)

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho finito la lettura de La stanza delle farfalle, di Lucinda Riley (la recensione puoi leggerla qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Probabilmente mi dedicherò a leggere un altro libro di spiritualità (Guida alla conoscenza della Bibbia, di Luciano Manicardi) oppure, chissà che altro…

Recensione/327 – La stanza delle farfalle (L. Riley)

foto mia

Autore: Lucinda Riley

Titolo: La stanza delle farfalle

Editore: Giunti

Prima ed: 2021 (edizione speciale per edizioni intimità)

Prezzo cartaceo: €7,90

Dati: 2021, pag. 579

Pagine: 573

tempo di lettura: 29 Ottobre – 21 Novembre 2021

Sinossi: Alla soglia dei 70 anni, Posy vive ancora a Admiral House, la casa dove ha trascorso la sua infanzia a caccia di splendide farfalle e dove ha cresciuto i suoi figli, Sam e Nick. Ma di anno in anno la splendida villa di campagna è sempre più fatiscente e ha bisogno di una consistente ristrutturazione che Posy, con il suo impiego part-time nella galleria d’arte, non può proprio permettersi. Forse, per quanto sia doloroso abbandonare un luogo così pieno di ricordi, è arrivato il momento di prendere una difficile decisione. Coraggiosa e determinata, abituata a cavarsela da sola ma premurosa e sempre presente nella vita dei suoi familiari, Posy si convince a vendere la casa. Ma è proprio allora che il passato torna inaspettatamente a bussare alla sua porta: Freddie, il suo grande amore, l’uomo che avrebbe voluto sposare cinquant’anni prima e che era scomparso senza dare spiegazioni, è tornato e vorrebbe far di nuovo parte della sua vita. Come se ciò non bastasse, Sam, con le sue dubbie capacità imprenditoriali, si mette in testa di rilevare Admiral House e Nick, dopo anni in Australia, torna a vivere in Inghilterra. Esistono segreti terribili, il cui potere non svanisce nel tempo e solo il vero amore può perdonare. Posy ancora non sa che sono custoditi molto, troppo, vicino a lei.

Il mio pensiero: Probabilmente non avrei mai letto nulla di questa scrittrice, se non mi avessero consigliato questo libro. A dire il vero avrei voluto iniziare direttamente con i sette volumi della saga “Le sette sorelle”, ma mi è stato sconsigliato, almeno per il momento.

Il libro in questione  ruota intorno alla figura di Posy, una donna che inizialmente vediamo nascere, poi con la sua età effettiva: settant’anni. Per un bel po’ le avventure che si susseguono seguono un ritmo normale, ma poi nelle vite dei protagonisti si avvicendano tutta una serie di sciagure che piombano loro tra capo e collo. Il romanzo è incentrato soprattutto sulla figura di questa donna anziana, che – con molta fatica – riesce a tenere salde le redini di questa famiglia, tra discordie, malumori e tradimenti. Anche se in alcune occasioni, vediamo Posy scoraggiata, è comunque una donna che non si perde d’animo, ed è bello vedere – pagina dopo pagina – tutta l’energia che impiega per sistemare le cose nella sua famiglia, non risparmiandosi mai. Trattandosi di un romanzo al femminile,  incentrato sulle donne di questa grande famiglia, che include nuore, figli, suocere e nipoti, i personaggi maschili si possono contare sulle dita di una mano, ma la descrizione di ciascuno di loro è comunque particolareggiata, con i loro pregi e difetti.

I capitoli che narrano la vicenda agrodolce di questo romanzo si snodano tra il Giugno 1943 ed il Dicembre 2006, per poi concludersi definitivamente con un capitolo dal titolo Sei mesi dopo, ovvero a Giugno 2007. In tutto l’arco di questa vicenda, la maggior parte dei capitoli è raccontata in terza persona, eccezion fatta per quelli riguardanti Posy, che sono narrati in prima persona.

Questo libro mi ha dato l’opportunità di conoscere una brava autrice (purtroppo scomparsa di recente), ma anche un bellissimo libro, ben costruito, in cui i dovuti momenti romantici, si alternano con i dovuti momenti di climax.

