Recensione/207 – Avventura nell’Artico (A. C. Doyle)

conan doyle

Autore: Arthur Conan Doyle

Titolo: Avventura nell’Artico. Sei mesi a bordo della baleniera Hope

Editore: UTET

Prezzo Ebook: € 7,99

Prezzo cartaceo: € 20,90

Dati: pag. 358

Trama: Nel 1880 Arthur Conan Doyle, si imbarca come medico di bordo sulla Baleniera Hope, diretta al Polo Nord. I sei mesi che seguiranno, cambieranno la sua vita per sempre. Avventura nell’Artico è il diario che Conan Doyle tiene durante tutto il viaggio, in cui racconta le esperienze che vive in quelle regioni remote e sconosciute, costretto ad affrontare i più disparati e pericolosi lavori tra il ghiaccio e il freddo del Mare Artico. Spesso, ad accompagnare il racconto, compaiono minuziose illustrazioni a colori: Conan Doyle disegna navi, balene, orsi polari, panorami e tramonti tracciati a china nei momenti tranquillità, cullato dal rollio placido della nave. Un libro curioso e avvincente, dalla doppia anima: da una parte diario di viaggio, che testimonia la prassi della caccia alle balene alla fine dell’Ottocento, la quotidiana lotta per la sopravvivenza dei marinai e l’interesse generale per l’esplorazione dell’Artico; dall’altra un’opera dal sapore letterario. Vero scrigno di immagini e suggestioni, preziosa fonte d’ispirazione per i futuri romanzi e racconti.

Il mio pensiero: Ho letto questo libro in ebook; l’ho scelto perché scritto dal creatore del mio detective preferito, Sherlock Holmes, ma credo di aver fatto un buco nell’acqua.

Il libro racconta, in forma di diario, l’esperienza vissuta dall’autore tra il marzo e l’agosto del 1881 a bordo della baleniera Hope. Le pagine  che compongono questo diario denotano un uso particolareggiato di termini marinareschi di cui non sono a conoscenza, e che mi hanno fatto procedere lentamente con la narrazione. Ammetto che, in più di un’occasione, avrei voluto abbandonare la lettura, ma sono stata brava e ho continuato fino alla fine, sorvolando sui racconti che formavano la seconda parte, sempre perché basati su baleniere e affini; l’unico che ho letto è stato l’ultimo, L’avventura di Black Peter, perché si trattava di un’indagine di Sherlock Holmes.

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnetto

 

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