Recensione/206 – Arthur Conan Doyle. Tra l’ombra di Sherlock Holmes e la mano dell’occulto (M. Spirito)

Spirito

Autore: Mattia Spirito
Titolo: Arthur Conan Doyle. Tra l’ombra di Sherlock Holmes e la mano dell’occulto
Editore: flower-ed
ISBN: 9788833284095
prima ed.: 2020
Prezzo cartaceo: €13,70

Prezzo ebook: € 7,99

Dati: pag. 105, brossura

Sinossi: Ha il naso sottile, il mento prominente e lo sguardo acuto. Grazie alle sue capacità deduttive riesce a risolvere anche i casi più difficili, spesso restando seduto in poltrona nell’appartamento londinese che divide con il suo coinquilino: è Sherlock Holmes, l’investigatore più famoso della letteratura, il personaggio che è riuscito a mettere in ombra persino il suo creatore. Attraverso questo avvincente studio, Mattia Spirito vuole ricollocare Sir Arthur Conan Doyle al centro della scena, evidenziando la presenza dello scrittore dietro alla finzione narrativa e mostrando come Doyle si sia servito delle proprie abilità investigative anche nella vita reale, in casi giudiziari e nel mondo dell’occulto: affascinato dal paranormale, credeva infatti nell’esistenza degli spiriti e delle fate, ma tentava di analizzare ogni fenomeno con la logica e la razionalità, proprio come avrebbe fatto il suo Sherlock Holmes.
Indice degli argomenti:
I. Elementare, Doyle!
II. Il mondo di Sherlock Holmes
III. L’investigatore Arthur Conan Doyle
IV. Le fate di Cottingley
V. La nuova rivelazione

Il mio pensiero: Mattia Spirito, classe 1992, ha scritto questo saggio breve per la collana Windi Moors, della flower-ed, un omaggio al giallista creatore del più famoso detective londinese: Sherlock Holmes.

Il saggio inizia con una breve presentazione dei personaggi salienti delle avventure del detective vittoriano: oltre a lui e al suo coinquilino, il dottor Watson, poi alcuni membri di Scotland Yard, l’antagonista Moriarty, poi lei, la donna con la D maiuscola: Irene Adler.

È stata una sorpresa leggere tra le pagine che la figura del detective potrebbe essere l’effettivo alter ego dell’autore, e non il dottor Watson, il narratore delle vicende di Holmes.

Dopo tutto ciò, il giovane autore va dritto al punto, analizzando i legami che lo univano allo spiritismo. È interessante intraprendere questo percorso insieme a Mattia, che mi ha fatto un po’ da cicerone in questo mondo un po’ oscuro che non conoscevo d Conan Doyle.

Tutto il saggio denota un’accurata precisione; mi sono stupito del fatto che questa fosse insita anche nella parte riguardante lo spiritismo; ma – a posteriori –  è ovvio che chi ami un determinato autore si documenti su tutto ciò che lo riguardi. Oltretutto, questo è un saggio che riguarda proprio questo aspetto.

In conclusione, ho trovato il testo interessante perché mi ha fatto conoscere un aspetto di questo autore, che conoscevo solo marginalmente.

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnettoragnetto

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