Recensione/80 – Lo specchio del tempo (S. Devitofrancesco)

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Autore: Silvia Devitofrancesco

Titolo: Lo specchio del tempo

Editore: ebook

(periodo di lettura: dal 30 al 31 maggio)

Tra ieri ed oggi ho letto un libro bellissimo; si tratta di Lo specchio del tempo”, di Silvia Devitofrancesco.
Il romanzo si svolge a Bari, ed è diviso in due epoche diverse: il XXI Secolo, ed il XIII; è in queste due epoche vivono le due protagoniste: Erminia e Herminia. La prima delle due è una ricercatrice, e lavora in un Museo, dove si sta dedicando ad un codice, ritrovato a Bari. E’ durante la lettura di questo codice, che Erminia viene a conoscenza della vita di Herminia. Nonostante otto secoli separino queste due giovani donne, le due sono legate tra loro da analoghe vicende, che le rendono “vittime” del loro “aguzzino”, nella fattispecie il padre in ciascuno dei due casi, che impone loro le sue scelte. Ma se Erminia troverà il coraggio di vivere la sua vita, a Herminia questo privilegio sarà negato.
Non anticipo nulla, né voglio fare spoiler; il romanzo è ben costruito, soprattutto nella costante altalena tra un secolo e l’altro; è proprio in questi costanti cambi di scena che si avverte la diversità maggiore, vale a dire quella relativa all’ambientazione: infatti, se nei capitoli di stampo medievale si avverte la cupezza del periodo, nei capitoli ambientati nel nostro tempo, si godono momenti di un po’ più ampio respiro.
Devo riconoscere all’Autrice una grande maestria nell’analisi di queste epoche che sono, sì, distanti tra di loro, ma che le parole utilizzate contribuiscono a rendere vicine tra di loro, quasi volessero assurgere l’una a completamento dell’altra.

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E’ arrivato l’arco!

Ebbene sì, avete letto bene!

Ieri mattina mi arriva un whatsapp da parte di Yuri, il ragazzo che me l’ha ordinato dato, in cui mi dicev adi vederci alle 10.30 al campo. C’è bisogno di dire che ero già lì tre quarti d’ora prima? Non credo.

Beh, insomma. Alle 10,30 è arrivato Yuri con la borsa, al cui interno c’è il mio arco, che mi ha montato, e con cui poco dopo sono andato al reparto principianti per provarlo un po’. Che emozioni averlo tra le mani!!! Unica cosa: naturalmente avevo una specie di timore reverenziale per quest’arma. Il mio istruttore, Carlo, mi ha detto che all’inizio è normale. Mi ha anche detto un’altra cosa: ecco, io non so chiudere l’occhio sinistro (qualcun altro, al campo, mi ha detto che è una cosa comune lì); per questo motivo mi ha detto di usare una pezza, o una lente total black, o comunque scura, da mettere sull’occhiale sinistro.Intanto, posso usare uno dei cencini pulisci-occhiali; non so se è possibile farla realizzare dall’ottico, ma credo di sì; ad ogni modo, mi hanno detto che è in vendita al rivenditore dell’arco.

Ma passiamo al dunque: il raiser è un Kap di colore rosso (il colore è stato scelto da me), che penso sia uno dei più buoni; non ricordo di che casa siano i flettenti; la borsa e la faretra, entrambe arancioni, sono della Avalon. Nella tasca esterna della borsa ci sono l paradita, il parabraccio, la dragona, il tubetto con la corda, e la squadretta, con cui effettuare i vari controlli sull’arco; al suo interno, invece, il cavalletto, e sei frecce molto leggere. Oltre, naturalmente, al raiser ed ai flettenti.

Visto che mi avevate chiesto di vedere una foto, vi accontento. In questa foto sono senza parotezioni, poiché l’ho montato solo per farlo vedere, ma non era possibile tirare… Tra l’altro, non sono neanche sulla linea di tiro (la linea rossa che vedete); ma non importa, perché era giusto per fare un po’ di scena… 😉

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Il Concerto di fine anno

Buongiorno a tutti/e!

Come ogni anno, con il Coro faremo il Concerto di fine anno. Quest’anno si terrà in occasione dell’ultimo giorno di una festa della parrocchia. Il programma è stato rivisto ieri, poiché il parroco si aspetta dei brani dedicati alla Madonna. Quindi, dopo una breve consultazione, ecco di seguito i brani che faremo quel giorno:

Lorenzo Perosi – Ave Maris Stella

Autore ignoto – Madre del ciel

Ludovico De la Victoria – Ave Maria

Domenico Bertolucci – Messa

  • Signore pietà
  • Gloria a Dio
  • Santo
  • Agnello di Dio

Giuseppe Verdi – O Signore dal tetto natio (da “I Lombardi alla prima crociata” atto IV – coro di crociati e pellegrini)

Benedetto Marcello – I cieli immensi

E.Drake, I.Graham, J.Shirl, Al Stillman – I believe

Un po’ di lessico

Dopo un po’ di tempo che vi parlo della mia passione per l’arco, forse è il caso di fare un po’ di chiarezza, dicendovi quali sono le componenti principali dell’arco.

