Una giornata all’università

20181026- locandina Un paio di settimane fa, sul web, avevo saputo che il 27 ottobre, presso l’università dei Frati Predicatori, ci sarebbe stata una triplice conferenza di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019, sul pensiero di San Tommaso d’Aquino. Come potevo non esserci? Naturalmente, ne approfitto subito per registrarmi, e poco tempo dopo mi arriva l’invito. Che emozione! Naturalmente lo stampo subito, convinto che mi sarebbe servito mostrarlo una volta arrivato lì.

Mi alzo presto, per essere a destinazione all’orario previsto; non vi nascondo che mi è sembrato di andare al lavoro, ma non importa, per i Frati predicatori un sacrificio lo faccio molto volentieri. 🙂

digArrivo all’università (scusate se la foto e un pelino storta) con un bel po’ di anticipo, ma non importa; fuori dall’aula dove si sarebbero tenute queste conferenze, c’è una scrivania, dove un ragazzo (straniero, direi, ma di non so quale parte d’Europa) raccoglie le persone, chiedendo se si era registrato all’evento; naturalmente rispondo affermativamente e – per sicurezza – gli mostro il documento. Sulla scrivania sono presenti diversi opuscoli e brochure, da prendere liberamente. Personalmente mi aspettavo una cartellina con del materiale riguardante la giornata, ma l’unica cosa sono due fogli, che riguardano la seconda conferenza. Vabbè, li prendo.

Lì di fronte all’aula molta gente, tra suore, frati, preti e gente comune (forse universitari, per la maggior parte, ma forse anche no) aspettano di entrare, ed io – onde riempire quell’attesa – ne approfitto per prendermi un caffè lì di fronte, al bar dell’università; caffè che – a dire la verità – non ha avuto l’effetto che speravo, cioè quello di svegliarmi. 😀 Tra l’altro, al momento di pagare, la signora mi chiede se stavo nell’aula di fronte, e alla mia risposta positiva, mi ha detto che non le dovevo nulla; questo mi ha fatto pensare che fanno delle convenzioni in occasioni come quella di ieri.  Mentre mi aggiro lì di fronte, e vedo tutta la massa di religiosi o meno di fronte alla porta dell’aula, vedo un viso a me familiare; si tratta di fr. Jean-Gabriel, OP, che poche settimane prima ha fatto la Professione temporanea; così sono andato a salutarlo, e abbiamo parlato un po’.

Ad ogni modo, ad un certo punto suona la campanella, e quindi tutti in aula.davQuesta foto l’ho scattata durante il secondo break; lo annuncio qui, in versione ufficiale: adoro le aule di questo tipo, mica come come quelle che ci sono alla Sapienza…!!

Una volta sistemati, inizia prima un discorso di presentazione, per poi passare al primo relatore del giorno, fr. Walter Senner, OP. Tragedia! Non so se vi è mai capitato di sentire un tedesco parlare inglese. Per dirla alla romana: nun se po’ sentì! 😀 Non so come spiegarlo, ma è una sensazione un po’… katastrophal, per dirla alla tedesca: sembrano tante parole messe insieme, come un lungo treno, un’unica lunghissima parola! Ogni tanto guardavo fr. Jean-Gabriel, e vedevo che scriveva appunti sul suo tablet, mentre io – che ero venuto munito di moleskine – non sono riuscito a scrivere nulla.

davfr. Senner, OP

[primo break: su alcuni tavoli disposti a sinistra uscendo dall’aula sono disposti latte, caffè, succhi di frutta e montagne di cornetti e brioche varie]

Ecco, lo stesso è successo con il secondo relatore, fr. Richard Schenk, OP. C’è una cosa che rendeva particolare questo relatore, vale a dire che per leggere usava una lente d’ingrandimento dal manico e la montatura nera e quadrata (era la prima volta che ne vedevo una con questa forma). Ad ogni modo, è stato questo relatore ad avvalersi dei fogli che avevo preso al mio arrivo: in pratica si tratta di una serie di venti punti, che poi lui ha commentato. Punti che, in realtà, non avevano nulla a che vedere con San Tommaso; al contrario, il nome che gli ho sentito ripetere più spesso è stato Melchior Cano… chi era costui?

[secondo break: come sopra]

Il relatore della terza ed ultima conferenza è stato fr. Thomas Joseph White OP… Oh, finalmente un inglese, o angloamericano che fosse! E, infatti, devo ammettere che sono riuscito a capirlo molto più dei due precedenti. Anche se un puiccolo difetto, l’ho saputo trovare anche a lui: passi la voce, che se non altro era molto squillante, e si sentiva bene; però iniziava parlando piano (come velocità, intendo), poi in alcuni punti sembrava che accelerasse. Ma se non altro qualcosa (non molto, lo ammetto) ho capito. Inoltre – da non sottovalutare – il suo intervento era l’unico inerente all’argomento del giorno!

digfr. White, OP

[light lunch gratis]: che consisteva in panini chiusi nel cellophane, a disposizione di relatori ed uditori

E, prima di uscire, una foto al chiostro:

dav

Ad ogni modo, è andata come è andata: non avrò capito molto di quanto è stato detto, però comunque la faccio rientrare come giornata di Formazione per la mia preparazione.

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