Recensione/94 – Il profumo del caffè (A. Capella)

Capella - Il profumo del caffè

Autore: Anthony Capella

Titolo: Il profumo del caffè

Editore: Neri Pozza

Formato: ebook

Dati: 526 p.

 

Ecco un altro dei libri letti durante questa estate; non vi nascondo che, nonostante per molto tempo mi sia capitato di vederlo in libreria, non l’ho mai acquistato. Eppure, oggi, mi sembra così strano non averne approfittato; in primo luogo per la copertina, che lascia all’imginazione di chi legge una sensazione di vivacità, dovuta al fatto della presenza di colori accesi; ma soprattutto per il titolo, che già fa venire voglia di una tazzina di questa bevanda.

Comunque.

Il romanzo ha un inizio che me lo ha fatto inizialmente catalogare come un saggio; ma mi sbagliavo, infatti poco dopo inizia la storia.

Ci troviamo a Londra, negli ultimi anni del XIX secolo; Robert Wallis viene ingaggiato dal signor Pinker, un uomo facoltoso, per entrare a far parte dell’organico della sua azienda, in qualità di annusatore di miscele di caffè, lavorando a contatto con Emily, una delle sue figlie. Sempre in quella sede, Robert conoscerà anche le altre du efiglie del proprietario, Ada e Philomena. Il tetto della fabbrica vedrà nascere un sentimento tra Emily e l’uomo. Ma Robert non è un uomo fedele; al contrario, è un uomo volitivo, che si concede anche al proprio piacere, frequentando locali dove è possibile trovare donne di dubbia moralità. Ricordiamoci che siamo nel periodo in cui è vissuto Oscra Wilde (di cui in qua e là sono citati suoi aforismi), ed in cui atteggiamenti del genere non erano ben visti dalla legge.

Poi la scena cambia, e Pinker invia Robert in Africa, incaricandolo di stare nelle piantagioni. Naturalmente, durante questa sua permanenza nel continente faricano, il protagonista terrà informato il suo datore di lavoro. Ma questo lungo soggiorno porterà altro nel cuore di Robert: verrà a conoscenza del colonialismo, e dell’abolizione della schiavitù, e conoscerà Fikri, una schiava nera, con la quale poi avrà una storia, seppur breve.

Ma questo romanzo non è solo il pretesto per raccontare questa storia, che – tra l’altro – io ho trovato belissima, ma è anche il pretesto per raccontare la società dell’epoca: l’epoca nella quale è ambientato il libro, è l’inizio di un’epoca nuova, caratterizzata dalle lotte delle donne per guadagnare il diritto di voto, ma si parla anche di dandy, estetismo, di diversità tra gli uomini, per qnto riguarda la loro dubbia (allora) sessualità… Per farla breve, devo riconoscere all’autore una bravura non da poco a saper coniugare tra loro questi due aspetti differenti, ed a trarne una storia come questa, piena di pathos.

Consigliato.

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