Chi-amiamo-ci

locandina 2019-16-01Questa è la locandina dell’evento cui ho assistito in Basilica; si è trattato del primo evento di questo genere cui ho preso parte; e sono sincero se vi dico che questo evento ha costituito il La per farmi dire: “Va bene, prendo questo incontro come un impegno, e continuerò ad andarci, così da avere così un argomento da seguire”.

Una settimana prima che si tenesse questo incontro mi ha chiamato Nicoletta, una ragazza (che poi tanto ragazza non è) conosciuta al convento domenicano sulla Balduina, per sapere se sarei andato a questo incontro, e naturalmente ho risposto di sì. Pochi giorni dopo, un altro ragazzo conosciuto in quell’occasione mi ha scritto per fare il viaggio insieme: naturalmente ho risposto di sì, e così abbiamo fatto il viaggio insieme.

Siamo arrivati in Basilica alle 9.05, e qualcuno era già lì, tra cui Nicoletta. C’era anche sr. Amelia, conosciuta sempre nel fine settimana a cavallo tra Novembre e Dicembre, ma anche tante altre suore – di cui molte straniere -, ma anche molti laici., che poi abbiamo scoperto venire da molte altre parti dell’Italia Centrale, e le suore che fanno parte di molte congregazioni domenicane. Il passo successivo, alle 9.30, è stata la messa, e alle 10,00 circa abbiamo iniziato, con un giro delle località da cui le suore ed i laici sopra menzionati, provenivano..

Ad introdurre la giornata, fr. Antonio, OP e sr. Antonella, OP, i quali hanno fatto un introduzione a quello di cui si sarebbe parlato oggi: la missione. Sono state due le frasi da cui fr. Antonio è voluto partire per iniziare la discussione:

Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati (Gv, 13, 34)

e

Rivestitevi di Domenico, per rivestirvi di Cristo

Da queste frasi, possiamo capire che il Verbo è venuto a rivelarci il Padre, e che quindi -Gesù ci vuole portare nella Trinità: dobbiamo arrivare alla comunione nella famiglia trinitaria. Per dirla, quindi, con Santa Caterina da Siena,

Il fine della creatura che ha in sé ragione è la Trinità, e Cristo è il mezzo (Santa Caterina lo definisce “ponte)

Chi, mosso dallo Spirito Santo, segue Cristo nella via di Domenico, connaturale alla persona.

Discepolo di Cristo in San Domenico, significa mettere al centro San Domenico e la Parola. San Domenico era

tenero come una madre, forte come un diamante (Henri Lacordaire)

L’altro concetto che fr. Antonio ha fatto venir fuori con la sua introduzione, è quello di amare alla maniera di Domenico; questo significa che se si fa questo, allora siamo rivestiti di Cristo per essere graditi al Padre di tutti. [Gv, 13, 34-35]

Cosa è, allora, questo amore? Il discorso di addio di Gesù. E qui si affacciano due figure, quelle di Paolo e di Giuda; l’una rappresenta il rinnegamento, l’altra il tradimento. Due termini che (a loro volta) riconducono a due parti di un unico comandamento:

amatevi gli uni gli altri: attingendo all’Amore come Gesù ci ha amato (lo Spirito Santo)

 

come io vi ho amato: l’amore reciproco non è estraneo alla relazione con Dio

L’intervento di sr. Antonella, invece, è partito da un brano biblico, per poi immergersi in un clima attuale, partendo da Papa Francesco, che sta effettuando questo rinnovamento della Chiesa. Diffondere la cultura dell’incontro (integrazione con l’altro). Aprirsi al dono di sé, accogliendo il dono dell’altro. Si parla, quindi, di gratuità reciproca, ovvero: la cultura dell’incontro e vocazione domenicana: libertà per portare la Parola di Vita, senza esserne esentati.

Predicate il Vangelo in ogni momento; se necessario, usate parole [San Francesco d’Assisi]

Penso che queste parole del Patrono d’Italia siano molto importanti, in quanto – calate nella realtà in cui noi tutti ci siamo trovati oggi – significano annunciare il Vangelo come Famiglia, uniti nella complementarietà.

A parlare di famiglia, contribuisce anche la psicologa Chiara Saraceno, quando dice che

la famiglia è luogo di scoperta per eccellenza

oppure Marco Aime, quando dice che

bisogna creare parentela

Ma questa parentela che cos’è? E’ il primo modo per creare relazione: io devo riconoscere l’altro.

Dopo queste introduzioni, ai partecipanti è stato distribuito un foglio, contenente alcuni spunti su cui riflettere in un tempo stimato in due ore; i temi da affrontare erano i seguenti: 1) Figli di san Domenico; 2) Sentiamo che; 3) Seguire la via di San Domenico; 4) Quali sono le difficoltà?, 5) Chiamati alla stessa missione. Le domande che si trovavano sotto ciascuna di queste categorie, vertevano sul concetto di famiglia, e sul ricercare attività che potrebbero essere fatte coinvolgendo i vari rami della famiglia domenicana.  Ci siamo divisi in gruppi, ciascuno dei quali era coordinato da una di quelle che all’inizio della giornata abbiamo definito entità, e ci siamo distribuiti nel vari locali che ospita il chiostro. Io mi sono trovato nel gruppo con Jean-Gabriel, frate di Singapore, che ha fatto la professione temporanea pochi mesi fa; eravamo in pochi, e quindi forse non c’è stato molto affiatamento nelle discussioni, come c’è stato nei gruppi più numerosi, ma tant’è. Fayyo sta che dopo queste due ore c’è stata la pausa pranzo, al termine della quale, per le ultime due ore ci siamo tutti  ritrovati nella sala della mattina per tirare le fila del discorso, e per trovare delle attività da fare insieme, a partire da un gruppo di studio, fino ad arrivare ad un altro che si occupi di evangelizzazione on line; tutte proposte che saranno definite per poi iniziare questo percorso tutti insieme.

In definitiva, questo è stato il mio primo incontro di questo genere, ed è stato molto interessante lavorare tutti insieme, confrontandoci, per arrivare ad un obiettivo comune, su cui iniziare a lavorare su diversi fronti.

Un pensiero riguardo “Chi-amiamo-ci

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