Recensione/91 – L’unico figlio (A. Holt)

Anne Holt - l'unico figlio

Autore: Anne Holt

Titolo: L’unico figlio

Editore: Einaudi

Collana: Stilelibero

Dati: 2011, pag. 283

Ho letto questo libro per la prima volta anni fa, quando mi fu regalato, ma mi lasciò un po’ perplesso; non lo capii subito, forse perché non ero ancora abituato ai gialli scandinavi. Vi dico una cosa che vi stupirà: pensate che non mi ricordavo neanche che ci fosse un delitto… assurdo, vero?

E dopo questa figuraccia, passiamo oltre.

L’ho finito di rileggere due giorni fa, per la seconda volta, e devo dire che ne sono rimasto sorpreso. L’unità di azione principale è l’istituto per bambini orfani, dove un giorno viene rinvenuto il cadavere di una donna pugnalata; si tratta di Agnes Vestavik, la direttrice del centro. In maniera quasi automatica, Maren Kalsvik, la collega della vittima, assume il ruolo di direttrice, quasi come le spettasse di diritto. Nello stesso istante, al centro si crea lo scompiglio, anche perché come conseguenza del delitto, Olav – uno dei bambini – scompare. Se la matematica non è un’opinione, ed 1+1 fa ancora 2, allora i sospetti ricadono sul bambino; ma come avrebbe potuto lui, così piccolo, inferire un colpo usando tanta forza? In questa prima ricostruzione fatta dai dipendenti c’è qualcosa che non va!

Ma chi è Olav? È un ragazzino di undici anni che, a causa di una situazione instabile in famiglia, è diventato ribelle verso gli altri, e per questo motivo fa un uso frequente id una terminologia scurrile, rivolgendosi alle educatrici ed agli altri bambini con termini non troppo lusinghieri, e per questo viene spesso  scansato.

Il giorno dopo l’omicidio, all’istituto arriva la polizia, al comando dell’ispettore capo Hanne Wilhelmsen che con il suo acume, portando le sue indagini anche nei bassifondi della città di Oslo, riuscirà a risolvere il mistero.

Hanne Wilhelmsen è una donna che sa il fatto suo, e sa fare bene il suo mestiere. È lesbica. Nella vita privata convive con Cecilie, donna che accondiscende ai desideri della sua compagna, spronandola ad avere un figlio, ma Hanne non cede.

Il libro qui presentato è il terzo della serie delle indagini di Hanne Wilhelmsen [i titoli sono riportati in fondo all’articolo], e devo ammettere che mi è piaciuto molto, nonostante la prima volta lo avessi avuto in antipatia; o forse è che non lo avevo compreso bene, perché non ero preparato a questo genere di letteratura.

La scrittura dell’autrice è chiara; se forse volessi trovare un difetto, direi che a volte forse  è carente in qualche parola che poteva essere detta in più, ma forse dipende dalla nazionalità; ad ogni modo sono rimasto soddisfatto, e mi piacerebbe leggere gli altri due volumi di questa serie [tratta da Wikipedia]:

  1. La dea cieca (Blind gudinne, 1993), TorinoEinaudi2010
  2. Sete di giustizia (Salige er de som tørster, 1994), BressoHobby & Work1999 ripubblicato col titolo La vendettaTorinoEinaudi2010
  3. L’unico figlio (Demonens død, 1995), TorinoEinaudi2011
  4. Nella tana dei lupi (Løvens gap, 1997) (con Berit Reiss-Andersen), TorinoEinaudi2012
  5. Il ricatto (Død joker, 1999), TorinoEinaudi2012
  6. La ricetta dell’assassino (Uten ekko, 2000) (con Berit Reiss-Andersen), TorinoEinaudi2013
  7. Quale verità (Sannheten bortenfor, 2003) (Einaudi, 2014)
  8. Quota 1222 (1222, 2008) (Einaudi, 2015)
  9. La minaccia (Offline. Kriminalroman, 2015) (Einaudi, 2016)

Spero di avervi incuriosito!

Buon pomeriggio a tutti! 😉

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