In questo romanzo l’autrice mette in luce i vari sentimenti dei protagonisti: l’amore, la rivalità, la gelosia ed altri ancora con molta nonchalance, ma soprattutto senza artifici. Questa capacità dell’autrice ha fatto sì che i personaggi risultassero veri nelle loro manifestazioni, al punto che in alcuni momenti ho avuto l’impressione di trovarmi sul “set” allestito dalla Riley a fare da osservatore a tutto quello che si svolgeva davanti ai miei occhi. Insomma, come prima volta per aver letto un suo romanzo, non posso che ritenermi pienamente soddisfatto!

Il mio giudizio:

WWW… Wednesday #46

What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto ancora leggendo (in cartaceo) di L’abbraccio benedicente, di Henry J.M. Neuwen (min dovrò decidere a finirlo, prima o poi; mi mancano solo due capitoli…); nel frattempo sto leggendo anche La stanza delle farfalle, di Lucinda Riley

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Questa notte alle tre ho finito di leggere Complicated Love, di Anna Esse (recensito qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Probabilmente mi dedicherò a leggere un altro libro di spiritualità (Guida alla conoscenza della Bibbia, di Luciano Manicardi) oppure, chissà che altro…

Recensione/326 – La Compagnia dell’Oste (Inkiostri)

foto mia

Autore: Inkiostri

Titolo: La Compagnia dell’Oste

ISBN: 978-88-7547-559-8

Editore: Marcovalerio Editore

Prima ed.: 2021

Prezzo cartaceo: € 12, 00

Dati: 2021, 141 pag.

Sinossi: «Ed ora, amici, avrei un mio desiderio da esprimervi». Con un gesto da attore di carriera, L’Oste prese in mano un lungo coltello, e tagliò la torta in tante fette quanti erano gli invitati. Le fette vennero servite ad ognuno. «Quello che vorrei è leggere, per una volta, una vostra storia. Lo so, lo so, non protestate. Tra di voi so già che qualcuno frequenta la dolce colpa dello scrivere; e so che altrettanti, per pudore o per semplice dimenticanza, non lo fanno. Eppure io ve lo chiedo ugualmente, e parimenti a tutti. Scrivete una storia per me, perché credo potrei provare pochi piaceri maggiori, di potere leggere d’un po’ di voi». Hanno inchiostrato queste pagine: Chiara e Giovanni Bertoglio, Ives Coassolo, Andrea Donna, Maria Finello, Chiara Nejrotti, Paolo Gulisano, Luisa Paglieri, Patrizio Righero, Giovanni Soppelsa.

Il mio parere: Ho accolto con piacere l’invito a leggere e recensire questo volumetto di racconti, quando la mia amica Chiara me lo ha proposto. Del resto, mi sembrava brutto esimermene, visto la stima e l’affetto che ho nei suoi confronti.  

Inkiostri è il nome del collettivo con il quale i quattordici autori, con gli stessi interessi letterari, e la passione e lo studio per la musica, si sono riuniti per scrivere questo volumetto. Trattandosi di un testo breve, ho deciso di leggerlo con molta calma, dedicandogli più tempo del necessario perché non volevo finirlo rapidamente. In questo periodo ho potuto apprezzare tutte le varie sfumature che gli autori hanno saputo dare ai loro racconti, passando dalle atmosfere fantascientifiche, a quelle più intimistiche e surreali. Trattandosi di un libro di racconti, va da sé che alcuni possano piacere, mentre altri no. Eppure, per quanto mi riguarda, da lettore onnivoro quale sono, questo non è successo. Al contrario: ogni racconto mi ha trasportato negli scenari descritti dai loro autori, facendomi viaggiare in lungo e in largo in mondi sconosciuti, vivendo quello che vivevano i protagonisti di quelle avventure, e facendomi coinvolgere anche da quel fattore comune  a ciascun racconto, che potrei definire, usando forse un termine po’ improprio, “mistero”: ingrediente fondamentale per invogliare i lettori a continuare la lettura. Se, come ho detto, ho “subìto” il fascino di tutti i racconti, ce n’è uno – tra quelli presenti – che mi ha fatto storcere un po’ il naso; sto parlando di “L’ultima avventura di Orion” in cui componenti archeologiche, più precisamente riguardanti l’antico Egitto, si fondono con la fantascienza: in passato mi è capitato anche di vedere dei film con queste componenti, ma personalmente non sono granché amante di queste commistioni. Ciò non toglie, comunque, che il racconto sia comunque riuscito a suscitare il mio interesse, e mi abbia fatto venir voglia di rispolverare i testi sull’antico Egitto che ho.

