Grrrrr

autobus

Ecco la causa di tanta rabbia di ieri…

Ieri sera sono arrivato dal lavoro presto alla stazione vicino casa; nel tragitto sul treno – naturalmente – ho letto. Poiché la lettura del capitolo era rimasta a metà, sono andato alla fermata dell’autobus, e lì ho continuato la lettura.

E nel frattempo i minuti passano, ma se non altro riesco a finire il libro.

Una volta finito, guardo l’orologio: le 17.50/55. E l’autobus ancora non si vede… Da tempo ho imparato che se ti allontani dopo un (bel) po’ di attesa, e poi ti avvii a piedi, potresti incorrere nell’autobus che passa e che (per pura sfiga) tu non riesci a prendere, perché ti trovi in un punto in cui dell’autobus non passa neanche l’ombra…

Beh, in tutto questo marasma, l’autobus passa dopo le 18, ed io rientro a casa al solito orario. Mentre sarei potuto arrivare almeno mezz’ora prima, se me la fossi fatta a piedi. Ma – i lettori lo sanno – non sta bene lasciare un capitolo a metà della lettura.

Ed in questo, se non altro, sono stato coerente.

10 pensieri riguardo “Grrrrr

  1. Ciao Luca! 🙂 Anch’io ogni giorno, per motivi di studio, mi sposto da pendolare e sono costretta a destreggiarmi tra autobus e treno. Devo dire che devo molto ai libri perché più di una volta mi hanno salvato da ritardi e cancellazioni. Senza di essi, le attese sarebbero state interminabili. Quindi penso di poterti capire molto bene! 🙂

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