Recensione/150 – L’Ordine dei Predicatori (a c. di G. Festa e M. Rainini)

L'Ordine dei Predicatori

Autore: AA.VV.

A cura di: Gianni Festa e Marco Rainini

Titolo: L’Ordine dei Predicatori

Sottotitolo: I Domenicani: storia, figure e istituzioni (1216-2016)

Editore: Laterza

Prezzo: € 30,00

ISBN: 978-88-581-2596-0

Dati: 2016, brossura, 464 pag.

Sinossi: Gli otto secoli della storia dei Domenicani appaiono tutt’altro che lineari. Nell’Ordine convivono personaggi e vicende quasi contrapposti: si pensi all’impegno costante in favore dei nativi americani di Bartolomé de Las Casas e dei suoi confratelli fra le Indie e Salamanca, e d’altro canto al ruolo dei Domenicani nelle nuove forme dell’Inquisizione, o alle diverse interpretazioni della figura e dell’opera di Tommaso d’Aquino.

Il libro, a ottocento anni della fondazione dell’Ordine, ricostruisce il complesso percorso dei Domenicani: dallo sviluppo storico delle istituzioni, dalla predicazione alle figure chiave come Domenico di Caleruega e Caterina da siena, per arrivare ai protagonisti più vicini nel tempo come Giuseppe Girotti, morto a Dachau, e Pierre Claverie, vescovo ucciso in Algeria.

Il mio pensiero: Pubblicato in occasione dell’ VIII Giubileo dell’Ordine, questo volume curato da Gianni Festa OP, e da Marco Rainini OP è suddiviso in tre parti (Parte prima: Storia; Parte seconda: Figure; Parte terza: Istituzione, scritture, pensiero), ciascuna delle quali racchiude al suo interno tutta una serie di saggi scritti da  personalità come giornalisti, frati, storici ed altri sulla storia dell’Ordine dei Frati Predicatori (comunemente chiamati Domenicani), a cominciare dalla prima Bolla – del 1216 – che ne attesta la presenza sul territorio – fino a trattare dei Predicatori del nostro tempo.

Il testo riprende tutta la storia, a partire dalla sua fondazione nel 1216 ad opera di Domenico di Guzman, a quando lo stesso volge i suoi passi verso Prouille, in Francia, per fondare un monastero femminile; poi, passando per gli altri grandi del suo tempo – Caterina da Siena e (più tardi) Tommaso d’Aquino – arriva a trattare la situazione intorno al 1500, con Bartolomeo de Las Casas che combatte la schiavitù, per passare attraverso Girolamo Savonarola, e trattare infine personalità del nostro tempo, come padre Garrigou-Lagrange, il fondatore dell’École Biblique di Gerusalemme, fino a padre Girotti, morto a Dachau, Chenu e tanti altri ancora.

Durante la lettura ho scoperto Predicatori che non conoscevo, di cui però ho appreso volentieri quello che hanno fatto o dato all’Ordine per farlo crescere; ho avuto l’occasione di conoscere personalità di cui ignoravo l’esistenza, ed il cui apporto è stato fondamentale per rendere l’Ordine quello che è oggi; ma mi sono anche stupito, quando ho scoperto che Giordano Bruno e Tommaso Campanella sono stati dei Predicatori.

Ma attorno alla storia dei Predicatori ci sono stati anche fatti accaduti in un periodo buio; mi riferisco all’Inquisizione, che tanto contestò l’operato di altri Predicatori, arrivando al punto di farli morire sul rogo (Savonarola), oppure di spingerli a confessare quelle idee che (almeno secondo gli Inquisitori) il condannato aveva divulgato. In questo secondo tipo di condanna ci ho visto un po’ quello che è successo forse un po’ di tempo prima a Galileo Galilei, quando fu costretto ad abiurare, rinnegando tutte le scoperte che aveva fatto nella sua vita di scienziato.

A questo proposito, ricordo che anni fa sono stato a fare una visita al convento patriarcale di san Domenico, a Bologna e, nel corso della visita, fr. Adriano, che guidava noi visitatori, ci fece passare lungo un corridoio, lungo il quale (in alto) si trovavano i ritratti degli Inquisitori. A distanza di tempo, non so dire che sensazione ebbi passando di lì, però credo di essere rimasto un po’ meravigliato.

Di questo testo ho apprezzato molto la cura con cui il testo è stato redatto; infatti ciascun capitolo presenta le note a piè di pagina; inoltre alla fine di ciascuno si trova una nutrita bibliografia alla fine, in modo che chi vuole può approfondire l’argomento che desidera; inoltre, alla fine del volume, dopo il sommario, i curatori dedicano alcune pagine a tutti gli autori che hanno contribuito a questo volume, con una loro breve biografia.

 

Notizie sui curatori:

Gianni Festa, dell’Ordine dei Predicatori, insegna Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Si interessa di due aspetti della storia letteraria italiana:  quello religioso e quello della poesia del Novecento. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Osanna Andreasi da Mantova 1449-1505, la santa dei Gonzaga. Lettere e colloqui spirituali (a cura di, con A. Roncelli, Bologna 2007) e Il discepolo e lo scriba: “i fomndamenti invisibili” della poesia di Mario Luzi (Bologna 2013)

Marco Rainini, dell’Ordine dei Predicatori, è ricercatore di storia del Cristianesimo presso l’Università del sacro Cuore di milano. Si occupa di XII e XIII secolo, in particolare di testi a carattere simbolico e diagrammatico, letteratura profetica e apocalittica e concezioni teologiche della storia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Corrado di Hirsau e il «Dialogu de Cruce». Per la ricostruzione del profilo di un autore monastico del XII secolo (Firenze 2014) e Il profeta del papa. Vita e memoria di Raniero da Ponza eremita di curia (Milano 2016)

 

 

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnettoragnetto

2 pensieri riguardo “Recensione/150 – L’Ordine dei Predicatori (a c. di G. Festa e M. Rainini)

    1. Buongiorno Sara, grazie per i tuoi complimenti! Quando leggo i saggi, per la maggior parte dell’inverno, mi piace riuscire a fare un’analisi pressapoco completa. In questo caso, durante la stesura, mi ero dimenticato di parlare dell’aspetto più buio dell’Ordine, quello dell’Inquisizione, così ho rimediato quasi nell’immediato. 😉 Anche a me piacciono molto i ragnetti come giudizio. Ho preso a prestito l’idea di un’immagine per il giudizio, da Sara di “Milioni di Particelle” 🙂 Sono un po’ un ladruncolo 😉 Ieri ho iniziato la lettura di un nuovo libro, e le cose principali sono già all’interno della scheda di recensione, che aspetta solo di essere pubblicata con il mio parere sul libro.
      Buon week end anche a te (smack)

      Piace a 1 persona

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