Il ritorno del ritmo percussivo

Nella mia città, in questi ultimi quattro giorni c’è stata una festa in una piazza a ridosso del mare, dove si sono riunite tutte le varie realtà sociali: due associazioni che si occupano di Africa, Wikipedia (che, ho scoperto, fungere da bookcrossing. Ovvero: potevi prendere in prestito un libro, leggerlo e restituirlo entro la durata dell’evento), Amnesty International e e tante altre…

Sono arrivato sul mare un attimo prima che iniziasse un gruppo di percussioni brasiliane che conosco. Indovinate un po’? Mi sono fermato nella piazza a guardarli, prima di cominciare a dare un’occhiata ad alcuni stand. E… indovinate un po’ cosa è successo mentre guardavo questi amici? ad un certo punto ho iniziato a muovermi seguendo un po’ il loro ritmo, e ho scoperto di avere di nuovo il ritmo percussivo far parte di me! Ma non si tratta di ritirare fuori il djembe,  bensì di iniziare a studiare le percussioni brasiliane, che comprendono tamburi (tipo quelli delle bande), altri strumenti a scuotimento, e credo altro ancora. Il motivo per cui preferisco questo genere di strumenti, è perché il djembe è molto più statico, mentre in questo modo chi suona ha modo di muoversi, ballare… divertirsi, insomma!

Poi dopo sono restato lì, ma non è successo nulla di che, avevo solo voglia di passare una serata in maniera diversa;  ma rivedere gli amici percussivi mi ha fatto molto piacere… e chissà che non aggiunga anche questo ai miei impegni attuali! 😉

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5 pensieri su “Il ritorno del ritmo percussivo

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