Un nuovo inizio

Buongiorno a tutti!

Come vi avevo già annunciato, è dall’inizio dell’inverno che avevo lasciato perdere il tiro con l’arco. Insieme all’inverno si sono sommati anche altri fattori come il freddo, che ha lasciato il posto alle giornate più miti solo una settimana fa, e le giornate più corte. Questo, forse, è stato il danno maggiore, perché rientrando dal lavoro, vedevo le luci spente del campo; sapevo che qualcuno sarebbe andato in palestra ad allenarsi un po’, ma tornando tardi non potevo andarci, considerato anche il fatto che non avrei saputo raggiungerla, visto che non ho la patente…

Quindi mi sono ritrovato ad aspettare tutto questo periodo.

Martedì sono tornato al campo; sono sceso alle 18.30, ho montato l’arco (con l’aiuto dell’istruttore che mi ha fatto il corso iniziale, che mi ha messo la corda), poi per ultima cosa, ho messo il bottone (se non vi ricordate cosa sia, leggete qui).

Poi ho iniziato a tirare: uno sfacelo!!! Le frecce andavano alte, e non capivo perché; non mi raccapezzavo cosa ci fosse che non andasse. In questo modo ho fatto due cicli da sei frecce. Poi ho chiamato Alberto, il Presidente dell’Associazione, chiedendogli se mi guardava come andavo. In sua presenza incocco la freccia, inclino l’arco per iniziare la trazione, quando mi ferma, per farmi accorgere di una cosa: avevo montato al contrario il bottone!

Ecco svelato l’arcano!

L’ho rimontato, e sapete cosa è successo dopo? Ho tirato la prima freccia, e ho fatto centro! Dopo quella serie di frecce sono tornato a casa, perché stava avanzando l’imbrunire, e stava iniziando a rinfrescare.

Sono stato al campo anche ieri, ma è stato un po’ un disastro… pazienza!

Quello che so, comunque, è che in questo periodo voglio essere più costante con l’arco;  magari approfittando anche dei pomeriggi di fine settimana, poiché si può disporre di più ore.

Va da sé, che ci tornerò anche nei prossimi giorni! 🙂

 

 

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L’acquisto libroso di sabato

Poco tempo fa avevo detto a Marta che in questo periodo di Quaresima non avrei più acquistato libri. Ma non ci sono riuscito.

Andiamo con ordine.

Sabato dovevo andare in cartolibreria a fra mettere la foderina trasparente al libro che mi ha regalato una consorella. Prima di farlo, comunque, sono stato in un’latra libreria,  acuriosare un po’. Notate bene: curiosare, e non comprare.

sono entrato in libreria, e mentre curiosavo in giro, su uno dei rialzi messi in mezzo, sul qulae sono poste le prime edizioni, mi è caduto l’occhio su un libro; si tratta di La Bibbia aveva ragione, di Werner Keller.

Keller new edition Non pensavo fosse uscita questa edizione, tra l’altro con la copertina rigida. La versione che ho io è in brossura, che mi ha regalato questa consorella.

w-keller-la-bibbia-aveva-ragione-garzanti

Al che, ho fatto una foto, e gliel’ho inviata. Quando ci siamo visti, mi ha detto che ha sorriso, perché evidentemente deve essere un testo richiesto.

L'Ordine dei PredicatoriSubito dopo, ho continuato a girare tra i corridoi; mi ricordavo che un mese fa avevo visto un libro che mi interessava, ma in quell’occasione lo lasciai stare. Sono stato di nuovo nel reparto dove lo avevo visto, e frugando con lo sguardo, l’ho visto. Era lì, su uno scaffale un po’ alto, tanto che mi sono dovuto alzarte in punta di piedi per raggiungerlo. Oltretutto, non era del tutto sullo scaffale, ma aveva un piccolo lembo che sporgeva, così mi sono aiutato con un dito, e l’ho tirato giù: l’ho osservato, e ho sentito una vocina gridare: Comprami! Comprami! Come portevo resistere a quetso richiamo? non ce l’ho fatta; così sono uscito con un nuovo libro da annoverare tra la lista dei testi ancora da leggere, e invece di foderarne solo uno, ne ho fatti foderare due.

 

Il corso – terzo modulo

Annunciato, come sempre da una mail, oggi alle 14.45 circa c’è stato il terzo modulo del Corso programmato. Eccezionalmente, c’erano due relatori: Tiberio per La Tenda dei Popoli, Bottega di Commercio Equo e Solidale (da ora in poi CEeS), e Sara per il Progetto Alina.

tendaIl primo ad iniziare il pomeriggio è stato Tiberio, il quale per inquadrare il CEeS è partito dal periodo del colonialismo, il quale costituisce una pratica tuttora esistente, ma mascherata dietro organizzazioni; la presenza di queste, determina numerosi scompensi, che riguardano il denaro e le merci.

Secondo il commercio classico, all’interno delle piantagioni fornisce al contadino il seme del prodotto; a questo punto il contadino è già indebitato. Con il CEeS il discorso è diverso, in quanto il prezzo è concordato dal produttore e dal commerciante di comune accordo [= credito sociale].

L’importanza dello sviluppo sostenibile risiede nel fatto che non esistono coltivazioni intensive, bensì i campi sono piccoli e distanziati tra di loro.

In ultimo, Tiberio ha fatto l’esempio del lavoro in due Cooperative: Silence, che (se non ricordo male) è africana; mentre l’altra – BaSE – è del Bangladesh.

Silence incorpora dipendenti con handicap gravi (sordità e cecità), il cui scopo è produrre oggettistica. Il criterio di assunzione è che i lavoratori possiedano determinate capacità. Una volta assunte, le persone vengono valorizzate, andando al di là del problema.

BaSE, invece ha sede in Bangladesh, ed il 90% dei lavoratori è costituito da donne che lavorano la yuta; la loro realizzazione è difficoltosa. La cooperativa è efficiente a tutti gli effetti; infatti si incontrano, prendono decisioni, votano.

 

AlinaIl secondo relatore è stata Alessandra per il Progetto Alina. Il nome di questo Progetto è quello della prima ragazza rumena incinta di 7 mesi, che si è prostituita.

Progetto Alina è nata nel 2005, e da allora si occupa di prostituzione e tratta umana. Le donne che si prostituiscono non sono libere, e devono pagare un pizzo.

Per quanto riguarda la situazione di questo problema, bisogna diversificare:

In Italia, al 1958 risale la Legge Merlin, che stabilisce chela prostituzione è legale, mentre non lo è l’affitto dei locali da adibire all’uso. Oggi la Legge è la stessa, ma nulla è cambiato. Nel corso di tutti questi anni si è parlato di multe, ma gli interessati erano solo i clienti;

diversa è la situazione in Europa, dove le Leggi in materia sono diverse, , ma non è vero che le prostitute abbiano più “diritti”; inoltre, lo sfruttamento è più aggravato.

La tratta comprende tre fasi:

Reclutamento: avviene con l’uso della forza, oppure sfruttando la vulnerabilità della ragazza, ottenendo così il consenso del soggetto, che ha il controllo di un’altra persona.

Trasferta: nella maggior parte dei casi si tratta di un viaggio nazionale/transnazionale, in cui nulla è improvvisato; il viaggio che ogni volta si affronta è sempre lo stesso. Durante questa seconda fase, le donne sono divise in gruppi, ed in questo modo vengono trasportate. I trolley sono le persone che prendono le donne in custodia nelle tappe del viaggio, e per ciascuna di esse, sono diversi. A custodire i documenti delle donne sono i trafficanti.

Accoglienza: una volta arrivata a destinazione, la donna deve pagare tutto (dal luogo dove si trova al cibo etc…; in questo modo si ritroverà indebitata per un valore che va dai 50.000 agli 80.000 )

Una volta arrivata a destinazione, la donna è vittima di violenza; le viene consegnata una SIM card, con la quale può contattare o essere contattata da suo protettore. Come altra chance, la donna ha quella di fare richiesta di protezione, però la trafila è molto lunga; inoltre lei stessa è restia ad affermare di essere stata vittima di sfruttamento.

Revisione arrivata

Buon pomeriggio a tutt*, car* readers!

Tempo fa vi avevo lasciato a questo punto della storia del mio ultimo scritto. Non so se nel frattempo avete indovinato chi sia l’amica cui ho sottoposto quello che per ora è solo un racconto: sto parlando di Loriana!

Non c’è niente da dire: in questo periodo in cui Loriana ha avuto tra le mani il mio scritto, ha fatto un lavoro veramente sopraffino! ❤ E ieri mi ha riconsegnato il file: al margine destro compaiono le finestre con le annotazioni per ermettermi di ampliare/ridurre il testo; lo stesso presenta delle sottolineature in giallo per evidenziare le ripetizioni; oggi, mentre lo stavo rileggendo, mi sono accorto di quante ne avessi messe; nel frattempo – dove comparivano – ho eliminato le sottolineature blu, che mi evidenziavano un doppio spazio tra una parola e l’altra

Poco fa ho stampato il tutto (trentasei fogli complessivi, non fronte/retro), in modo da avere il testo cartaceo sott’occhio , per non fare avanti e indietro tra il file corretto e quello da correggere. Forse sarà un lavoro non proprio semplice, ma voglio rendere questo testo più scorrevole e leggibile per…  indovinate un po’ per cosa…

Buon pomeriggio a tutt*!

Il secondo incontro del Corso di formazione domenicana

Venerdì pomeriggio si è tenuto il secondo incontro di formazione; anche in quell’occasione non eravamo tanti; infatti eravamo i tre del mese scorso (Anna, Giulia ed io), più Vincenzo e Pietro.  Dopo la preghiera iniziale c’è stato un dibattito sulla Fede che stava portando il gruppo lontano dall’obiettivo che si era prefissata Anna.

È così che, dopo aver fermato questa discussione, Anna ci riporta sulla retta via, leggendo il brano del Vangelo che aveva preparato per la discussione. Il brano in questione è tratto dal Vangelo di Marco (Mc, 5, 1-20); nel brano in questione si assiste alla corsa di un uomo indemoniato verso Gesù affinché lo salvi. Il demone si chiama Legione (mille), e Gesù riuscirà a salvare il giovane, proibendogli, però, di unirsi ai suoi discepoli, ma invitandolo a predicare quello che era successo alla gente.

Durante la discussione tra gli altri astanti alla riunione ho taciuto per la maggior parte del tempo, questo perché forse non ho una buona formazione religiosa, ma soprattutto non ho una conoscenza approfondita della Bibbia, e quindi voglio imparare come fare, nel caso in cui un giorno mi trovassi nelle condizioni di dover spiegare qualche passo biblico

Ad ogni modo nei prossimi giorni rileggerò il brano in questione, cercando di trarre le mie conclusioni.

Domenica, in sede di Fraternita, con Anna decideremo il giorno del prossimo incontro.