Siena, un viaggio alla scoperta delle proprie origini

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Trovandomi in Toscana, quest’estate, ho pensato di fare di Siena la meta di un viaggio toccata e fuga; il motivo di questo viaggio è stata la visita  alla Basilica cateriniana di San Domenico, perché proprio in questo luogo – molti anni fa – un mio parente ha svolto l’attività di priore per due mandati (ogni mandato corrisponde a tre anni).

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In questa chiesa è conservata la testa di Santa Caterina, nata Benincasa nel 1347. La stessa chiesa appare alquanto spoglia, ma con diversi dipinti. La parte dove si celebra la Santa Messa è ridotta quasi all’osso, poiché presenta solo poche panche dove possono sedere i/le fedeli. E’ stato emozionante essere lì, sapere che lì ha esercitato le sue funzioni un uomo che ho avuto la fortuna di incontrare molti anni addietro (ero piccolo), e che in qualche modo deve aver trasmesso al mio DNA l’amore per quell’Ordine religioso che sono i Predicatori, chiamati più comunemente Domenicani.

Dopo aver visitato la basilica ho fatto un salto al bookshop; benché in realtà fossi alla ricerca di un testo che parlasse delle origini del convento, sono stato subito attratto da un libro con le lettere che la Santa ha inviato a Papi e Vescovi; nel frattempo parlavo con il gestore, e gli raccontavo proprio che ero parente della persona di cui sopra; il signore mi ha detto di averlo conosciuto, e mi ha detto che era micidiale. Ora, cosa volesse dire in realtà questo tipo non lo so; in cuor mio credevo che avrebbe approfondito lui la questione, ma non l’ha fatto; così quando gli ho detto che in famiglia abbiamo una tempra notevole, ho capito che avevo colto nel segno il significato che lui voleva esprimere pronunciando quel termine.

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All’ uscita mi faccio scattare una foto di fronte al convento, con la bustina degli acquisti appena fatti, poi mi dirigo a vedere il Chiostro

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Così come la chiesa, anche il Chiostro è spoglio, se non fosse per alcune rare iscrizioni su lastre di marmo; mi è subito venuto da fare un confronto mentale con quello della Basilica che frequento io, e vi dirò che non è stato facile immaginarsi un angolo così scarno in fatto di immagini/affreschi inerenti la fede, o immagini tratte dalla vita di San Domenico e Santa Caterina; ma forse sono troppo abituato al Chiostro della Minerva, con tutti gli affreschi su tutte le pareti e sui quattro lati del soffitto; per non parlare delle palme, che mentre a Siena si fermano a ridosso del tetto, nella Basilica romana svettano in tutta la loro altezza oltre il tetto, al punto da essere considerate le palme più alte della Capitale.

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E tornando verso casa, come souvenir di questa visita senese, riporto gli acquisti che ho fatto al convento; anzi a ben vedere l’acquisto è stato soltanto uno, vale a dire il libro con le lettere, mentre il segnalibro, che sul retro riporta una preghiera scritta dalla Santa, e la monografia sul Beato Ambrogio Sansidoni, mi sono stati regalati dal tipo.

 

11 pensieri riguardo “Siena, un viaggio alla scoperta delle proprie origini

  1. Bellissime le foto di Siena e bellissimo racconto dei luoghi da te visitati! 🙂
    Anch’io ho un segnalibro simile che mi è stato regalato, durante una mia visita a Bologna, con raffigurata Santa Caterina da Bologna.

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    1. Sono contento che ti siano piaciute le foto; ne mancano un paio, forse, ma le reperirò a breve. Siena rappresenta molto per me, principalmente a livello spirituale; poi non ho molti ricordi legati a questa città, se non che molti anni fa andai a visitare lì una mostra sulla cosmesi nell’antico Egitto, promossa dalla Aboca…
      Non conosco Santa Caterina da Bologna, ti va di parlarmene un po’? Buona giornata, Anima bella! ❤

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      1. Durante una visita al Monastero di Bologna, mi è stata raccontata la storia di Santa Caterina da Bologna e della profezia degli angeli. Alla morte della Santa il suo corpo fu seppellito nella terra il giorno stesso. Dopo diciotto giorni venne dissotterrato, ma era ancora intatto, flessibile e profumato. Ancora oggi è intatto ed è visibile alla venerazione dei fedeli che accedono nella sua cappella nel santuario del Corpus Domini a Bologna.
        La storia e la vita della Santa mi avevano colpito moltissimo e conservo il piccolo segnalibro, che mi è stato regalato, come un dono prezioso.
        Buona giornata Luca! ❤

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      2. Grazie per avermi raccontato questa storia, è molto interessante, nonché suggestiva. Anche io, anni fa, sono stato a Bologna; era possibile visitare il Convento patriarcale domenicano, quello dove in una delle tre navate (quella di sinistra, se non ricordo male) si trova una lastra in marmo sulla quale è scritto che lì sotto sono conservate le spoglie del Santo Padre Domenico. Spoglie che, in seguito, sono state traslate nell’Arca Dominici, all’interno della cappella san Domenico, sempre lì.
        All’uscita, il frate che ci ha guidato nella visita ha distribuito a ciascun partecipante un cartoncino con lo sfondo grigio con il busto in marmo (credo) di san Domenico, che conservo nel portafoglio a ricordo di quella giornata di qualche anno fa e che, anche io reputo un dono prezioso, in quanto è stato il primo convento domenicano visitato.
        Insomma, questo per dirti che, sebbene la storia dei domenicani sia stata costellata di eventi bui (molti di loro sono stati inquisitori), è comunque affascinante.
        Buona giornata Mimi! ❤

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      3. Concordo la loro è una storia molto interessante!
        Penso sia affascinante il modo in cui, a volte, si viene a conoscenza di nuove storie o nuovi racconti quasi per caso. Sono incontri inaspettati che poi entrano a far parte di noi. Inoltre penso che ogni incontro è sempre prezioso.
        Bologna è una città che mi piace molto e spero di ritornare a visitarla presto.
        Buon pomeriggio Luca. ❤

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    1. Senza dubbio hai ragione! Personalmente mi mancano da visitare Pistoia e Livorno; a Lucca invece vorrei andarci con il giorno, visto che anni fa ci sono stato all’imbrunire, qualche ora prima di un concerto. Siena è proprio un gioiellino, merita davvero!
      Ciao!!

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