I nuovi acquisti librosi

Quest’anno non ho ricevuto libri per Natale…. O meglio, uno sì: quello che mi sono regalata. Vale a dire La vita sessuale dei nostri antenati, di Bianca Pitzorno.

Pitzorno

 

Non l’ho ancora iniziato, perché intanto sto portando avanti la lettura di San Domenico di Guzman, di padre Raimondo Spiazzi, O.P. Il libro in questione è una biografia sul fondatore dell’Ordine dei Predicatori (i Domenicani), e sulla diffusione dell’Ordine in Italia, e in Europa.

E’ la seconda volta che lo leggo; la prima, è stato tanti anni fa, quando sono entrata in contatto con quest’Ordine, e ne sono rimasta affascinata.

 

Ma comunque. Dicevo che mi sono regalata il libro della Pitzorno. Nel frattempo, nei giorni scorsi è uscito anche L’ombra della montagnShantarama, di Gregory David Roberts. Il libro è l’attesissimo seguito di Shantaram.

Ho acquistato il primo volume appena uscì, e ne rimasi folgorata: bellissima l’avventura di questo detenuto cheintraprende una nuova vita nel misterioso continente indiano, di cui descrive odori, sapori e colori. Di questo libro, anni fa si parlò che sarebbe stato trasposto in versione cinematografica. Ho appreso poco fa, che i diritti sono stati acquistati da Johnny Depp, ma per ora ancora non si sa nulla di questo progetto.

Poco male, però! Oggi, l’autore torna in libreria con il seguito di questo libro che ha emozionato tante persone. Inutile dire che lo stavo aspettando anchio… 🙂

L'ombra della montagna

Visto che il primo volume mi aveva entusiasmata, immagino che anche il sequel non mi deluderà! Sono troppo curiosa! Pensandoci bene, però, forse dovrei rileggere il primo, e di seguito, leggere questo, di modo che possa riprendere le fila della storia… Mi sa tanto che farò così, anche se questo significa aspettare ancora un po’ prima della lettura…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Recensione/69 – Il viaggio (M. R. Spingardi)

Il viaggio

Titolo: Il viaggio

Autore: Mara Rosaria Spingardi

Editore: EGC Edizioni

Dati: 2015, pag. 101

 (periodo di lettura: 17-20 dicembre 2015)

Il viaggio è una raccolta di poesie scritte da suor Maria Rosaria Spingardi. Si tratta di un libricino che consta di venti-trenta poesie, messe insieme dalle sue consorelle domenicane dopo la sua morte. In queste poesie si trova l’essenza dell’autrice: una Donna semplice, umile, che prova meraviglia di fronte ai fenomeni naturali, ma anche una donna che, dopo molti anni, prova sempre la stessa Gioia di essere al servizio di Dio. Il libro è diviso in tre parti, ciascuna delle quali presenta delle brevi introduzioni alle poesie che il lettore leggerà subito dopo. Inoltre, a separare la prima parte dalla seconda, e  la seconda dalla terza, contribuiscono dei disegni in turchese, realizzati da suor Paola.

Il viaggio, la poesia che dà il titolo a questa raccolta, si trova esattamente a metà del volume, rappresentando così uno spartiacque tra la sua esperienza di monaca domenicana a Lecco prima, e a Bergamo poi, e quella nel Monastero di Pratovecchio, vicino Arezzo, dove è rimasta fino alla fine dei suoi giorni.

Ho visto suor Maria Rosaria nel 2009, durante la mia prima visita al Monastero di Pratovecchio; era una persona provata, vittima, anni addietro, di una tetraparesi, che l’ha poi costretta sulla sedia a rotelle. Non si può dire che l’abbia conosciuta realmente, poiché mi limitavo solo a salutarla, e non ho mai avuto con lei un vero dialogo; cosa che ora rimpiango molto.

Recensione/68 – Le nuvole nel cuore (G. Amato)

Le nuvole nel cuore

Titolo: Le nuvole nel cuore

Autore: Giusy Amato

Editore: Viola Editrice

Dati: 2015, pag. 190

 (periodo di lettura: 11-16 dicembre 2015)

Ho trovato questo libro per caso, mentre curiosavo all’interno di un mercatino di libri usati. Ne avevo sentito parlare sui social network, e mi era venuta la curiosità di leggerlo. Così, l’ho acquistato.

Le nuvole nel cuore narra la storia di due coppie, ciascuna con i loro problemi di violenza e maltrattamenti sulle donne. Tema portante del libro è il femminicidio, il cui simbolo da tempo è rappresentato dalle scarpe rosse. E sono proprio le scarpe rosse, che compaiono in alto, nella copertina; e che poi si troveranno per ogni pagina del romanzo. Perché di questo si tratta: far prendere consapevolezza al lettore che la violenza sulla donna è reale, è ancora presente nella società del XXI Secolo.

La storia non ha un’unica unità aristotelica di azione, bensì si svolge nelle varie città d’Europa, ed in questo alternarsi di località, il lettore assiste a tutta una serie di emozioni, sensazioni dei vari protagonisti, che talvolta non sono facili da prendere.

L’autrice riesce abilmente a descrivere quello che caratterizza i personaggi, e a porre l’attenzione sulla tematica del femminicidio. Ma questo pianto corale, espresso dalle voci delle protagoniste, non resterà inascoltato, e alla fine i personaggi vivono il loro momento di resurrezione.

Le Dodici notti di Natale ~ The Twelve Days of Christmas

Racconti dal passato

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Questa usanza si perde nei tempi, ma è rimasta famosa a causa di un canto natalizio conosciutissimo: “The Twelve Days of Christmas” ed esso si rifà proprio a questa tradizione.

12-days-of-christmasLa musica è di origine ignota, benché presente in area britannica e scandinava già nel XVI secolo. L’esistenza di versioni francesi ancora più antiche (e il riferimento alla pernice che fu introdotta in Inghilterra solo attorno al 1770) fa però presumere un’origine francese. All’inizio del XX secolo, Frederick Austin scrisse un arrangiamento, che è quello usato modernamente, dove inserì una propria melodia dal quinto verso (“golden rings”) in poi.

Il testo è una filastrocca infantile pubblicata per la prima volta nel libro Mirth without Mischief (Gioie Innocenti) a Londra nel 1780. Doveva essere recitata da alcuni giocatori in circolo nel corso di un gioco di memoria in cui i giocatori recitavano a turno un verso della filastrocca, in sequenza. Anni…

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Recensione/67 – Il dolore sordo (A. Marinelli)

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Titolo: Il dolore sordo

Autore: Aldo Marinelli

Editore: La mia Ostia

Dati: 2015, pag. 144

(periodo di lettura: 7-10 dicembre 2015)

Ho conosciuto Aldo poco tempo fa, ad una presentazione, all’interno della quale mi sono trovato per puro caso. Fino a poco tempo prima, avevo letto qualcosa sul suo romanzo sui siti che parlano di libri, o sui social network. Così, incuriosito, sono rimasto a sentire. Naturalmente, alla fine, ho acquistato il libro, che ho letto poco tempo dopo. Durante questa, sono rimasto colpito da quanto Aldo sia una persona semplice, umile, che ama quello che fa. E quello che ama fare lo si può trovare all’interno del romanzo, che è intriso di riferimenti di questo tipo, anche alla sua città, pur non nominandola mai.

Il dolore sordo è un romanzo autobiografico; è una storia che ha dei risvolti dolorosi, ma che non lascia l’amaro in bocca, in quanto alla fine il protagonista tornerà a risorgere. Andrea, il protagonista di questo romanzo, nonché alter ego dell’autore, si ritrova a dover fare i conti con un passato che presenta molti lati oscuri. A rimettere insieme le tessere di questo puzzle contribuirà il padre, che si rifà vivo dopo molti anni di assenza, e racconterà l’intera vicenda a suo figlio.

Questo romanzo è una storia a due voci; anzi, ad essere sincero, a tre. Le voci in campo, infatti sono quella di Andrea, quella del papà, e quella dell’io bambino di Andrea, i cui interventi l’autore ha voluto scrivere in corsivo, con l’intento di creare un contrasto con l’Andrea adulto. Quello tra Andrea ed il suo essere bambino è un dialogo talvolta non semplice, che spesso farà nascere molti dubbi nell’Andrea del tempo attuale.

Pur scrivendo di un tema scottante, e di non facile narrazione, l’autore usa un linguaggio semplice e scorrevole, tale da renderlo di facile fruibilità a tutti.

Recensione/66 – Donne che amano troppo (R. Norwood)

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Titolo: Donne che amano troppo

Autore: Robin Norwood

Editore: Feltrinelli

Dati: 2013, € 9,00

 

Donne che amano troppo è un cazzotto nello stomaco, che affonda fino a lasciarti inerme. È un saggio di psicologia, all’interno del quale l’autrice spiega in maniera dettagliata le motivazioni che portano le donne ad amare troppo. Donna che ama troppo è colei che è portata a dare tutta se stessa, anche ad umiliarsi, rendendosi preda delle angherie del partner.

Sono, dunque tutte storie al femminile, quelle che la Norwood racconta all’interno del libro. Ma non ci sono solo le donne: la parte centrale, infatti, è dedicata agli uomini. Quello che ne viene fuori da questo raffronto con quelle poche esperienze maschili che l’autrice esamina, è che sia gli uomini che le donne tendono a trovarsi un/una partner con le quali sentirsi in un rapporto di complementarità.