Un film, un libro: The Danish girl

Un po’ di tempo fa mi è capitato di leggere la recensione, e vedere il trailer di The Danish girl. Non conoscevo la storia, e così mi sono incuriosita. Pochi giorni dopo questi fatti, sono stata al cinema con la famiglia, e ho visto la locandina che ne preannunciava l’uscita imminente. Così, qualche settimana fa sono stata a vedere il film.

locandina the danish girlPer chi non conoscesse la vicenda, il film si svolge negli Anni Trenta del 1900, e narra la storia del pittore Ainer Wegener che, coinvolto dalla moglie, pittrice anche lei, si ritrova a vestire gli abiti della modella di cui sua moglie stava facendo il ritratto. Il contatto con il vestito e le scarpe della modella, lo fanno entrare in un universo che fino a quel momento era sconosciuto ai suoi sensi.

Inizia così, per Ainer, un viaggio in un mondo inizialmente parallelo, supportato dalla moglie e dagli amici…

Sono andata al cinema da sola, senza la famiglia; il film è iniziato verso le 17.45 per finire poco prima delle 20. Non è un film scontato; è molto profondo, e lascia nello spettatore tante emozioni, e tante sensazioni.

copertina the danish girlSabato scorso ero in giro per la città, sono capitata in una libreria e ho visto il libro: potevo non comprarlo? Naturalmente no!

Va bene, lo so che un buon Lettore legge prima il libro, e poi vede il film, ma questa volta è andata così! Ricordo di essere stata felicissima quando ho visto il libro lì, nell’isola centrale della libreria, assieme a tanti altri libri – molto probabilmente altre novità del momento. Volevo resistere, così ho fatto un giro, frugando con gli occhi tra gli scaffali, alla ricerca di qualche altro testo che potesse distrarmi dal proposito di acquistare il romanzo di Ebershoff, ma… non ci crederete mai, non sono riuscita a trovare nulla che potesse in qualche modo supplire quel libro. Il richiamo del libro dentro di me era forte: Acquistami… Acquistami… Potevo non tenere in considerazione questa voce? Neanche per sogno! Così, ho acquistato il libro, e sono tornata a casa felice!

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Nuovi brani del Coro

Finito il Concerto di Quaresima, il Coro si appresta a studiare nuovi brani per il Concerto di fine anno, che si terrà il 29 Maggio. Lo so che sembra mancare tanto, ma – considerati i tempi, e che ci vediamo solo una volta a settimana – alla fine il tempo si riduce di gran lunga. Beh, i brani che sono stati messi in programma sono i seguenti:

De La Victoria – Ave Maria (già eseguito al Concerto di Natale)

L. Grossi da Viadana – Exultate justi in Domino

Massimo Scapin – Quando adunque Golia

Bartolucci – Messa in Re minore

  • Signore, pietà
  • Gloria a Dio
  • Santo
  • Agnello di Dio

In lingua inglese – I believe

Due brani lirici

Il primo lo abbiamo già eseguito al Concerto di Natale, quindi bisogna solo rivederlo un po’; del secondo conosco solo il titolo; il terzo ci è stato dato un po’ di tempo fa dal Maestro; si tratta di un brano che è stato inserito all’interno di un film portoghese (Palabras y vida); non conoscevo neanche gli altri brani, né la Messa, né il testo in inglese che (per farcelo aprendere) il Maestro ci ha detto di ascoltare su Youtube la versione cantata da Barbra Streisand. Non ho idea, invece, su quali possano essere i brani lirici. Staremo a vedere! Di sicuro so che mi piace mettermi in gioco!

Buonanotte a tutti!

Recensione/77 – Cristalli (M. Bruni)

cristalli

Autore: Miriam Bruni

Titolo: Cristalli

Editore: Booksprint

 36 pag.

(periodo di lettura: 18 marzo)

Si legge rapidamente, questa silloge poetica di Miriam Bruni, Donna che dimostra di avere dimestichezza con l’Arte della Poesia.

I temi trattati dall’Autrice sono ispirati in gran parte alla vita quotidiana, alla famiglia e ai fenomeni naturali, da lei tanto apprezzati. Ma c’è qualcosa di più consistente, all’interno delle pagine di questo libricino: la presenza di Dio, pilastro nella vita dell’Autrice. La Sua presenza è principalmente messa in evidenza in due poesie, ma se si va bene a scandagliare i versi che compongono gli altri componimenti, si possono riscontrare ulteriori tracce della gratitudine che l’Autrice prova per Dio; presenza che si fa viva nei vocaboli, resi più eterei.

Con la sua dote poetica, Miriam Bruni ha reso “Cristalli” un’opera interessante, in grado di offrire al lettore un’ampia prospettiva di interpretazione.

Recensione/76 – Viola vertigini e vaniglia (M. Coppola)

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Viola vertigini e vaniglia

Autore: Monica Coppola

Titolo: Viola vertigini e vaniglia

Editore: Booksalad

Dati: 2015, 270 pag.

(tempo di lettura: 12-16 marzo)

Dopo la lettura di questo libro ho pensato: Per fortuna esistono libri come questo! Eh già, meno male!

Infatti, dopo aver letto finora testi impegnativi, c’è bisogno di leggere libri che siano in grado di stemperare la tensione. E Viola vertigini e vaniglia è proprio un libro del genere!

L’unità di azione del romanzo è Torino, città natale dell’Autrice; qui abita Viola, una ragazza squinternata, che una ne pensa e cento ne fa. Ma c’è qualcuno più squinternato di lei; le sue zie, che Viola definisce le sue zie floreali: Iris, Margherita e Delia.

Viola ha un sogno nel cassetto: pubblicare un libro. La si vede al Salone del Libro, poi presso una casa editrice, in qualità di scrittrice per bambini; ma questo che era il suo sogno più grande naufraga. Lo stesso accadrà per la cucina, un hobby intrapreso, dopo aver conosciuto uno chef. Però anche questo sogno naufragherà, fino a quando riuscirà a trovare la sua strada…

Questo è il primo libro che leggo di Monica Coppola, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa! Man mano che proseguivo nella lettura sentivo di somigliare un po’ a Viola. Leggere questo libro è stato un toccasana, perché mi ha fatto proprio ridere: a casa, oppure sui mezzi, era sempre un piacere trovarmi coinvolta nelle (dis)avventure di questa ragazza un po’ sopra le righe.

Ma il libro ha anche avuto (almeno per me) dei risvolti commoventi; infatti in più di un’occasione mi sono ritrovata a piangere, perché certe situazioni mi mettevano di fronte ad eventi passati, o a momenti che ho vissuto, e che avrei potuto vivere in altro modo.

Comunque, a dispetto di questo, il libro è proprio divertente; l’ideale per trascorrere dei momenti di svago, in completa serenità; per questo ne consiglio la lettura.

Recensione/75 – Come le donne (T. Viganò)

Tiziana Viganò - Come le donne

Titolo: Come le donne

Autore: Tiziana Viganò

Casa editrice: 0111 (digitale)

Dati: 2016

(periodo di lettura: 11/03)

Come le donne di Tiziana Viganò racconta dodici storie di donne riguardanti l’annoso problema della violenza perpetrata su loro stesse: si tratta di donne sconfitte, umiliate, offese, che però – alla fine – hanno una loro rinascita come donne liberate dal giogo dell’uomo-padrone.

Quelle narrate da Tiziana Viganò sono storie vere, suffragate da una documentazione fatta di dati e statistiche, che l’Autrice è riuscita a rendere fruibile a tutti i suoi lettori/lettrici come testo. Il fatto di essere riuscita a leggere questo testo in una giornata è dovuto allo stile adottato dall’Autrice; infatti, se – da un lato – lo stile usato dall’Autrice è semplice, dall’altro è particolareggiato; in più di un’occasione, infatti, all’interno del volume è possibile leggere su questi drammi, che oggi sono all’ordine del giorno, ma il merito dell’Autrice consiste nell’aver reso questi dati in testo di facile comprensione per l’utente finale, senza l’uso di termini complessi, facendo in modo che la lettura del volume risultasse scorrevole, priva di inciampi.