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Acquisto al campo

Ieri sono stato al campo; la volta scorsa, il giorno della gara e del pranzo con la pizza, per intenderci, il dirimpettaio di casa mi ha detto di avere un mirino, che poteva darmelo senza problemi, in quanto lui se ne è comprato un altro. Così gli ho detto di mettermelo da parte. Ieri mi chiede se lo volessi, e gli ho risposto di sì; ci siamo accordati per vederci al campo nel pomeriggio, tra le 15 e le 17.

20161029_170243Sono arrivato lì verso le 16, e questa persona mi ha dato il mirino; mi ha fatto vedere come si monta, e – dopo avermelo montato, mi sono cimentato a provarlo nella zona dedicata ai principianti, ed ecco cosa ne ho percepito: il braccio sinistro mi oscilla, e non riesco bene a mirare al centro. Inoltre, quando provo, le frecce mi vanno a sinistra.

Ora. Quando ho fatto il corso quei due fine settimana di maggio, l’istruttore mi ha detto che dovevo coprire l’occhio sinistro, e ho acquistato una doppia sovra lente, di cui ho oscurato la sinistra con del nastro isolante. Adesso, con il mirino, chiudo l’occhio destro. Eppure, lke frecce vanno ancora storte, a sinistra. Cosa devo fare?

Tra l’altro, mettendo il mirino all’interno della borsa, che è una tipo quelle della scuola, un po’ oblunghe, la borsa e ingrassata un po’, ed ora si chiude con un po’ di difficoltà. Ho visto alcuni arcieri che hanno degli zaini, al cui interno si inserisce il materiale, e che hanno anche un tubo, all’interno del quale inserire sia le frecce che lo stabilizzatore centrale, che sarà una prossima spesa da fare.

Beh, domani farò un salto in associazione, poiché devo ancora ritirare il tesserino della Federazione; in caso ne parlerò anche all’istruttore, per capire come devo comportarmi, e se possiamo iniziare a vederci per fare un po’ di pratica.

That’s all folks! 😉

Una bella notizia

Domenica la gara è stata interessante; venti persone circa si sono alternate, a turni, al bersaglio a 18 m.La gara è durata fino alle 14.00, ora in cui due ragazzi della pizzeria sono arrivati a portarci sei pale di pizza, ed un cartonre con supplì e crocchette. Un attimo prima, al supermercato di fronte, erano state comprate le birre. C’erano anche le castagne ed il vino rosso… Ok, la smetto, forse vi ho fatto venire fame. 😉

L’occasione della gara con il pranzo, è stata l’occasione per riprendere con l’ambiente, dopo un mese e mezzo di assenza.

Questa mattina mi è arrivato un messaggio da Carlo, l’istruttore che mi ha fatto il corso di tiro con l’arco quei due fine settimana di inizio marzo; la foto mostra il mio tesserino della FITARCO. Adesso sono un arciere vero! 😉

 

Ritorno al campo/2

Dopo un’assenza prolungata dal tiro con l’arco (l’estate a causa della calura e delle ferie, a settembre per vicissitudini varie), nei giorni scorsi ho ripreso a frequentare il campo. Chi mi ha visto in questa settimana, mi ha detto che pensava di avermi perso per strada, e che non fossi più interessato a questa disciplina. Naturalmente, a chi lo meritava, ho raccontato quello che mi era successo. E tra queste (poche) persone figurano, naturalmente gli istruttori, Carlo e Corrado. E’ stato proprio quest’ultimo  a sorprendermi oggi: quando mi ha visto, mi è venuto incontro sorridente, a braccia aperte, e mi ha abbracciato: non me lo sarei mai aspettato, davvero. A lui ho detto che sono pronto per ricominciare, e che nei prossimi fine settimana potremmo sentirci per vederci e riprendere le lezioni.

Beh, comunque: ieri, al campo, mi hanno fatto vedere che in bacheca c’è un annuncio di una gara di tiro a 18 m; per l’occasione è richiesta la divisa di società, di cui finora non ero al corrente che esistesse, e quindi penso sia il caso di acquistarla. Ma, a parte questo, per tornare alla gara di domani, io non parteciperò in qualità di arciere, ma se non altro sarà un buon momento per riprendere in mano le redini del discorso sportivo, anche solo pranzando insieme a loro. Del resto ho iniziato proprio così, la scorsa primavera. Diciamo che quella di domani sarà una ripartenza verso, chissà, un perfezionamento.