Il mio giudizio:

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What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto ancora leggendo (in cartaceo) di L’abbraccio benedicente, di Henry J.M. Neuwen; Penso di iniziare un altro libro cartaceo, ma non so ancora quale

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?f

Questa notte alle tre ho finito di leggere Complicated Love, di Anna Esse (recensito qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Penso che mi dedicherò a leggere qualche altro libro di spiritualità

Recensione/325 – Complicated Love (A. Esse)

Autore: Anna Esse

Titolo: Complicated Love

ISBN: 978-88—

Editore: Amazon Multimedia

Prima ed.: 2020

Prezzo cartaceo: € 13,00 (prezzo Amazon)

Prezzo ebook: € 1,20

Dati: 2020, pag. 299

Sinossi:

Nato in una famiglia troppo impegnata a gestire il lutto che li ha colpiti, Edward è costretto a crescere da solo nell’indifferenza più totale. Questo fa scattare in lui un forte desiderio di lasciare quanto prima il tetto famigliare per trasferirsi a New York, dove vive il suo migliore amico Mark, per cui prova da sempre una grande attrazione. Lui è l’unico in grado di domarlo. Sa come prenderlo e, soprattutto, riesce a soddisfare la sua sete di affetto e attenzioni.

La sera del suo diciannovesimo compleanno, sotto insistenza di Mark, Edward entra per la prima volta in un locale gay dove s’innamorerà a prima vista di Adam, un giovane barman che lavora lì. Ma l’amore è complicato, si sa, e quello tra due uomini, può esserlo ancora di più quando il destino, i rimorsi e i drammi legati a un lontano passato, ci mettono lo zampino.

Edward dovrà fare i conti con la sua curiosità, che pagherà a caro prezzo. Il suo immenso desiderio di rendersi utile, gli si ritorcerà contro ritrovandosi, suo malgrado, coinvolto in avvenimenti di un passato lontano ma che condizioneranno il suo presente, sconvolgendolo.

Il mio pensiero: Prima di tutto devo fare le mie scuse all’autrice, grosse come una casa; non starei sereno se non lo facessi…

Stanotte ho fatto le 3.00 per finirlo di leggere, e ne è valsa davvero la pena!

Questo libro si svolge una decina di anni dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, dove milioni di persone hanno perso la vita, tra cui Megan, la sorella del protagonista di questa storia; all’interno della grande metropoli, Edward è ragazzo diciannovenne gay, il quale non si azzarda a parlare della sua situazione sentimentale in famiglia, per paura della reazione dei genitori; ma oltre a questo, ha anche problemi a “riconoscere” Megan come sua sorella, visto che lei era già morta, quando lui nacque. I rapporti con la famiglia sono tesi, e lui si rifugia nell’affetto che gli dimostrano i suoi amici, gay anche loro.

È durante un’uscita insieme ad alcuni di loro che succede un fatto che poi si percuoterà sull’intera vicenda del libro: Edward sarà drogato dal gestore del locale con l’intento poi, di abusare di lui.

Mi fermo qui, non voglio fare spoiler; sappiate comunque che è da qui che partirà tutta la vicenda, che vedrà Edward ed i suoi amici coinvolti.

Il romanzo si legge benissimo, e non c’è modo di staccarsene, poiché è una storia che sa avvnighiare il lettore nelle sue spire; questo è possibile anche perché – come già era successo con L’altra me, il suo precedente romanzo, Anna Esse ha saputo creare bellissimi intrecci, che in alcuni punti raggiungono dei climax di livello elevato, mantenendo così viva l’attenzione dei lettori.

Il mio giudizio: