VI Trofeo Roberto Marson

 

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Buongiorno a tutt*, e felice inizio settimana!

Ieri, al campo sotto casa, si è svolo un torneo intitolato a colui che molto tempo prima è stato il Presidente dell’Associazione arcieristica in cui tiro. E’ un evento che si ripete ogni anno, grosso modo sempre nello stesso periodo, con la presenza della vedova, per ricordarlo.

Detto questo, pochi giorni fa un signore mi aveva chiesto se ci sarei per quell’occasione; inizialmente avevo detto di sì; poi, quando fa sono venuto a conoscenza del fatto che si sarebbe trattato di tirare alle sagome 3D degli animali, sopraggiunge il problema: Accidenti, io non ho mai tirato in 3D, se non pochi minuti a fine corso, a maggio scorso… e adesso come faccio?, mi sono detto. Ne parlo a casa, e mi dicono di non farmi problemi, sarebbe bastato dire alla mia squadra che gli avrei fatto fare brutta figura, et bon…

Il giorno dopo, al campo ne parlo con due signori, ed anche loro mi dicono che è per giocare, e non per competizione. Uno di loro mi dice: Se qualcuno sparla alle tue spalle, dicendoti che tiri male, tu ti giri e gli dici: “Tu sai tirare peggio di me?” ; se lui ti risponde di no, allora hai già vinto!

Così, con questo spirito, mi segno sul modulo di partecipazione, e ieri ho partecipato. Uno di quei signori, sapendo che non sapevo tirare in quel modo, mi porta lungo il tracciato, e mi fa tirare tre frecce, dicendomi – alla fine – che al limite avrei potuto tirare alle sagome più vicine, lasciando stare le più distanti. Va bene, prendo nota mentalmente.

Gli arcieri sono suddivisi in squadre Contrade, ciascuna riportante il tipo di arco usato: Arco nudo (AN), Arco Istintivo (IS), Arco Olimpico (OL), Longbow (LB), Compound (CO)

Prima che la gara inizi, vengono convenzionati i segnali: 1 fischio: gli arcieri devono essere sulla linea di tiro; 2 fischi: si inizia a tirare; 3 fischi: si ritirano le frecce. Ciò fatto, la gara inizia: lungo il piastrellato sono disposte dieci piazzole, di fronte alle quali sono state piazzate le sagome degli animali, sui quali gli arcieri dovranno tirare due frecce ciascuno. A seconda della piazzola in cui gli arcieri si trovano, devono proseguire e completare tutto il tracciato (ad es.: se gli arcieri si trovano nella piazzola 5, il tracciato deve seguire in maniera progressiva: dalla 6 alla 10, e poi tornare indietro, dalla 1 alla 4). Delle varie Contrade, solo uno solo degli arcieri era dotato di una tavoletta di compensato, sul quale si trova un foglio con le caselle dei punteggi da registrarci, e che poi dovranno essere controfirmati dagli stessi arcieri.

La prima fase della gara si è svolta dalle 10.00 alle 11.15; la seconda, dalle 11.30 alle 12.30 circa. In questa tranche sono stato molto coerente: ho fatto tutti zeri!!! Nella seconda fase, invece, invece, sono riuscito a fare un po’ di punti: un 10, un 8 ed un 5. Poi, come nella prima fase: tutti zeri! Ma ciò non ha inficiato nulla, in quanto alla fine, la Contrada vincente è stata quella dell’Arco nudo, con cui gareggiavo!

A gara finita, il signore che mi aveva fatto provare la mattina, mi chiede se avevo fatto solo le sagome più vicine; gli rispondo che le avevo fatte tutte. Al che, parlando con uno degli istruttori, gli dice di avere un valido elemento tra gli archi nudi. La notizia della mia tenacia arriva alle orecchie di Gino, il presidente dell’Associazione.

IMG-20170611-WA0019 (1)E si arriva così alla cerimonia di premiazione. A presiedere, un’Onorevole del Senato, che distribuisce i premi ai concorrenti. La cerimonia prosegue regolarmente, fino a quando Gino fa un discorso su un concorrente disabile, ma che si è saputo far valere; enumera le varie categorie di disabilità, poi fa il mio nome, dicendo che mi sono saputo distinguere. E consegna una medaglia all’Onorevole, che me la mette al collo.

Alla fine della giornata, ho dovuto constatare che gli altri arcieri avevano ragione ad insistere a farmi partecipare, perché non ho avuto nulla da perdere; al contrario! Quello della mia premiazione, e del discorso di Gino, è stato un bel momento, in cui credo di aver dimostrato che non bisogna lasciarsi sopraffare dalle difficoltà che a volte ci si pongono davanti.

 

 

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11 pensieri su “VI Trofeo Roberto Marson

  1. Mai, MAI permettere agli altri di influenzare le nostre passioni e idee!
    Luca, questo è solo un piccolo traguardo, ma sono sicura che ti avrà (oltre che emozionato moltissimo…) fatto comprendere come alle volte il solo “partecipare”, sia già una vittoria…
    COMPLIMENTI!

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    • Grazie Francesca! In effetti hai ragione; mi sono divertito molto; e penso che parteciperò alle prossime edizioni del premio! Non sono stati gli altri a dissuadermi, anzi, mi hanno incentivato! E’ stata solo “colpa” mia, che mi sono fatto abbattere dal fatto che – prima di ieri – non avevo mai tirato in quel modo… Un abbraccio. 😉

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      • Allora la tua è una doppia fortuna, con questa prima gara sei riuscito ad avere una bella scarica di autostima, oltre alla certezza di avere al tuo fianco delle persone davvero intelligenti 😉

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  2. Grandissimo Luca! Un applauso davvero emozionato da parte mia, bravo, bravo bravo! Hai saputo affrontare tutto con lo spirito giusto, nonostante le ansie e hai saputo gestire il tutto al meglio. Una medaglia dal doppio valore!

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