penultimo incontro di fraternita

Ieri c’è stato il nostro penultimo incontro plenario; purtroppo sono arrivato in ritardo, alla fine della celebrazione, ma appena in tempo per la benedizione finale, e per andare poi nella sala dove si sarebbe tenuto l’incontro. Eravamo in molti, in effetti.

RicciottiDurante il tragitto verso la sala, Wanda mi chiede se avevo un libro, Vita di Gesù Cristo; le ho detto che me ne aveva parlato alcune volte, ma che non l’avevo. A quel punto tira fuori il libro, dalla sua borsa di Mary Poppins, e mi dice: “Tieni, questo è tuo, io ne ho un’altra copia”.

Ospite della giornata, Sœur Marie des Anges, una suora domenicana che vive a Roma, e che ricopre un incarico in Vaticano; eravamo in molti, in effetti. Non ricordo con precisione quale fosse il tema del giorno; probabilmente perché avevo perso un po’ di sonno; ad ogni modo ricordo che l’esposizione era fluida, ed inoltre comprendeva citazioni dai testi di santa Caterina.  Alla fine della trattazione dell’argomento, il nostro presidente di fraternita le ha chiesto di inviare una copia, che poi sarà distribuita tra di noi.

Finito questo incontro, alcuni di noi si sono trattenuti nella sala insieme ad Anna, la Maestra di Formazione; si è discusso dell’omelia del Maestro Generale dell’Ordine, fr. Bruno, nella Domenica delle vocazioni; ne è venuta fuori una discussione molto bella e appassionata, in cui ho tirato in ballo Patch Adams (chissà cosa ne penserebbe, se lo sapesse…), e l’inizio del corso per diventare Volontario del Sorriso, ma sono anche stato tirato in ballo per cose che faccio, una tra tutte il tiro con l’arco. Nel dire queste cose, non mi sono dato arie da persona colta. Anzi, se devo proprio dirla tutta, le persone che si credono chissà chi perché fanno questo quest’altro, e quest’altro ancora, proprio non le sopporto!

In quest’ultima fase della giornata, parlando sempre del mio prossimo impegno di Clown, quando ho detto le aree in cui potrei operare, tra cui una struttura in cui si trovano donne che devono scontare una pena, insieme ai loro bambini, siamo arrivati a parlare del carcere, e allora ho espresso il mio desiderio di voler operare in quell’ambiente: vuoi come Clown, vuoi come terziario domenicano. In questo senso, riferendomi in particolar modo ad Anna, ho detto che all’interno del notiziario che ricevo trimestralmente, c’è una rubrica in cui un detenuto/a scrive al Monastero… Ogni volta che leggo le parole scritte su questa rubrica, penso sempre che oltre ad essere piene di dolore, contengano anche molta umanità, in quanto lo/la scrivente sa di essere compreso/a dal destinatario.

Prendendo spunto da questo mio desiderio, Angelo, il presidente della fraternita, mi ha consigliato di leggere qualcosa sulla figura di p. Lataste, O.P., un domenicano che si è speso per i detenuti. Sono andato a cercare qualcosa su Amazon a riguardo, e ho trovato questi testi

Lataste Guellette Altmayer

Come potrete immaginare, non voglio farmi scappare l’opportunità di conoscere una figura come p. Lataste, O.P.!

Insomma, è stata proprio una bella giornata, trascorra in serenità e fratellanza!

 

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