Per comodità parto dalla parte centrale, il raiser. Su questa parte dell’arco si trova l’impugnatura (o grip). A lato del raiser c’è il rest, o poggiafreccia, dove si adagia la freccia dopo averla incoccata; dalla parte opposta del poggiafreccia, c’è la fessura dopve inserire il bottone, un cilindretto che svolge la funzione di indicatore direzionale.

L’arciere può essere destro o mancino; in questo caso, l’impugnatura è rovesciata, quindi il rest si troverà alla destra del raiser.La parte alta e la parte bassa del raiser si chiama tiller.

In alto e in basso rispetto al raiser, ci sono i flettenti. Nella parte alta di ciascun flettente c’è il tip, la parte finale del flettente che è provvista di una strozzatura, dove andrà inserita la corda.

La corda (serving) presenta alle due estremità due loop. Il loop è una strozzatura della corda, un cappio, che va inserito nel tip. I due loop sono di diversa dimensione; quello più grande va inserito nel tip superiore, quello più piccolo, invece, nel tip inferiore. Al centro della corda , con dei colori diversi è delimitato un piccolo spazio; questo è il punto d’incocco, dove va inserita la freccia, che poi andrà ad adagiarsi sul rest.

Per verificare che nell’arco sia tutto a posto, esiste uno strumento, una squadretta, che permette di verificare tutto ciò. Con questo strumento è possiblie prendere la misura della distanza della corda dai due tiller, e misurare il brace, ovvero la distanza dalla corda all’impugnatura.

Detto questo, concludo dicendo che mi è stato ordinato l’arco e che, in un range di sei colori (bianco, azzurro, blu, nero, rosso e silver), ho scelto il mio raiser rosso…

 

L’iscrizione

Venerdì mattina ho preso appuntamento, per Sabato mattina, al campo con l’istruttore che adesso mi seguirà, per firmare il modulo d’iscrizione alla scuola; modulo che dà diritto all’assicurazione, nel caso in cui (sempre facendo i dovuti scongiuri) dovesse succedere qualcosa. Così, Sabato mattina ho ottemperato a questo dovere: in questo mododo, presto riceverò il FITARCO Pass, ed un foglio di via, diciamo così, per portare l’arco con me.

Intanto oggi, a pranzo, Yuri, il ragazzo che lunedì mi ordinerà l’arco, farà una grigliata per festeggiare il suo compleanno che (ho saputo ieri) è stato proprio venerdì. Sarà un momento per stare insieme e gozzovigliare un po’; su consiglio di Carlo, l’istruttore che mi ha fatto il corso,ho deciso di partecipare, perché in  questo modo ho occasione di conoscere le altre persone che orbitano intorno a questo sport.

ulteriori passi

Un’altra tappa della mia avventuracon il tiro con l’arco è stata fatta.

Ieri sera sono passato al campo, dove ho trovato solo Carlo, il mio istruttore; mi ha chiesto se avevo preso l’arco, ma gli ho risposto che, arrivando tardi dal lavoro, poi si fanno le 20, e non scendo. Così, mi ha dato il numero di Yuri, il ragazzo che effettua gli ordini, e gli ho dato l’ok per inoltrarlo; lo farà lunedì. L’ultima cosa da fare è compilare il modulo d’iscrizione alla società; così, questa mattina mi ha chiamato Corrado, l’altro istruttore, quello che segue il mio amico, e domani mattina compilerò il modulo.

Adesso non vedo l’ora di avere l’arco tra le mani…

IL BLOGGER AWARD VERSATILE

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Ringrazio Marta per avermi nominato.

REGOLE, brevi e semplici:

  1. Ringrazia e indica chi ti ha nominato/a
  2. Nomina almeno 15 blogger
  3. Condividi sette fatti su di te.

Le nomine:

Lady Or

Susanna

Federica

Daniela

Francesca

Serena

Chiara

Giulianna

Laura

Chiara

Cristina

Alice Jane

Datmi da leggere

The sistersroom

Polvere di stelle

Sette cose su di me:

1 – leggo molto

2 – mi piace recensire quello che leggo

3 – mi piace camminare

4 – non ho la macchina

5 – leggo Tex da quando ero bambino

6 – non mi piace leggere libri di fantascienza

7 – mi piace molto la pasta