11 Novembre 2017 – Discernimento e innamoramento

locandina coro letture Sabato sera, alle 18.30, alla Minerva si è tenuto un concerto un po’ patricolare: nella Sala Capitolare – ribaltata per l’ocasione – il Coro Ensembe Suavis – costituito da due Soprani, due Contralti, tre Tenori e tre Bassi –  si è esibito coadiuvato  da un trio di strumentisti (Celestino D. al flauto dolce, Giuseppe M. al violoncello e Massimiliano F. al clavicembalo), e da un lettore (Patrizio C.) ed una voce recitante (Paola L.).  Ho detto ribaltata, in quanto, poiché da un lato della sala c’è il bancone con i microfoni, le poltoncine sono state messe in senso contrario, per consentire ai musicist di avere più spazio a disposizione.

L’evento è stato organizzato da fr. Angelo, O.P., ed è iniziato con una precisione millimetrica dell’orario, seguendo questo percorso, descritto nel libretto:

Andrea Gabrieli – Filiae Jerusalem (per coro a cappella)

Ola Gajello – Ubi caritas (per coro a cappella)

[Lettura di Paola L. tratta dalle Lettere di Santa Caterina da Siena]

Ludovico Grossi da Viadana – O dulcissima Maria (per soprano solo e b.c.)

Giovanni Gastoldi – Salve Regina (per coro a cappella)

[Lettura di Paola L. tratta dalle Lettere di Santa Caterina da Siena]

Tommaso Albinoni – Sonata in la minore (per flauto e b.c.)

[Lettura di Paola L. tratta dalle Lettere di Santa Caterina da Siena]

Manolo da Rold – Ave Maria (per coro a cappella)

Maurice Duruflé – Notre Père (per coro a cappella)

[Lettura di Paola L. tratta dalle Lettere di Santa Caterina da Siena]

Benedetto Marcello – Salmo X (per coro e b.c.)

Naturalmente, i coristi ed il Maestro del coro erano già pronti con un bis, e hanno riproposto l’Ave Maria di Da Rold. E’ la prima volta che ho assistito ad un evento di questo genere, e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso: nella sala c’è una bella armonia, creata anche dal continuo cambio di luci che illuminavano i cantori.

A fine concerto, fr. Riccardo, il priore della Basilica, è andato a congratularsi con coristi e musicisti, esponendo il suo punto di visto su ciò che si è ascoltato in quel pomeriggio, definendolo come un’ epifania di Santa Caterina vista nell’epoca attuale attraverso i suoi scritti (o qualcosa di simile, non ricordo bene le parole, ma come definizione si adattavano bene).

Se devo essere sincero, rifarei anche domani questa esperienza, ma dovrò aspettare un po’ affinché si verifichi un evento di questo genere.

Prima di terminare, vi consiglio di leggervi qualche scritto della Santa, o sulla santa; per quest’ultima variante sono molto belli e scritti in maniera semplice, i saggi di Giuliana Cavallini, donna del nostro tempo, e grande studiosa della Santa.

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