Ebbene sì, non ce l’ho fatta a dire di no…

A cosa? Ma ad un libro, ovviamente!

Vi racconto come è andata: questa mattina mi sono alzato per andare in Basilica; ormai ho imparato che devo alzarmi un po’ prima rispetto al solito (non che il fine settimana mi alzi tardi; anzi, a dire il vero questa abitudine non mi è mai piaciuta), e quindi per le dieci circa sono… di fronte alla Feltrinelli (eh sì, l’autobus ferma proprio lì davanti). Ho sempre tentato di svicolare da quel luogo di tentazione, ma non ci riesco, ed ogni domenica ci ricasco, e ci entro. Ed immancabilmente, scatta l’acquisto.

Così come è successo questa mattina.

Ero entrato da poco, e mi stavo aggirando al piano terra, quando mi trovo di fronte al reparto Storia antica; visto che mi ha sempre affascinato la questo filone della storia, mi sono soffermato a guardare, quando il mio occhio si sofferma sulla dicitura Antico Egitto. Egitto?? Ne sono stato appassionato fino a pochi anni fa, quando ho iniziato a lasciarlo perdere; vuoi perché sul forum che frequentavo non c’erano più novità in fatto di scavi e scoperte, vuoi per motivi personali. Immediatamente dopo il mio occhio cade su un libricino: Il papiro Tulli, scritto da Franco Brussino.

Franco Brussimo Ho conosciuto Franco nel lontano giugno 2008, quando l’amministratrice del forum di egittologia che seguivo allora, organizzò il primo raduno degli amanti del’antico Egitto, con la visita del Museo Egizio di Torino che, lo ricordo, è il primo per fondazione, ma il secondo per grandezza, dopo il Museo del Cairo. Bel primato, non credete? Il Museo è stato fondato dall’egittologo Ernesto Schiaparelli Ernesto-Schiaparelli-Turin(cugino del farmacista Schiapparelli, quello della Borocillina, la pastiglia per la gola, e penso anche dell’astronomo Schiaparelli. Il fatto della p singola e raddoppiata fu dovuto ad un errore di trascrizione del cognome), che dal 1894 ne fu il direttore.

Scusate per questa parentesi.

Dicevo.

Conoscere Franco in quell’occasione è stata una gran bella cosa; ricordo che – durante la visita – al piano dove sono conservate le mummie ed i papiri, lui ci spiegò nel minimo dettaglio cosa c’era scritto, e cosa significavano i geroglifici rossi che di tanto in tanto comparivano all’interno di quel documento, distante migliaia di anni dal nostro secolo.

Nel tempo ho acquistato qualche altra pubblicazione sua – sempre per le edizioni Kemet (orizzonte, in antico egizio), oltre all’acquisto odierno, e non ne sono mai restato deluso; proprio in virtù del fatto che Franco è una persona seria, competente, che sa quello che dice, e non come quei ciarlatani che si ammantano di sapere chissà cosa, raggirando chi li ascolta.

Adesso, sono sincero, non ricordo cosa c’entrassero gli UFO con questo papiro; del resto, è anche probabile che in questo post ci siano delle inesattezze; questo perché la mia preparazione egittologica risale a tanti anni fa, e quindi la mente si è un po’ arrugginita. Ad ogni modo spero di aver stimolato la vostra curiosità; e – perché no – a farvi nascere la curiosità per questa disciplina. Io vi anticipo che questo acquisto, più altri testi in inglese su questa materia, e che devo ancora leggere, mi stanno facendo tornare l’interesse per approfondire il discorso, e per riprendere le redini, proseguendo l’approfondimento da dove ero arrivato.

 

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3 pensieri riguardo “Ebbene sì, non ce l’ho fatta a dire di no…

  1. Sai più cose tu del museo egizio di Torino di me che ci abito a Torino…che vergogna!! >_______<
    O meglio, sapevo che è secondo al mondo dopo quello del Cairo e, avendolo visto diverse volte, non faccio fatica a crederlo, io lo trovo davvero fantastico! Ma non sapevo il nome del suo fondatore né, tanto meno, la parentela di quest'ultimo con l'inventore della Borocillina…non si finisce mai d'imparare!
    A me piaceva tantissimo l'Egitto da piccola, poi crescendo questa passione è un po' scemata, ma sono rimasta fedele alle città d'arte in generale. Se dovessi scegliere tra un giorno in spiaggia e uno in giro per musei, sceglierei i musei. Mi piacciono e si respira un aria diversa e difatti Parigi me la sono girata diverse volte per vedere almeno i musei principali che ne vale sicuramente la pena!!

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    1. Eheh, dai non ti vergognare… Anche io, come te, preferirei più girare tra i musei, piuttosto che stare allucertolato (dai, ti ho insegnato un nuovo verbo del mio personale vocabolario…) sotto al sole; anche perché il troppo caldo non lo sopporto… Vorrei tornarci al museo egizio, sai? So che hanno aperto nuove sale, o cose del genere; e poi vorrei visitare la Gran Madre…
      Per quanto riguarda la parentela, l’ho scoperta per caso anni fa, leggendo un articolo che parlava della trascrizione errata con le “p”… 😉

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