Rivisitazione e completamento definitivo

Dopo aver lasciato il racconto di Lucinda a sedimentare un po’, con il passare del tempo mi sono resa conto che non era giusto terminarlo nel modo in cui lo avevo concluso. Non era giusto che la protagonista tornasse a rivivere la vita dissoluta e miserabile che aveva vissuto fino a quel momento. Quindi, ho ripreso in mano l’ultimo capitolo e l’ho rivisitato. Non mi ci è voluto molto a scriverlo, perché avevo già in testa l’happy end: Lucinda doveva vivere una bella vita; quantomeno dignitosa, lontano dalle brutte cose che aveva vissuto fino ad allora. Così è stato, infatti.

E adesso Lucinda potrà vivere per sempre una vita serena, quella che aveva sempre desiderato!

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Recensione/71 – La vita sessuale dei nostri antenati (B. Pitzorno)

Pitzorno

Titolo: La vita sessuale dei nostri antenati

Autore: Bianca Pitzorno

Editore: Mondadori

Dati: 2015, 454 pag.

(Periodo di lettura: 12 – 20 gennaio 2016)

Premetto che ho visto questo romanzo in libreria nei mesi scorsi, ed ogni volta mi soffermavo a guardare la copertina, in parte insolita, in parte evocativa di un tempo neanche troppo lontano. E più volte ho preso in mano il libro, per poi lo abbia ripor lo tra gli scaffali, dicendomi Magari me lo farò prestare, magari lo prenderò in elettronico… Tutto questo fino a quando non ho letto la recensione scritta da Emma. A quel punto mi sono convinta, e mi sono detta che me lo sarei regalato per Natale. E così è stato!

È il primo libro che leggo di questa autrice, e devo ammettere che mi ha stupita! A sorprendermi maggiormente è stato lo stile dell’autrice, fresco, narrativo, e privo di quei fronzoli che contribuiscono a renderne ampollosa la lettura. Il testo non presenta una vasta quantità di dialoghi, e quando ci sono, questi si limitano all’essenziale; più che altro, questo libro della Pitzorno è un lungo testo narrativo, in cui vengono ricostruite le vicende di una vasta famiglia, attraverso le loro opere, esperienze sessuali incluse.

Quello presentato in questo libro dalla Pitzorno è un mondo risalente alla metà degli anni Novanta; nel narrare queste vicende, l’autrice fa sì che chi legge si renda persona spettatrice diretta di queste vicende, nonché complice, ed ascoltatrice fidata, detentrice dei segreti di cui questa grande famiglia è detentrice.

il-colore-della-memoriaLeggendo il romanzo della Pitzorno, ho avuto l’impressione che la sfumatura data dall’aggettivo sessuale presente nel titolo fosse un pretesto per far fare alla protagonista un viaggio alla ricerca delle origini della sua vasta famiglia. Infatti, mentre leggevo questo libro, man mano facevo parallelismi con Il colore della memoria, un romanzo di Care Santos che ho letto l’anno scorso, anche questo incentrato sulla ricerca delle proprie origini familiari; ad accomunare questi due romanzi contribuiscono la ricerca delle origini della famiglia, ed il fatto che tutti e due siano ambientati ai giorni nostri.

Giornata della memoria: suggerimeti d’arte per non dimenticare l’Olocausto

Scintille d'Anima

giornata-memoria

Oggi è la giornata della memoria,istituita per ricordare gli orrori dell’Olocausto e le vittime della Shoah.

Una giornata per incidere nella memoria collettiva uno dei periodi più bui della storia dell’umanità, nel quale l’uomo si è trasformato in belva, arrivando a toccare il punto più basso della propria coscienza: quando la Germania nazista, durante la Seconda guerra mondiale, decise la mettere in atto il piano di pulizia etnica che prevedeva il genocidio degli ebrei e di altre minoranze etniche e sociali, considerate “nemici dello stato”. Infatti, durante quegli anni, i nazisti crearono campi di concentramento e altre strutture carcerarie con l’obiettivo di internare i suoi prigionieri e qui, nell’impunità più totale, le SS perpetrarono la strategia della “Soluzione Finale” sottoponendo i prigionieri a violenze fisiche e psicologiche, a lavori forzati, a vessazioni e torture, a esperimenti medici crudeli e senza alcuna etica. In questo modo, negli oltre 40…

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Digressioni sul canto e l’esperienza cristiana

L’articolo che segue è stato scritto da fra Fabrizio, dei Frati Domenicani della Provincia Santa Caterina da Siena [Italia Centrale]

 

domenicani-gregoriano-medium“Sei tu che susciti il desiderio di dilettarsi col lodarti, perché ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te”
S. Agostino, Confessioni, libro I

Ci sarà certamente successo di aver ascoltato una canzone, sia essa sacra o profana, e di esserci detti: “Ho la pelle d’oca!”. Davanti a questo fatto viene a volte da domandarsi il perché, perché cioè ci emozioniamo sentendo certe cose.

Non é il caso ora di mettersi a separare la “bella” dalla “cattiva” musica. Vorrei piuttosto cercare di capire come mai ci emozioniamo profondamente quando udiamo certe melodie: ci ricordano qualcosa? Oppure forse muovono il cuore e lo fanno “volare”? Non dobbiamo arrivare ad una troppo rapida conclusione del tipo “ci portano in cielo”, perché significherebbe rispondere ad una bella domanda con un frase fatta. Perché allora non scegliere una guida, uno che ha già fatto un pezzo di strada e magari ci può dare qualche spunto per la riflessione? Proporrei di farci aiutare da Agostino d’Ippona e dalle sue Confessioni.