Fotografare tag

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  • Citare il blog che ha creato il Tag: Violeta Dyli del blog Opinionista per Caso 2
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1) Ha mai tagliato o bruciato fotografie del tuo ex fidanzato/a perché ti dava fastidio vederle?

Non ho ex…

2) Di solito le fotografie che pubblichi nel tuo blog, le realizzi tu o le rubi in internet?

Un po’ e un po’…

3) Quante fotografie hai realizzato negli ultimi 10 giorni?

Neanche una

4) Hai mai aperto un profilo sui social con fotografia di profilo pubblico che non era la tua immagine vera?

Questo profilo ha una mia foto, risalente al 2009

5) Quante fotografie stampi di solito ogni mese?

Molto poche, giusto quelle che mi piace tenere

6) Ti piace fotografare di più il cibo o gli animali tipo gatti, cani, cavalli?

Principalmente tramonti…

7) Che rapporto hai con i selfie, ti piace o detesti fare selfie e successivamente ti piace
condividerlo anche sui social?

Non mi piacciono i selfie…

8) Quali sono le tue applicazioni preferite che usi per la post produzione delle foto?

Non ne uso

9) Quante fotografie sono esposte in casa tua?

Non tantissime

10) Ti va di raccontarci chi è secondo te il miglior fotografo che conosci?

Non saprei….

 

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Scombussolamento serale

Giovedì scorso tornavo da un aperitivo con amici. Ero sulla metro, quando ho visto una cosa che mi ha colpito molto; addossata ad una delle porte sul lato sinistro del mezzo c’era una ragazza.

E fin qui nulla di speciale.

Aveva un’aria mogia, triste.

In quell’istante le porte su quel lato si sono aperte, e d’istinto lei si è spostata sul lato opposto, addossandosi all’apposito sostegno a lato della porta.

Era lì, davanti a me: era una ragazza carina, ma vedevo che in lei c’era qualcosa che non andava.

I suoi capelli, lunghi forse fin poco oltre la base del collo erano legati, al centro, a mo’ di treccia; i pantaloni color smeraldo erano un po’ scoloriti, e su una delle due gambe, all’altezza del ginocchio, c’era un largo buco. Indossava un giacchettino di renna leggero. Sulla spalla sinistra indossava una borsa in pelle blu aperta, dal cui interno spuntava una pochette (spero sia il termine giusto, mi riferisco ad uno di quei portafogli lunghi) rossa, firmata Christian Heach.

È stato in quell’istante che ha iniziato a piangere.

E mi si è stretto il cuore.

Non so se sia troppo sensibile, sta di fatto che in quel momento mi sarei voluto avvicinare a lei ed asciugarle le lacrime,  tranquillizzarla, chiederle cosa fosse successo…

Quella sera, il mio viaggio in metro si è concluso poche fermate dopo; quando sono sceso, lei era ancora lì, contro il sostegno. E piangeva. Dentro di me ho pregato per quella giovane donna, affinché ritrovasse presto la serenità.

Che felicità! Libri, finalmente!

Sono proprio felice! In questi ultimi giorni, in fatto di libri, ho avuto molte soddisfazioni.

Due sere fa stavo cercando un libro da portare ad un’amica; ho guardato in tutti gli scaffali, però non sono riuscito a trovarlo. Poi mi sono ricordato che stavo solo guardando la prima delle due file degli scaffali: ho scostato tutti i vari libri sui vari scaffali quando, all’ultimo tentativo, ho trovato il libro in questione: Viaggio al termine della notte, di Louis Ferdinand Celine.

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Sinossi: L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della “folla solitaria”, le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del nostro secolo: è in realtà un’opera potentemente comica, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo.

 

 

E’ stata una sorpresa, trovare accanto a questo libro, Possessione, di Antonia S. Byatt, libro di cui non molto tempo fa è stata trasmessa in televisione la trasposizione televisiva. Ma, al di là di questo, avevo proprio voglia di rileggerlo da un bel po’ di tempo. Ho provato a cercarlo per un bel po’, ma senza mai pensare che fosse in doppia fila. Ad ogni modo, adesso il testo si trova tra i miei scaffali.

possessione Sinossi: Roland Mitchell scopre in un libro appartenuto al poeta vittoriano Randolph Henry Ash due minute di una lettera indirizzata a una donna. Il tono della lettera lascia trapelare un amore insospettato. Roland scopre l’identità della donna, una poetessa e coinvolge nelle sue ricerche la collega Maud Bailey. Roland e Maud ripercorrono i passi della donna e dell’uomo vissuti un secolo prima ricostruendo una vicenda che ben presto diventa la loro. “Possessione” ha vinto il Booker Prize, premio assegnato ogni anno al miglior romanzo britannico.

 

 

Ma non è finita qui! Infatti, ieri ho ricevuto Le dee del miele, di Emma Fenu, con dedica dell’autrice. Libro che spero di leggere molto presto.

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Sinossi: “Le Dee del miele” è una storia ispirata alla realtà, che si snoda attraverso tutto il Novecento, ambientata in una Sardegna intrisa di mito e memoria. In tale contesto, in cui si fonde un universo parallelo di spiriti, fate e demoni, spetta al mondo muliebre vegliare sulla vita e sulla morte.Le protagoniste sono, infatti, quattro donne: Caterina e Lisetta, fanciulle che non si conoscono, ma che diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta; e Eva, figlia di Marianna. Sono creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, ma legate dai fili del destino fino a divenire parte l’una dell’altra, tramite un cordone ombelicale di sangue, luna, farina, miele, mistero, esoterismo e agnizioni.Sarà Eva a riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate e a scoprire il vero segreto del “dono” di famiglia.Questa è, dunque, una storia di Donne. Donne madri, forti come Dee, capaci di rinascere dopo infinite eclissi. Donne mamme, lune piene, dolci come miele. Dee del miele.

E poi, ancora in ordine, (Amazon mi ha comunicato oggi che arriverà tra il 10 ed il 12 ottobre), ci sarebbe Born to run, l’autobiografia di Bruce Springsteen… in inglese, of course! 😉 Ho deciso di acquistarla in iglese, perché da quando ho fatto la maturità non mi è più capitato di leggere libri in lingua straniera.

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Sinossi: Nel 2009 Bruce Springsteen e la E Street Band si esibirono al Super Bowl: l’esperienza fu talmente entusiasmante che Bruce decise di metterla su carta. Nasce così questa straordinaria autobiografia, a cui Bruce ha dedicato gli ultimi sette anni e dove ritroviamo tutta la sincerità, l’ironia e l’originalità a cui ci ha abituato con le sue canzoni.
Ci racconta la sua infanzia a Freehold, nel New Jersey, un luogo pieno di poesia ma anche di potenziali rischi, destinato ad alimentare la sua immaginazione, fino al momento che Bruce chiama «Big Bang»: il debutto di Elvis Presley all’«Ed Sullivan Show». Descrive il suo desiderio incontenibile di diventare un musicista, gli esordi come re delle bar band ad Asbury Park e la nascita della E Street Band. Con candore disarmante, per la prima volta Bruce illustra i tormenti interiori che hanno ispirato i suoi capolavori, a cominciare proprio da Born to Run, un brano che qui si rivela più complesso di quanto immaginassimo.
È una lettura illuminante per chiunque ami Bruce Springsteen, ma è molto più del memoir di una rockstar leggendaria: è un libro per spiriti pratici e inguaribili sognatori, per genitori e figli, per innamorati e cuori solitari, per artisti, fricchettoni e chiunque voglia essere battezzato nel sacro fiume del rock.
È raro che un artista racconti la propria storia in maniera così intensa e dettagliata. Come in tante delle sue canzoni (Thunder Road, Badlands, Darkness on the Edge of Town, The River, Born in the USA, The Rising e The Ghost of Tom Joad, per citarne solo alcune), nell’autobiografia di Bruce Springsteen troviamo l’ispirazione di un autore unico e la saggezza di un uomo che ha riflettuto a fondo sulle proprie esperienze.

Insomma, tutto ciò per dirvi che avrò un intenso inverno di letture… Ma non mi dispiace per niente!!