CISC: sesto incontro – 11 aprile 2018

Santa Caterina da Siena Sono arrivato in Basilica per il penultimo incontro dei mercoledì cateriniani; ho girato l’angolo per entrare nel chiostro, e vedo sr. Tiziana, una monaca domenicana conosciuta anni fa a Pratovecchio; quando ci siamo visti, ci siamo detti – quasi all’unisono: E tu che ci fai qui? Solo a fine conferenza poi ho saputo che si trova a Roma per una conferenza all’Angelicum in questo fine settimana.

Appena entrato nella sala, ho apposto la firma sul registro, e ho acquistato un libro sulla Santa; si tratta Giuliana Cavallini - Santa Caterina da Sienadi Santa Caterina da Siena: La vita, gli scritti, la spiritualità, di Giuliana Cavallini, la maggiore studiosa della santa domenicana.

In apertura dell’incontro, sr. Federica – appartenente ad una congregazione di san Domenico – ha chiesto di recitare insieme una preghiera sul Sinodo che si terrà a breve. Dopo questo momento comunitario, è stato affrontato il tema della serata, inerente il Tempo; a portare avanti la trattazione è stata sempre sr. Federica. Il discorso è partito dalla lettura di alcune righe del Libro XI delle Confessioni di sant’Agostino, per poi addentrarsi nello specifico nel pensiero di Caterina. Ruolo di Tiziana in questa conferenza era quello di leggere i tre brani tratti dalle opere della Santa (la Lettera n. 222, a Stefano Maconi, un brano tratto dal Dialogo, cap. 136, e l’ultimo tratto dalla Lettera n° 154, a fra Francesco Tebaldi di Fiorenza). Ad accomunare questi testi è il fatto che avevano una caratterizzazione particolare; infatti sr. Federica li aveva inviati a persone di differenti fasce d’età (un adolescente, un uomo in età matura, un uomo anziano), e ciascuno di loro le ha inviato la sua risposta, secondo – naturalmente – la propria esperienza di vita. In quella sede, sr. Federica ha letto le risposte che le sono state inviate da queste tre persone, e – sebbene ciascuna abbia lasciato qualcosa dentro di me – mi ha colpito soprattutto la testimonianza di una persona in età matura che si trova in carcere.

Durante la trattazione dell’argomento, sr. Federica ha posto agli astanti una domanda; non prevedeva una risposta, ma una riflessione da parte nostra

La domanda in questione è stata:

Che cosa (o chi) ci fa perdere tempo?

Penso che qualunque risposta ciascuno voglia dare a questa domanda ci possano essere gli estremi per una nuova conferenza sull’argomento.

A conferenza ultimata, tutti insieme abbiamo letto la preghiera finale.

Insomma, è stato un bellissimo momento di unità tra fratelli e sorelle, che mi ha dato modo di incontrare un’amica.

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