Il mirino no, non lo avevo coniderato

Mi sembra carino intitolare questo post rielaborando il primo verso di un brano di Renato Zero, anche perché effettivamente è quello che è successo.

Vi spiego.

Come ho già scritto qui, ho un nuovo rest, più professionale rispetto al precedente. Naturalmente questo comporta che le misurazioni delle distanze dei bersagli siano differenti. Per far capire ai non addetti ai lavori: il mirino che ho io (è un mirino scuola, ma mi va benissimo) consiste in un’asta numerata sulla quale va attaccato il mirino vero e proprio, il quale scorre su questa: facendolo scorrere, e posizionandolo su uno dei numeri, quando l’arciere tira la freccia avrà una gittata più o meno lunga.

Oggi ho tirato, e le frecce mi andavano tutte basse; solo se alzavo l’arco riuscivo ad ottenere un punteggio decente. Così ho chiesto al mio amico Alberto, il quale mi ha detto che devo alzare il mirino; sono tornato a 15 m, e prima di riprendere a tirare ho modificato il mirino, ottenendo così le nuove calibrazioni delle distanze, che vi presento qui sotto:

Distanza Prima Ora
10 m 3 5
15 6,5 7,5
18  7  8

I 18 m non sono stati ancora segnati perché oggi non ho tirato a quella distanza…

Quello che mi fa rabbia è che conosco bene la regola per cui

il mirino segue l’errore

ma è già la seconda volta che non la applico…

 

 

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