Egli, Agostino, non era affatto diverso da noi: é stato un uomo in carne ed ossa con le sue emozioni, aspirazioni ed una storia personale fatta di contraddizioni e lotte interiori. In tanti, nel corso dei secoli, hanno letto le sue Confessioni. Perché? Forse perché non é altro che la storia di un uomo sincero e santo, che parla di sé senza ambiguità e doppi fini.

fabrizio-cambiNel quarto libro di quest’opera, Agostino ricorda un periodo molto buio della sua esistenza. Alla morte di un suo caro amico, egli sentì la sua anima come “dilaniata e sanguinante, insofferente di essere portata da me, e non trovavo dove deporla. Non aveva pace né negli ameni boschetti né nei giochi e nei canti né negli orti profumati né nei conviti sfarzosi né fra i piaceri dei giacigli e dei letti, e neppure nei libri e nella poesia” (ibid., libro IV).

Invece nel nono libro di questo suo “diario”, parla di una grande emozione che provò a Milano quando fu battezzato. Scrive: “Quanto piansi ascoltando nella tua chiesa l’armonioso risuonare delle voci che ti levavano inni e cantici!” (ibid., libro IX). É davvero significativo quello che dice: nel passato nulla, neanche la bellezza della musica, lo poteva consolare. Ora invece si emoziona al punto di arrivare a piangere nell’ascoltare gli inni sacri!

L’esperienza di Agostino ci insegna e ci conferma nel fatto che non é la musica in sé, con le sue note e i suoi giochi armonici, a donare pace al cuore e farlo finalmente riposare. Non sono neanche i lunghi silenzi da alcuni tanto desiderati. Sentiamo e sappiamo che il nostro cuore desidera qualcos’altro, un di più che sfugge persino alla musica e al silenzio, o che quanto meno non si identifica né con l’una né con l’altro, per quanto misteriosamente vi si nasconda. É come se dovessimo andare persino oltre lo stesso silenzio e le stesse armonie musicali per trovare quello che vogliamo.

Come ai tempi di Agostino, anche oggi la Chiesa prova ad aiutarci in questo nostro cammino verso l’Oggetto del nostro desiderio dando ad alcuni dei suoi figli il compito di cantare nelle celebrazioni liturgiche. Questi cantori hanno quindi l’onore – e l’onere – di scovare e svelare ai presenti quel Qualcosa che si trova oltre i canti e i silenzi. Grazie a loro, e cantando insieme a loro, potremo sperimentare quel piacere e quel diletto di cui parlò Agostino all’inizio delle sue Confessioni: “Sei tu che susciti [nell’uomo] il desiderio di dilettarsi col lodarti”. Ciò non avverrà semplicemente perché si canta qualcosa, ma perché dietro – e oserei dire dentro – a quelle note troveremo finalmente il Perché di tutte le cose, la Causa della nostra vita e la Fonte della nostra letizia: Dio.

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Ringrazio Iris & Periplo Blog per aver creato il tag, e vitadicasaillatorosa per la nomination

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Oltre a L’angolino della Cultura, ho unicamente il mio profilo facebook; non lo ha invece il blog.

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Loriana

Orlando

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65luna

Laura

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[libri/segnalazione] – Violenza degenere, storie di donne che hanno sconfitto la paura

Scintille d'Anima

Car* followers, vi segnalo oggi un volume speciale…

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La violenza sulle donne è un argomento attuale e purtroppo in crescita e, purtroppo, è evidente che molto ancora c’è da fare, culturalmente e giuridicamente, per frenare questa escalation.

Questo volume prova ad approfondire l’argomento grazie al lavoro delle autrici, Patrizia Maltese e Roberta Fuschi, hanno impegnato il proprio talento per dar voce a quelle donne che, pur se sprofondate in un rapporto violento, sono riuscite ad uscirne.

Il libro è stato presentato il 19 dicembre a Catania, presso il Palazzo Platamone. Con gli interventi di Alessandra Mancuso (giornalista Rai1), Pina Ferraro Fazio (Consigliera di parità per la provincia di Ancona e Socia fondatrice di Thamaia) e Loredana Piazza (Presidente di Thamaia) e ora è disponibile per l’acquisto a questo link.

Da leggere.

∼ Loriana ∼


Scheda informativa

“Violenza degenere – Storie di donne che hanno sconfitto la paura”…

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4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate

Loriana Lucciarini scrittrice

Un nuovo progetto che si realizza: nasce 4 Petali Rossi

cop costruita

Ciao a tutti, sono emozionata nell’annunciarvi che un nuovo progetto editoriale si è realizzato: l’antologia “4 Petali Rossi, Frammenti di storie spezzate” (Arpeggio Libero editore), scritta a più mani con le 4writers: Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco e ovviamente me, Loriana Lucciarini è di prossima uscita!

Dopo quasi due anni di gestazione abbiamo trovato un editore illuminato che ha deciso di sostenerci e il ricavato delle vendite sarà destinato alla realizzazione della “Casa delle Donne nella Marsica” del centro antiviolenza di BeFree.

Ci tengo a precisare che noi autrici e Mary Di Mise, la grafica che ha realizzato la copertina, abbiamo donato gratuitamente il nostro talento perché sensibili al tema.

Volete maggiori informazioni sul progetto e l’antologia? Andate qui

4 Petali Rossi - header

Posso essere orgogliosa? 😀

Ora attendo solo di potervi dare il link all’acquisto, che sarà attivo tra qualche…

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