Recensione/128 – Homo ludens (J. Huizinga)

Homo ludens

Autore: Johan Huizinga

Titolo: Homo ludens

ISBN: 978-88-06-16287-0

Editore: Einaudi

Collana: Storia

Dati: 2002, 257 pag

Sinossi: Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, Homo ludens aveva molte qualità per provocare e incuriosire i lettori di casa nostra: un impudente gusto interdisciplinare, una liberale curiosità per le culture non europee, uno spregiudicato coraggio nel livellare, agli occhi dell’indagine, i portati della cultura «alta» alle manifestazioni quotidiane della vita. Di colpo venivano agitati agli occhi del lettore due concetti che a noi oggi sono familiari ma che allora dovevano suonare abbastanza provocatori: una nozione di cultura come complesso di fenomeni sociali di cui fan parte a pari titolo l’arte come lo sport, il diritto come i riti funerari, e una nozione di invariante culturale, non nuova ai discorsi dell’antropologia culturale di questo secolo, ma così nettamente alternativa rispetto ai principî delle filosofie idealistiche della storia. Apparentata ai suggerimenti del positivismo, da Spencer all’estetica «sociologica» di Lalo, la nozione di gioco come costante dei comportamenti culturali affascinava se non altro perché era oltraggiosa – aveva tutta l’aria di uno pseudoconcetto che prendeva violentemente il potere insediandosi nel Palazzo d’Inverno sino ad allora alteramente abitato dall’Estetica, dalla Teoretica, dall’Etica e dall’Economia.

Huizinga Ho acquistato questo saggio grazie alla bibliografia posta alla fine del saggio Anime con il naso rosso, di L. Spina e S. Fioravanti, e ne sono rimasto particolarmente sorpreso. Come forse vi risulterà evidente l’ho acquistato non soltanto per il sostantivo ludens; ma anche perché ero curioso di leggere qualcosa di suo (sebbene a casa abbia il suo Autunno del Medioevo, volume non ancora mai letto, ma presto ne approfitterò).

Pubblicato in olandese nel 1938, nel saggio in esame, Homo ludens olandese lo storico olandese pone l’accento sull’arte del gioco applicato in tutte le sfaccettature: nella guerra, nella cultura, nella filosofia e via dicendo, traendo spunto da quelle culture altre, come le culture autoctone di isole di arcipelaghi lontani. Nell’affrontare questo tema, si rivolge anche al campo antropologico, esaminando il pensiero di noti antropologi; tra gli altri, Franz Boas e Bronislaw Malinowski.

Pur non contemplando alcun personaggio, mi è sembrato che effettivamente ci siano. Il ruolo di personaggio principale – naturalmente spetterebbe al Gioco,  mentre i ruoli di personaggi secondari, sarebbe attribuito a tutte le altre discipline: Filosofia, Musica, Politica, Economia e così via. Tutto sommato non è un’ipotesi troppo azzardata, non credete?

Continuando nell’analisi di questo saggio, bisogna dire che ogni capitolo di questo testo fa riferimento al gioco applicato ad un aspetto di quelli sopra descritti, ed altri ancora; per ogni trattazione ne viene fuori un quadro a tratti complesso, sì, ma le cui difficoltà non sono insormontabili al punto da lasciar perdere la narrazione. Al contrario, il primo saggio fa da apripista verso un mondo (quello del gioco, per l’appunto) sconosciuto, di cui non conosciamo in alcun modo le regole.

Sono molte le domande che l’autore si pone, rispondendo così al lettore curioso, e desideroso di conoscere di più di questo universo misconosciuto, ed ogni volta quest’ultimo riesce a capire i sottili legami che regolano il gioco con determinate discipline. C’è da dire, comunque, che nel porre le domande e nel fornire le risposte, l’autore è di una chiarezza disarmante; caratteristica che peraltro è insita in tutta l’opera.

 

Notizie sull’autore: Johan Huizinga, grande storico olandese, nacque a Groninga nel 1872. Docente di Storia universale, nonostante la formazione intellettuale e le tendenze conservatrici avvertì fin dal 1933 il pericolo che il nazismo rappresentava per l’Europa e per la civiltà. Imprigionato dai nazisti nel ’43 e confinato come  ostaggio a de steeg presso Arnheim, vi morì nel febbraio 1945. Di Huizinga Einaudi ha pubblicato La crisi della civiltà; Erasmo; La civiltà olandese del Seicento e Le immagini della storia. Scritti 1905-1941.

 

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