I passi che mi hanno portato al cammino

Dieci anni fa circa, dovendo rispolverare alcuni concetti sulla fede, ho frequentato un forum cattolico. All’interno di questo luogo o conosciuto molte persone, con alcune delle quali sono ancora in contatto.

Se la memoria non m’inganna, all’inizio della mia frequentazione del forum, la prima persona che ho conosciuto è stata una signora siciliana: la signora Africa, la definii, perché molto spesso inseriva foto dei suoi soggiorni in Africa, con tutti i bambini (meravigliosi!) che incontrava lì! Fu grazie a lei che sviluppai il mio amore per quel Continente variegato e misterioso al tempo stesso.

Ma il Destino volle che tra di loro si trovasse un’Anima Pura, con la quale ho quasi fin da subito trovato un’affinità. Non dirò come si chiama, ma posso dire che parlare con lei mi servì molto; le nostre conversazioni andarono avanti per un bel po’, usufruendo dei vari sistemi di comunicazione che la tecnologia ci offriva, ed ogni volta mi piaceva apprendere dalle sue parole, aspetti della Fede che per me erano quasi sconosciuti.

Da quel momento, le nostre conversazioni andarono avanti per diversi anni, inclusi i momenti privati sul forum dove, tramite i messaggi, ci scambiavamo opinioni sulla fede. Ricordo che in più di un’occasione sul forum scrisse che di tanto in tanto andava a fare dei ritiri spirituali in un Monastero. Non nego che dentro di me la invidiassi un po’: Se non altro lei ha un pilastro saldo in cui credere, mi dicevo.

Le nostre conversazioni continuarono fino al giorno in cui  – un giorno d’estate 2008 – mi diede una notizia: si sarebbe laureata e poi – dopo aver trascorso le vacanze estive in santa pace – in autunno sarebbe entrata in Monastero. In quel momento fu come se sentissi le mattonelle sotto i piedi aprirsi in un baratro nel quale io ci cadevo dentro! Fu in quell’occasione che decisi che sarei voluto andare lì. Mi sentivo un po’ come San Tommaso: Se non vedo, non credo…

Arrivò l’autunno, e con le altre persone del forum avevamo deciso di vederci. La data fu fissata al 7 Ottobre 2008, un Venerdì, credo. Purtroppo, uscendo dal lavoro, arrivai alla stazione Termini quando i giochi erano già finiti: gli amici erano sulla banchina del treno, e di lì a poco si sarebbero separati per tornare ciascuno a casa propria. Ma, se non altro, riuscii a salutarli. Fu durante i saluti che qualcuno disse qualcosa, tale da far nascere un sussulto nel mio animo: il giorno dopo, l’8 Ottobre, la ragazza in questione sarebbe entrata in Monastero! Il mio sguardo corse alla signora Africa, forse la prima persona che conobbi sul forum: andai da lei, l’abbracciai, e mi misi a piangere sulla sua spalla… Non la ringrazierò mai abbastanza per questo!

Quell’estate 2009 tenni fede alla promessa che avevo fatto, e partii diretto verso il Monastero, che si trova in provincia di Arezzo,  che da pochi mesi accoglieva questa ragazza. Arrivato alla stazione, presi un trenino locale con il quale raggiunsi il paese, situato a circa 400/500 m in collina. Appena sceso dal trenino, ho iniziato a sentire un’aria nuova: di sicuro più pulita rispetto all’aria marina, ma soprattutto era un’aria più… spirituale.

Arrivai in Monastero e, quando mi fu aperto, la responsabile della formazione mi consentì di restare solo con lei per conoscerci. Era una ragazza come tante, vestita come una persona qualunque, con una camicetta ed una gonna lunga fino alle caviglie. Ho saputo in seguito che stava facendo il suo percorso di Postulandato, che per chi si avvicina ad una struttura religiosa per farne la propria vita, rappresenta il momento in cui può rendersi conto della vita che sta per accingere a fare. Conoscere questa ragazza fu una bella esperienza: finalmente, a delle parole potevo associare una voce ed un volto.

Durante quella settimana di permanenza lì, conobbi le Monache, ebbi modo di parlare con loro in generale, e con lei in particolare, e conoscerla. Ricordo di averle detto di quella sensazione che mi provocò quando mi disse la notizia che mi diede quell’estate. Rispose che mi capiva, perché altre persone, tra familiari ed amici, avevano avuto la mia stessa reazione, ma quella era la sua strada. Non potevo far altro che accettarlo, non avevo voce in capitolo per dirle di uscire da lì…

Durante quei giorni osservai molto le Monache: che bello era vedere sui loro volti la freschezza del sorriso, e la bellezza dei loro volti sereni e distesi… Non so dirlo con precisione, ma penso di essermi chiesto: Ma non sono mai tristi? A questa domanda rispose una di loro, che mi insegnò ad affrontare tutte le difficoltà con il sorriso. Che cosa grandiosa! Da allora faccio del mio meglio per mettere in pratica questa regola.

Ma la cosa che apprezzai molto fu la loro spiritualità. Rimasi incantato dai canti che componevano la loro liturgia durante la Messa, ed apprezzai molto il fatto di prendere parte alla Liturgia delle Ore, e pregare insieme a loro.

Sempre in quell’anno, sono tornato lì per festeggiare insieme a loro la festa di san Domenico, l’8 Agosto. È stato bello stare in loro compagnia, e degli altri Terziari, e fedeli,  nel loro giardino, e parlare e ridere, sapendo di condividere un pensiero, un ideale.

Sono tornato lì nel 2010, poco tempo dopo la sua Professione Semplice. Vederla nel Coro dietro l’altare, con le altre Monache, e con l’abito ed il velo bianco, mi sembrò così… irreale… o surreale, non lo so. Fatto sta che in più di un’occasione, lì in chiesa, piansi con i singhiozzi, e a più riprese uscii dalla chiesa, per rientrarci subito dopo essermi calmato. Quando lei uscì, a Messa finita, e mi vide piangere, mi inventai quella che forse è la scusa più banale: mi era entrato qualcosa nell’ occhio. Non so se ci credette…

Anche quell’anno tornai lì per la festa di san Domenico, ma qualcosa non andava nel mio animo: infatti, se da un lato la voglia di partire era tanta, dall’altro sentivo che qualcosa mi tratteneva. Ma cosa? Decisi comunque di sfidare la sorte, ed andare. Al mio arrivo, quando mi feci vedere in chiesa, l’accoglienza che ricevetti fu molto fredda. Mi ospitarono con loro per la cena, ma poi (se non ricordo male) più nulla. Quando, prima di partire, mi informai se c’era posto in foresteria, mi risposero che era tutta piena; per fortuna, prima di partire, ero di nuovo riuscito a trovare alloggio nel bed and breakfast dall’altra parte della piazza gestito da Marina. Ad ogni modo, ricordo che andai a mangiare un piatto di fettuccine al sugo di cinghiale ed un dessert in un ristorante che si trova lungo il corso dell’Arno. Nell’appartamento che mi riservò Marina trascorsi solo due notti, dopodiché disdii i restanti giorni (sarei voluto restare una settimana), e tornai a casa.

Negli anni seguenti realizzai il mio proposito: diventare frate! Ricordo che lo dissi subito a mamma e a babbo, ed  ebbero reazioni differenti: se la prima reagì in maniera sbalordita, il secondo apprezzò la scelta, ma mi fece presente che, ammesso che avessi veramente voluto prendere quella strada, non avrei più fatto tutti quegli incontri con gli amici che facevo allora. Molto probabilmente fu questo a mettermi la pulce nell’orecchio; e dalla precedente scelta presa, riconsiderai il tutto. In quel momento di grande cambiamento nel mio animo, di fronte ad una decisione così importante, presi coscienza di una cosa: avevo bisogno di un padre spirituale. Per questo, nel 2014, presi contatto con un frate domenicano a Roma, che ho frequentato per qualche anno. A lui espressi il mio desiderio di intraprendere il cammino domenicano. Conversando con lui arrivai al punto da optare per il percorso di Terziario. In breve tempo il frate mi inviò il nome ed il telefono del Presidente della Fraternita laica di Santa Maria sopra Minerva, che (tra l’altro) è la Fraternita più antica; lo chiamai per dirgli che avevo intenzione di frequentare il gruppo, ed aderire all’Ordine Domenicano.

In quel periodo venne eletto il nuovo Maestro dell’Ordine, fr. Bruno Cadoré. Nel fr. Bruno Cadoréperiodo in cui frequentavo quel convento, venne per conoscere le varie Fraternite di Roma. Non ricordo ora di cosa parlò quel pomeriggio; posso solo dire che incontrarlo di persona, in quel momento per me così importante, in cui stavo per intraprendere il mio cammino di Terziario domenicano, fu un bel momento. Quando lo dissi al Maestro, e lui  mi fece gli auguri per il percorso che stavo per intraprendere, fu come avere il suo benestare.

Arrivai alla Fraternita nell’Aprile 2014, ed il presidente mi introdusse, chiedendomi di presentarmi: in quell’occasione dissi come avevo conosciuto l’Ordine Domenicano, e come ero arrivato lì. Ricordo bene il giorno in cui mi presentai, e la reazione che ebbero le persone che ne fanno parte. Ma la persona che mi diede un “benvenuto” diverso fu una donna; forse è per questo che, ancora oggi, mi sento un po’ “legato” a lei…

I primi mesi lì dentro fui un semplice visitatore; poi – a Novembre 2014 – mi fu chiesto dal Presidente se volevo far parte del gruppo. Potevo rinunciare? Naturalmente no. Così, la seconda Domenica di Dicembre di quell’anno, all’interno della Messa, ci fu la mia cerimonia di Accoglienza (o Vestizione), insieme ad altre due persone, insieme alle quali avrei condiviso questa esperienza. Ricordo che fu una bella cerimonia, all’interno della quale  promisi di seguire San Domenico. Purtroppo in quel momento importante per me ero solo, e nessuno era venuto ad assistere.

Da Dicembre 2014, per un anno, c’è stato il mio periodo di Noviziato, durante il quale la Maestra di Formazione forniva nozioni di Fede. A Dicembre 2015 ho fatto la mia Promessa temporanea. Per me quello è stato un momento importante: in primo luogo perché finalmente stavo trovando una mia dimensione, un punto fermo; e poi anche perché quel giorno, a  condiviso con me quel momento, erano presente la mia famiglia, ed amici di famiglia.

foto di gruppo

A partire da quella data, per altri tre anni sarà  in vigore questa Promessa, che poi rinnoverò a Dicembre 2018 con la Promessa perpetua.

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18 pensieri su “I passi che mi hanno portato al cammino

  1. luca che toccante e delicato questo tuo percorso che hai intrapreso… grazie per averlo condiviso sul blog, è una cosa molto bella. anch io mi unisco a jesslan nel chiederti se dopo la promessa perpetua sarai frate…scusa la mia impreparazione sull argomento.
    leggere questo post mi riconferma l idea che avevo di te: una bella persona , profonda matura e tanto sensibile. ti auguro davvero ogni bene e che ogni tua scelta ti rechi solo gioia:)
    ps ho in famiglia una persona molto vicina a me … che in passato aveva intrapreso la carriera ecclesiastica ma che poi per motivazioni che nn dipendevano da lei/lui ha dovuto a malincuore rinunciarci..invidio la sua fede la sua spiritualità e il suo pensiero positivo che il bene trionfi sempre sul male… sei una delle poche persone a cui l ho raccontato…

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    • grazie daniela per le tue parole, e per essere stato prescelto per il tuo aneddoto; sono felice di meritare la tua fiducia! Non preoccuparti per la tua impreparazione su quest’argomento; per quanto posso, cercherò di esserti d’aiuto, se ne hai bisogno.
      Come ho scritto a Jess, sono già frate dal momento in cui sono stato accolto nel gruppo con il nome che ho scelto per diventare frate, quindi dal dicembre 2014.
      un caro abbraccio e unbacio grande.

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  2. Non capisco bene una cosa. Il tuo racconto mi ricorda l’amore tra Chiara e Francesco, la quale Chiara entrò nel gruppo di Francesco per emulare lui all’inizio, e poi forse convinta di quello che faceva. Quindi non capisco, scusami, se tu forse hai conosciuto lei e ti sei innamorato di lei e non potendola avere hai preso la stessa strada per amare ciò che ama lei, quindi Dio, e farti frate. Io sapevo che nella vita capita una “chiamata” di Dio alla quale non si può dire di no e credo che nel caso della ragazza il suo caso sia stato questo ( ma tu puoi smentirmi) ma nel tuo caso non ci vedo nessuna chiamata di Dio ma solo forse un modo per star vicino a lei in un modo diverso, appunto come fece Chiara con Francesco. Anni fa conobbi le suore francescane di Palermo, e una certa suor Letizia, che lo era di nome e di fatto, ma anche se loro erano serene ed erano un esempio di virtù evangelica non mi venne in mente mai di fare la stessa cosa perchè io credo che questo passo non lo decida una persona in se stessa ma Dio stesso. Almeno io sapevo che la cosa succedeva in questo modo. Non è una scelta di vita ma è un volere divino.

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    • Non mi sono innamorato di lei, ma tramite lei ho capito che un cammino spirituale era in serbo anche per me. C’è stato un momento in cui mi sono sentito diverso: taciturno, irascibile etc… questo momento mi ha portato a capire che volevo diventare frate: Dio aveva operato in me! Anche le domenicane che ho conosciuto sono persone serene e speciali… Spero di aver soddisfatto la tua risposta.

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      • Dunque tu avevi delle emozioni negative e hai pensato che facendoti frate potessi eliminarle? Sto cercando solo di capire cosa ti ha portato a questa scelta. E’ vero, alcune suore o frati sembrano sereni ma il fatto che lo siano io la reputo una cosa non scelta ma ricevuta, per grazia di Dio intendo, per sua chiamata diretta. Nel tuo caso invece vedo come una specie di fuga da te stesso, da qualcosa di negativo, che ti ha fatto pensare che nel mondo spirituale avresti trovato il modo giusto per evitare tutto quello che hai sentito. Non ci vedo una chiamata, non so se mi spiego. Non sto mettendo in dubbio la tua scelta, sto solo cercando di capirla. Io alcune volte mi sono chiesta cosa porta alcune persone a quel tipo di vita e l’unica risposta è quella che ti ho detto, cioè che è Dio stesso che sceglie e non l’uomo.

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