4 novembre: Visita guidata alla Basilica

 

locandinaUn po’ di giorni fa, mi è capitato di vedere il volantino delle visite guidate in Basilica, e mi sono detto: “Caspita! La frequento da aprile 2014 e non l’ho mai vista? Ne approfitto subito!”

Detto, fatto.

4 Novembre, festa delle Forze Armate. In questa giornata il corso egli autobus viene deviato, per la manifestazione; così anche quello dell’autobus che devo prendere io, il 30: percorre tutto il Lungotevere, per poi immettersi su una via laterale, e poi proseguire con il tragitto classico. La fermata è sempre la stessa: di fronte alla Feltrinelli di Largo Argentina. Mentre sto per inserirmi nella via laterale, lì, pronta a partire, c’è la banda della Polizia. Mi porto così al margine destro, lontano da loro, separato solo da una serie di paletti con catene, ed insieme a loro, percorro il tragitto fino alla Basilica.

Sul sagrato della Basilica ho visto fr. Fabrizio con un altro frate: Fabrizio aveva l’abito bianco regolamentare, mentre l’altro frate aveva anche la cappa nera. Poiché – ancora – la matematica non è un’opinione, ho fatto 1+1, e ho capito che quest’ultimo frate avrebbe accompagnato i visitatori nei locali della Basilica.

Scambio due parole con Fabrizio, e poco dopo entro in Basilica: oltre a me c’è un’altra signora; visto che il frate ha detto di aspettare un po’ ne ho approfittato per passare al bookshop, dove ho trovato Enrica, cui ho chiesto due spillette: una fatta tipo scudo, e l’altra con il motto, ma anche due guide sulla struttura, che poi mi ha regalato, visto che erano invendibili perché leggermente rovinate sulla prima di copertina. Non me ne sono fatto un problema, e le ho prese.

La visita condotta dal frate di cui sopra (fr. Giovanni) è iniziata prima di tutto dalla navata centrale, da dove il frate di turno si è soffermato sulla volta: i frati desideravano dare un’impressione di maestosità alla loro Basilica, fornendo un soffitto in stile gotico; purtroppo, però, era già in voga lo stile rinascimentale, che non presupponeva la grandezza che – invece – era prevista dallo stile gotico; fu così che i frati decisero per uno stile gotico un po’ addolcito: il soffitto, infatti, presenta delle volte più tondeggianti.

Soffitto Santa Maria sopra Minerva

una visione d’insieme del soffitto

Dopo questa precisazione, fr. Giovanni si è spostato a sinistra, iniziando a farci visitare le cappelle, le quali – quasi tutte – hanno il patronato della famiglia che le ha volute creare: la famiglia, di tanto in tanto va in Basilica e rinnova lo stato della cappella; presso alcune invece, lo stato di cui sopra è decaduto, in quanto i discendenti non si sono fatti più vivi per rinnovarlo. Per ogni cappella, fr. Giovanni si è soffermato sulle statue in marmo dei committenti, e sulle scene raffigurate negli affreschi.

Dopo siamo stati nella Sacrestia, ma per accederci siamo passati di fronte all’Altare Maggiore, sotto al quale è posto il sarcofago di Santa Caterina da Siena, che (insieme a San Francesco d’Assisi) è compatrona d’Italia (proclamata nel 1939, da Papa Pio XII); insieme a Santa Brigida di Svezia, e a santa Teresa Benedetta della Croce è compatrona d’Europa (proclamata il 1 ottobre 1999, da Papa Giovanni Paolo II), Dottore della Chiesa (per i suoi scritti).

Tomba_Santa_Caterina_da_Siena_-_Roma

la tomba di Santa Caterina da Siena, posta sotto l’Altare Maggiore

Poco distante da questo, c’è il marmo con i resti del Beato Angelico (al secolo Giovanni da Fiesole). Qui, fr. Giovanni si è soffermato per farci notare i piedi che (sebbene non si noti molto) sono scalzi; questa, infatti è l’usanza dei Frati Predicatori per seppellire i defunti dell’Ordine.

tomba beato angelico santa-maria-sopra-minerva

Andando via da questo sepolcro, siamo passati dalla Sacrestia, per arrivare alla cella di Santa Caterina, che rappresenta l’ultimo ambiente visitabile prima di accedere al convento vero e proprio. La cella della Santa è un piccolo spazio, caratterizzato da un ambiente spoglio, con un piccolo altare a parete, e poco altro. Questo ambiente mi ha ricordato molto la cella di San Domenico, sita nel Convento Patriarcale di Bologna.

 

 

il sepolcro del Beato Angelico

Tornando dalla cella, prima di uscire, abbiamo fatto una sosta di fronte alla cappella di san Domenico, dove ogni terza domenica del mese i Terziari si riuniscono per la Santa Messa, celebrata dall’Assistente ecclesiastico

La visita è terminata e, per quanto mi riguarda, ho lasciato un’offerta per questa visita, e ho lasciato un piccolo pensiero sul quaderno dei visitatori.

 

17 pensieri riguardo “4 novembre: Visita guidata alla Basilica

      1. luca son una sbadata..scusami….. che gaffe ti ho letto di corsa mi vergogno enormemente per la fretta perdonami:( .. qui pioveva ora ha smesso… scusa ancora per la gaffe…alludevi a un altro tipo d esperienza sicuramente diversa…

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  1. luca visitare l interno di una chiesa, una pieve, un luogo di culto è sempre un esperienza buona per lo spirito..poi se alla visita sei accompagnato da qualcuno che la conosce bene è un valore in più che non ha prezzo.
    ps anch io quando visito le chiese lascio sempre nelle annotazioni una riga personale delle mie emozioni…
    daniela

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  2. Ciao carissimo, a volte le cose che abbiamo più vicine sono le ultime che visitiamo 🤗
    Non perché le diamo per scontate, ma semplicemente le viviamo diversamente…
    A me è capitato con il Duomo di Monza. Spesso ho visitato quello di Milano, e se viene qualcuno da lontano è a questo che penso, come meta… ma chissà perché.
    Il Duomo di Monza, altrettanto bello che posso raggiungere in un attimo è sempre dimenticato 😅
    Chissà come accadono certe cose…
    buona giornata 😘

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    1. Buongiorno Sara, in effetti hai ragione, spesso è così. Il fatto è che in questo frangente, le cappelle sono sempre chiuse dal cancello, e le vedi solo a strisce, mentre in questo caso il frate le apriva; inoltre, pur immaginando la cella di Santa Caterina, non sapevo come poterla raggiungere.
      Buona giornata, e buon inizio settimana a te. ❤

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      1. I luoghi non erano molti, ma è stato bello lo stesso. Più che altro, mi sarebbe piaciuto vedere il chiostro; nonostante lo conosca bene, ha comunque un suo fascino.
        Buona giornata anche a te Sara 🙂

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    1. Ciao, sono contento che il post ti sia piaciuto! Nella visita non ho fatto foto, principalmente perché mi sono dimenticato di togliere il flash che (nei momenti di poca luce) va in automatico; a parte che poi che alcune cappelle prevedevano il divieto di foto, quindi è andata così! 😉 Ciaooo

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