Recensione/63 – Lo strano caso dell’apprendista libraia (Deborah Meyler)

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(periodo di lettura: 02 ottobre – 23 ottobre)

Ho finito di leggere Lo strano caso dell’apprendista libraia proprio oggi, e me lo aspettavo diverso. