Intervista

Su richiesta della cara amica Loriana, ripubblico questa intervista

Da mEEtale a Baldini&Castoldi, il cammino dello scrittore Nicky Persico – intervista

giornaleApriamo le nuove rubriche di questo blog di mEEtale ospitando Nicky Persico, autore Baldini&Castoldi.

Spaghetti paradiso è il suo romanzo d’esordio: uno smart-thriller pubblicato nel 2013.

La storia di Spaghetti paradiso è quella di Alessandro, avvocato praticante, “inesperto e anche un po’ maldestro, si ritrova coinvolto nella difesa di due donne molto differenti tra loro per età ed estrazione sociale, accomunate dal fatto di essere entrambe vittime di violenza. Si dipana da qui, condito da intriganti commistioni culinarie, un fitto intreccio di storie e di persone che, tra suspense e istanti di serenità, si addentra nel fenomeno dello stalking e della manipolazione attraverso un susseguirsi di eventi destinati a rivelare realtà insospettabili. In una fascinosa Puglia raccontata in modo quanto mai originale, Nicky Persico conduce per mano il lettore in un mondo di individui pericolosi – nemici invisibili eppure sotto gli occhi di tutti, invidiosi della vita e della vitalità delle vittime che perseguitano – proponendo la ricetta che il suo protagonista ha ideato per trasformare ingredienti banali in filosofia di vita: gli spaghetti con il Paradiso.” (cit. IV di copertina)

Il romanzo ha ottenuto un successo unanime di critica e lettori, grazie all’efficace stile narrativo e alla tematica forte e attuale affrontata attraverso un’ottica innovativa. Nicky Persico infatti non ne parla come addetto ai lavori ma lo fa in modo diverso: a dar voce alla sofferenza dell’inferno stalking sono le donne; tutte le figure femminili infatti sono portatrici di informazioni, emozioni e risposte verso il tema della violenza. La donna chiave del romanzo è Lara, “colei che farà da guida ad Alessandro sulla conoscenza profonda della solitudine delle donne perseguitate.” – scrive Alessandro Cannavale nell’articolo pubblicato il 15 ottobre di quest’anno su IlFattoquotidiano.it – “(…) che si trova ad aiutare le vittime facendone una ragione di vita per una tragica esperienza passata, svelata alla fine del romanzo. La felice combinazione di narrazione innovativa ed efficacia preventiva, riconosciuta da diverse lettrici, vittime di molestie,” – prosegue Cannavale – “ne fanno un caso letterario. Molte le testimonianze di donne che hanno tratto un grande giovamento dalla lettura di Spaghetti Paradiso, dopo aver vissuto la notte della violenza e del silenzio, nel loro percorso di riappropriazione di libertà e consapevolezza. È sempre Lara a spiegare come agisce lo stalker ” – conclude, infine.

Il tema della violenza sulle donne è caro all’autore che, oltre ad averne scritto approfonditamente in vari testi, lo vede impegnato attivamente in battaglie sociali e civili: Nicky Persico si è fatto addirittura promotore, nel 2013, di una proposta di integrazione di legge per contrastare gli omicidi conseguenti a stalking.

L’autore ha poi collaborato alla sceneggiatura di alcuni cortometraggi; il suo Teresa dondolava è diventato un film corto della Film Found Family, con la partecipazione di Davide Ceddia, Justy De Veuto e Domenico Tacchio e la colonna sonora dei Camilloré. Tratta il tema della disabilità, con una fotografia di alcuni equilibri sociali, ed è stato insignito del “Premio Piedigrotta Barese”. Ecco il promo qui 

Un libro, un sogno è il corto successivo, uscito nel 2014, in cui Persico rinnova la sua collaborazione con Andrea Ferrante, curandone la sceneggiatura.

Nicky è ormai uno scrittore affermato nel panorama letterario italiano e ha partecipato a iniziative culturali e numerosi importanti festival. Tra gli altri, gli è stato conferito il Premio “Città di Monopoli” per la cultura, e con Spaghetti Paradiso ha vinto il Premio Letterario Internazionale “Giallo Garda”.

Sono certa che molti di voi hanno seguito con interesse la sua fulminante carriera.

E sono anche certa che per molti di voi questa presentazione forse non era neanche necessaria.

Ma per i mEEtaler iscritti da poco era quantomeno doverosa.

E poi… vi anticipo che adesso dirò alcune cose che di sicuro non sapete. Anzi, farò di meglio: lascerò a Nicky il compito di raccontarvele… :-) Quindi ora saluto e accolgo l’autore tra le pagine di questo blog.

nicky persico

Ciao Nicky, benvenuto.

Grazie a voi. Sono onorato.

Nicky, tu sei uno storico utente di mEEtale e i tuoi racconti in lettura gratuita sono molto cliccati. Nonostante le tue affermazioni letterarie, nel tuo profilo ti descrivi semplicemente così: “Scrivo, ogni tanto…” Insomma non ti dai arie. Ma davvero il successo non ti ha cambiato?

Io sono sempre lo stesso, e faccio di tutto per mantenere le cose come sono, in me. Non avevo mai pensato di scrivere qualcosa – salvo ragioni di lavoro, ovviamente – perché lo leggesse qualcuno. Fino al 2010, quando è iniziato tutto. In realtà ho scoperto che ‘tutto’ è iniziato molto prima, perché il passato di ognuno di noi è in ogni cosa che si scrive. Certo, un percorso interiore c’è stato, in questi anni. Ho dovuto confrontarmi con realtà che non conoscevo, con le logiche e le tante cose che gravitano attorno alla galassia dei libri. Un po’ di trambusto, qualche interrogativo, e poi la risposta: tutto sta nelle origini. Perderle di vista è un errore gravissimo, e non ci si diverte nemmeno più. Comunque non sento di essere ‘affermato’, sinceramente. Sono passato dall’essere uno che scrive ogni tanto ad uno che scrive ogni spesso, ma sempre “uno” qualsiasi resto.

Hai definito mEEtale “una terra che sta in cielo, sospesa a mezz’aria da un filo invisibile, fatto di amore per le parole. Su quella terra, una spiaggia assolata, in un mare di emozioni, dove si incontra chi vi è perdutamente naufragato.”

Il tuo è senz’altro un omaggio importante a questa piattaforma e attesta il legame che hai con la community. La domanda quindi è d’obbligo: cosa ti ha dato mEEtale in questi anni?

Tanto. L’entusiasmo, l’accoglienza. MEEtale è un posto dove arrivi con il tuo bagaglio di credenze e sogni, posi lo zaino e loro ti accolgono. Non ti giudicano, non ti chiedono “chi sei”: ti danno un benvenuto festoso. Credo che i primi passi, per chiunque scrive, siano fondamentali. Quando si crea, ci si espone, si è fragili. Incoraggiare o scoraggiare per sempre qualcuno a volte è questione di impercettibili accadimenti: con mEEtale ti senti accettato per quel che sei, e ti viene data la possibilità di uscire allo scoperto. E’ qualcosa di importante, secondo me. Per me lo è stato. Un luogo che esiste a metà tra mondi fatti di manoscritti nel cassetto e libri tradizionali: una terra di mezzo. E lo fanno per amore, raccogliendo le emozioni di tutti i naufraghi che si lanciano nel mare dello scrivere, e approdano su questa spiaggia assolata.

mEEtale è una vetrina indiscussa per gli scrittori. Lo attesta il fatto che molti mEEtaler, dopo aver pubblicato i propri scritti in rete, hanno ottenuto un contratto editoriale con una casa editrice. Ma mEEtale offre qualcosa di più rispetto alle altre piattaforme simili: la community. Questo luogo straordinario è, infatti, la fucina della sinergia creativa che coinvolge gli iscritti: lo scambio di idee fra lettori e autori e, soprattutto, la collaborazione che nasce fra questi ultimi fanno di mEEtale un luogo davvero unico di crescita e confronto.

Quindi, riallacciandomi a quanto hai appena detto, ti chiedo: quanto è importante per uno scrittore (aspirante o affermato) il confronto con gli altri “colleghi”?

E’ fondamentale. Ho sempre percepito una visione ‘aperta’, e delle belle e rassicuranti pacche sulla spalla praticamente di tutti. Non insana competizione, quindi, ma felice condivisione. Ho letto molte cose a mia volta, e con lo stesso spirito, scoprendo opere che mi sono piaciute da morire, e l’ho esplicitato. Bella storia, ragazzi. Bella storia.

In una intervista trovata in rete, dichiari che la spinta a scrivere e a ragionare seriamente sulla tua identità di scrittore è arrivata solo dopo il commento di un’autrice italiana affermata, che ti ha invitato a coltivare il tuo talento.

Quindi anche tu, come molti di noi , avevi difficoltà a prenderti sul serio. Come è avvenuto il processo grazie al quale hai finalmente preso consapevolezza nelle tue doti letterarie e ti sei “buttato” nel confronto e nella condivisione dei tuoi scritti? MEEtale è stata determinante in questo?

Si, è andata così. Lara Cardella mi ha dato tanto. Ed è sempre stata certa che Spaghetti Paradiso avrebbe avuto successo: lo ha anche dichiarato pubblicamente e in rete esistono ancora, queste sue affermazioni. Ed è stata la prima persona che ho sentito al telefono, il giorno della firma del primo vero importante contratto: “Bene: io sapevo già, che sarebbe accaduto. Adesso però mettiti tranquillo e ascoltami, perché devo dirti qualcosa che non ti piacerà”. Mi ha predetto tante cose non bellissime che poi si sono puntualmente verificate, in questi anni. Ma non hanno importanza: conta il fatto che lei abbia voluto essere una guida, e avvisarmi. Lara è una persona assolutamente straordinaria per la sua infinita umanità, oltre che per altre doti. Ho cercato di imparare questo, principalmente. Nel percorso, però, anche mEEtale è stato strategico, oggettivamente. Una tappa, un supporto, un tramite: irrinunciabile.

Tu che ce l’hai fatta, cosa ti senti di dire agli scrittori di questa community che aspirano ad emergere?

Che io non ce l’ho fatta, e che non ce la farò mai. Che il libro più bello sarà sempre il prossimo, e che scrivere significa lavorare su sé stessi. La penna è un mezzo espressivo, ma l’origine di ogni cosa è nella testa. Questo dico a me stesso, e questo mi sento di dire a loro.

Nonostante i tuoi mille impegni in questi anni non hai mai smesso di pubblicare sulla nostra piattaforma. In lettura gratuita, infatti, sono presenti alcuni racconti brevi e poesie. Testi intensi e profondi, che sono una commistione alchemica tra poesia e prosa, scritti con parole di vetro, dal profumo dolce amaro, intrisi di malinconia o amore: “A perdifiato”, “Cane leone”, “E mi manchi”, “Il paradiso degli eroi”, Il volo”, “Mai”, Qualcosa di te”, “Tema”.

Sei quindi un utente attivo, anche se ultimamente sei stato un po’ latitante. Quando ti potremmo leggere di nuovo su mEEtale?

Io spero prestissimo. Non avete idea di quanto ho sofferto – credetemi – a dover rimuovere alcuni racconti che finiranno in un libro. Mi è sembrato un gesto di ingratitudine, e spero di essere stato compreso. Ma la straordinarietà di questa piattaforma – per questo motivo racconto questa circostanza – è anche la libertà di mettere, togliere, modificare: conservare la proprietà di quel che hai creato. Che vi dicevo?: una terra di mezzo.

…Già che ci siamo puoi darci un’anticipazione su che genere di scritto pubblicherai su mEEtale? Sarà qualcosa legato a Alessandro Flachi, il protagonista di Spaghetti paradiso? Un breve nuovo racconto? Un antefatto?

Posso affermare con certezza granitica che non ne ho la più pallida idea. Scherzi a parte, sarà una cosa come sempre onirica, concreta, e anche piuttosto lunga pur essendo molto breve. Qualcosa che sarà al 50% un saggio, al 50% romanzo, 50% poesia, 50% racconto breve e il restante 50% testo comico. Ne sono sicuro al 250%.

Parliamo ora dei testi presenti su mEEtale. Li ho letti con interesse e tra tutti volevo soffermarmi su “Il paradiso degli eroi”, un testo scritto in prosa ma denso di poesia, dedicato agli eroi quotidiani e a volte silenziosi… Anche in questo breve scritto si attesta la tua attenzione alle tematiche sociali, in questo ti aiuta la tua professione o è il tuo sentire istintivo che ti porta a comporre queste storie?

Io cerco sempre di raccontare qualcosa che mi ha colpito, stupito, interessato. E poche cose ti sorprendono come accade quando guardi attentamente il mondo che ti circonda, dato che lo facciamo sempre meno. Sappiamo tutto di persone che non abbiamo mai incontrato, e nulla di altre che ci sono accanto quotidianamente. Spesso si dice che io sia attento alle tematiche sociali, ma in realtà non so bene cosa significhi, questo. Io sto attento alle cose che succedono agli altri perché io sono “gli altri” di qualcun altro. Noto le cose, guardandole, e a volte mi viene voglia di raccontare come ho vissuto tutto questo.

Il discorso vale anche per “Tema” (che personalmente ho apprezzato molto) e per “Il volo”. Quest’ultimo racconta la storia vera di Carmela ed è una vera pugnalata nell’anima. Ci vuoi dire qualcosa sulla nascita di questi testi?

Grazie per l’apprezzamento, ne sono onorato. Tema è venuto fuori dai ricordi, da un passato dimenticato troppo in fretta: pieno di cose non sempre positive, ma anche di tanti sogni, che ora sembrano volatilizzati: volevo raccontarli ancora, lasciarne traccia. Per “iI Volo”, invece, ho voluto provare a immaginare cosa pensasse, Carmela, chi era prima delle tragiche vicende che ne hanno segnato irreversibilmente la vita spingendola a lanciarsi nel vuoto. Ho voluto provarci, almeno, e trovare il modo per raccontare il suo dramma: una pugnalata, sì. Vorrei servisse a non farla dimenticare.

Il racconto che ho trovato davvero struggente e bellissimo è “Mai”, pubblicato da te nel 2012. In questo testo le parole si susseguono incessanti e sono capaci di trascinare chi legge dentro attimi d’esistenza che graffiano l’anima, lasciando un senso di malinconia dolorosa, pur con quel brillio di speranza. Come hai lavorato per limarne la prosa affinché le emozioni arrivassero così potenti al lettore?

Io non ho tutte le rotelle a posto, è cosa nota. Ebbene, praticamente tutto quello che ho scritto su mEEtale è stato scritto di getto e pubblicato pressoché senza nemmeno rileggerlo. Una volta mi sono anche scusato nei commenti, per questo, specificando che alcuni piccoli errori contenuti nel testo li conoscevo, ma che mi rifiutavo di correggerli. Non so spiegare le ragioni di questo mio fare, ma dal mio punto di vista è una sorta di omaggio alla spontaneità. E al fatto che su mEEtale puoi essere chi vuoi, senza limiti né condizioni. E allora puoi trovare anche la purezza di certe narrazioni, e magari piccoli errori in testi però “capaci di trascinare chi legge dentro attimi d’esistenza che graffiano l’anima, lasciando un senso di malinconia dolorosa, pur con quel brillio di speranza”. Ancora una volta, naturalmente, ringrazio dal profondo per l’apprezzamento. La prosa, soprattutto in quel racconto, è venuta da dentro, da sola. E’ una strana stazione, quella descritta nel testo, ma è un appuntamento, e un dolcissimo ricordo di qualcuno che è partito senza andarsene mai.

C’è una domanda che mi interessa farti. Quella che, prima o poi, in un’intervista viene posta e che sembra banale e quasi scontata. La domanda che, invece secondo me, permette di poter dare all’autore interpretazioni personali e mai ovvie, per aprirsi alla comunicazione con il lettore. Sei pronto? Eccola: cos’è per te essere scrittore?

Certo che sono pronto. E affermo con totale convinzione che non lo so, ma sono certo che col tempo non lo saprò mai. Penso solo che si possa essere scrittori quando non si riesce a trattenersi dal dire qualcosa che si sente dentro, anche se ti hanno commissionato di redigere le istruzioni di cottura per l’etichetta degli spaghetti: “Immergere gli steli di grano lavorato nell’acqua che ribolle orgogliosa dopo essere entrata in contatto con un pugno di sale. Delicatamente, perché sta sognando di essere un piccolo mare, e lasciare che essi la assorbano per otto minuti, divenendo morbidi per attitudine ad abbeverarsi della pioggia. Servire questo dono della terra con amore e gratitudine, perché è sacrificio che consente la sopravvivenza”. Ma io prima o poi lo saprò, cosa vuol dire essere scrittore. Forse.

Un’ultima piccola informazione ce la concedi? Stai lavorando a nuove idee? Ce ne vuoi parlare?

Tra poco viene pubblicata una cosa molto particolare. Si chiama “HAIR”, e ho scelto questo titolo perché ho voluto evocare lo spirito del musical da cui prende il nome, poi ripreso da Milos Forman che “ne volle fare una trasposizione cinematografica nel 1979. Questo in quanto “lo spirito Hippie su cui si era basato il musical teatrale del ’67, “testimonianza ingenua ed entusiasta di un’epoca precisa”, si era ormai ampiamente esaurito e “i giorni di pace, amore e musica si erano persi nel vortice di guerra, cinismo e droga”, come cita Wikipedia. Ecco, io vorrei trarre fonte da queste riflessioni, e invitare ad un recupero del tempo, dei sogni. Ed al contempo azzerare la distanza tra scrittore e lettore. “HAIR” è un testo pieno di ‘cose’, che riesce difficile contestualizzare in uno o più generi. Io le chiamo ‘parole’, che definirei “impronte” a sottolineare l’unicità di ogni scritto, contestualizzate in un oggetto/libro che deve trasportare la suggestione interferendo il meno possibile attraverso caratteristiche particolari che inviteranno a sfogliarlo, gualcirlo, portarlo con sé. Le copie avranno tutte degli elementi che le renderanno uniche e originali, pochissime maiuscole e punteggiatura ridotta all’essenziale, oltre all’assenza dei numeri di pagina. Insomma, uscire dagli schemi: provare ad azzerare le convenzioni. E tutto questo grazie a Carla Palone, editrice Gelsorosso, con la quale è nata l’idea. “HAIR” non è stato sottoposto al vaglio di nessun altro editore, perché sentivo di volerlo fare con loro. E ho grande entusiasmo, per questa pubblicazione. La ‘prima’ si terrà il 18 novembre al teatro Abeliano, e “non sarà ‘solo’ una presentazione” – come dice sapientemente l’editor Veronica Vuoto – ma un momento di condivisione, confronto: una occasione per stare insieme, soprattutto. Con le meravigliose ‘voci’ di Vito Signorile, Mauro Pulpito e Davide Ceddìa che si sono prestati ad alcune letture. Insomma, una rivisitazione dell’intero percorso del libro, per provare a riscoprire tutto.

Intanto è quasi pronto il prossimo romanzo, in fase di editing (sono un tantino in ritardo, ma giuro che faccio presto), e altri due libri in lavorazione. L’anno nuovo, naturalmente. Flachi andrà un po’ in pausa. Ma ci sarà qualcun altro, che vorrei farvi conoscere…

Nicky, volevo ringraziarti a nome di tutto lo staff di mEEtale per essere stato qui con noi oggi.

Grazie per la disponibilità con cui ti sei fatto coinvolgere in questa intervista e per la pazienza con cui hai risposto alle mille domande della sottoscritta.

Il blog di mEEtale ti ospiterà volentieri qualora tu voglia tornare a trovarci per raccontarci novità relative alla tua carriera letteraria, in modo da poterle condividere con tutta la community.

Intanto ti facciamo un grande in bocca al lupo per i progetti futuri!

A presto!

(articolo e intervista a cura di Loriana Lucciarini)

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