Lettera aperta a Chiara

chiara_corbello

La ragazza che vedete qui accanto è Chiara Corbella Petrillo; più di una volta mi è capitato di vedere foto come questa, a colori per la maggior parte, ma come ho già detto in più di un’occasione, penso che le foto in bianco e nero abbiano un loro fascino. Avrei potuto restringere questa foto, ma non voglio farlo; non questa volta, almeno. Questo perché solo oggi sono venuto a conoscenza della sua storia, leggendo questo articolo sul quotidiano La Stampa.

Vi riassumo in poche parole la vicenda.

Chiara ha avuto due bambini, ma purtroppo sono morti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra; poi subentra la malattia, un carcinoma alla lingua, mentre in grembo porta un figlio. Ecco, questa giovane donna è stata così coraggiosa da dare la vita per suo figlio. Mica un gesto da sottovalutare… Sfiderei chiunque, oggi a fare un passo del genere, sapendo il rischio che corre. Il funerale si è svolto il 21 giugno 2012; non una data a caso, visto che quel giorno Chiara e suo marito avrebbero festeggiato il loro anniversario di matrimonio. Al suo funerale erano presenti molte persone, anche dalle balconate dei palazzi adiacenti la chiesa.

Oggi il figlio di Chiara ha 7 anni ed è vivo.

Venerdì 21 Settembre è iniziata la causa di beatificazione di questa giovane donna che ha compiuto un grande atto d’amore.

Cara Chiara, 

non ti ho mai conosciuto sul serio in questi anni; vedevo solo la tua foto, e dentro di me mi chiedevo perché, cosa avessi fatto, per poter parlare di te; solo oggi sono venuto al corrente della tua storia dolorosa, piena di forza d’animo, ma soprattutto di coraggio. 

Non so se le mamme oggi farebbero un gesto come il tuo, arrivando ad annullare loro stesse, dando alla luce una nuova vita; purtroppo intorno a noi c’è tanto menefreghismo, e forse non ci si rende conto di quanto mettere al mondo una nuova vita sia un fenomeno meraviglioso, e ci si chiude a riccio in maniera ostinata, lottando per combattere le brutte malattie che ci si parano davanti, senza darci un minimo di scampo. Ma tu hai dimostrato tenacia nel perseguire il tuo obiettivo, anche se questo  tuo gesto ha fatto sì che tu lasciassi un gran vuoto intorno a te: non solo all’interno della tua famiglia, ma anche intorno a chi ti conosceva anche solo per aver scambiato solo una volta un sorriso con te.

Non so come funzionino queste cose, ma col senno di poi penso che tuo marito e tuo figlio debbano essere orgogliosi di te. Venerdì erano in molti in chiesa a seguire la causa di beatificazione che ti riguarda; ed oggi posso dire che te lo meriti, cara Chiara.

Scusami se in queste righe mi sono permesso di darti del tu, io che non ti conosco, io che di te conosco solo il tuo sorriso, ma ti sento come un’amica preziosa, che oggi è entrata a far parte del mio cuore.

Sono sicuro che da lassù allieterai tutti con il tuo sorriso.

Ciao, Chiara.

 

 

7 pensieri riguardo “Lettera aperta a Chiara

  1. Scusa Luca,ma non sono d’accordo sulla beatificazione delle donne solo quando si immolano o sacrificano la loro vita per gli altri. Da secoli è stata solo un corpo da usare ,da svilire,da relegare nell’angolo . E da elogiare solo da morte perchè eroina e capace di sacrifici che agli uomini non vengono richiesti.A Chiara è stato inculcato fin da piccola che una brava donna è quella che annulla se stessa per gli altri e che il suo unico scopo era quello di madre e moglie.
    E questo è un fatto che non può essere smentito,dal momento che le cronache sono piene di femminicidi da parte di uomini che non accettano donne che desiderano realizzarsi anche senza di loro.
    Quello di Chiara è stato solo l’ennesimo omicidio masherato da eroismo.

    Piace a 1 persona

    1. Ognuno è libera di pensarla come vuole, non sono qui per dettare legge, anzi. Ho solo voluto esprimere il mio pensiero, dopo aver letto, pochi giorni prima di questo post, la storia di Chiara, e volevo dare solo un mio piccolo contributo, nulla più. Grazie per aver espresso il tuo punto di vista.

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