Mai dire Maia: un’interessante conferenza alla Minerva

Locandina 7-6-2018 ver 1

Giovedì pomeriggio, nella magica cornice della Sala Capitolare all’interno della Basilica di Santa Maria sopra Minerva, si è svolta una manifestazione culturale organizzata dalla rivista Voce romana; questa che comprendeva tre diversi momenti: del primo e dell’ultimo non dirò nulla, poiché non erano nel mio interesse. Io ero andato lì su invito della mia Madrina di Battesimo per l’evento centrale in programma: un’interessante conferenza riguardante le origini del nome di Roma.

Relatori della conferenza l’Ing. Felice Vinci, ed il Prof. Arduino Maiuri, grecista e latinista. Se il primo ha spiegato le origini di questa ricerca, entrando man mano nei dettagli, il secondo ha citato brani dal latino per confermare la veridicità di quanto esposto dall’altro relatore.

A tirare le redini della conferenza, l’Ing. Felice Vinci, il quale ha spiegato che lo studio effettuato riguardante il nome segreto di Roma ha preso il via da Ovidio, il quale, nella sua opera I fasti, un poema epico in cui l’autore spiega le origini delle feste del calendario romano. L’opera, avrebbe dovuto contemplare dodici volumi, però alla fine restò incompiuta, e riuscì a portarne a termine solo sei, prima di essere esiliato nella località di Timia (oggi Costanza), sul Mar Nero. disco-nebra

In tutta questa storia riveste un ruolo particolare la costellazione delle Pleiadi, la cui importanza era già nota dall’antichità, al punto che già sul Disco di Nebra se ne trova una rappresentazione.

Giovanni_PascoliDa questa costellazione fu affascinato anche Giovanni Pascoli, il quale la inserì all’interno della sua poesia Il gelsomino notturno, dandole l’appellativo di Chioccetta:

Un’ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l’aia azzurra

va col suo pigolio di stelle.

Ad ogni modo, tornando al nostro poeta latino, a causare il suo esilio fu il fatto che nell’opera sopra citata, rese noto il nome segreto di Roma. Ad avvalorare questa tesi contribuisce un raffronto tra la costellazione delle Pleiadi, e un’immagine dei Colli di Roma. Come si può vedere dal confronto con le due immagini,

Pleiadi colli-roma

 

la formazione della costellazione e la distribuzione dei colli sono pressoché identiche, ed essendo il Palatino il Colle da cui ha avuto origine la costruzione della Città Eterna, se ne deduce che Maia sia il nome segreto di Roma, quel nome che Ovidio non ha taciuto, e per il quale è stato mandato in esilio. Aveva ragione, dunque, Ermete Trismegisto, quando affermò che

Ciò che è in terra è identico a ciò che è in cielo

Stando così le cose, allora, si potrebbe affermare lo stesso per le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino nella piana di Giza, con le stelle della cintura di Orione: Alnitak, Alnilam e Mintaka.

giza orione

Ma questa è un’altra storia…

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