CISC: settimo incontro – 18 aprile 2018

santa-caterina-da-siena Il relatore dell’incontro di ieri – incentrato sul tema Cosa faccio della mia vita? – è stato fr. Giovanni, un frate studente della Minerva. Sono arrivato con pochi minuti di ritardo (evidentemente la sua trattazione dell’argomento è stata breve, e non sono riuscito a sentirla: pazienza…)

Le letture proposte –  tutte molto brevi – erano quattro: la prima era tratta dal Dialogo; le altre tre, invece, da tre Lettere differenti. Penso che non vi dirò nulla di nuovo se – in tutte queste settimane – mi è venuta voglia di rileggere le opere della Santa; a partire – di sicuro – dal Dialogo, per poi proseguire con le Lettere, e le Orazioni. Quello che vorrei, però, è riuscire a trovare un’edizione integrale – diciamo così – delle Lettere, piuttosto che avere una silloge, e solo il volume con le missive indirizzate ai potenti del tempo.

Fr. Giovanni ha evidenziato ai presenti la corrispondenza che c’è nel formulare la domanda Cosa vuoi fare da grande? ad un bambino, e Cosa vuoi fare della tua vita? ad un uomo maturo; inoltre ha fatto notare ai presenti quanto in tutti questi brani, ricorrano i temi che sono stati trattati negli incontri precedenti; ed in effetti delle corrispondenze c’erano.

Nel terzo dei brani proposti – tratto dalla Lettera 16 – Santa Caterina parla dei servi di Dio, ed all’interno del suo discorso una frase ha suscitato la mia curiosità; ovvero:

Veramente, padre, costoro hanno messo in uscita la vita, perché non pensano più a se stessi…

Penso che questa frase sia molto profonda, e metta molto in evidenza il tema discusso da fr. Giovanni: cosa fare della nostra vita. Fate attenzione: ho scritto della, e non nella; e la differenza non è da sottovalutare. Se cosa fare nella vita può significare cose del tipo studiare, scrivere, fare sport, ed altro, cosa fare della vita ha un significato ben più profondo, in cui si va a scavare nell’intimo, quasi, della vita della persona in questione, che o può non fare nulla per rendere migliore la sua vita; oppure prodigarsi per migliorare la sua anima, e rendere più luminosa l’anima delle altre persone.

Per concludere, penso che – per dirla con le parole della Santa – mettere in uscita la propria vita sia quanto di più bello ci possa essere.

 

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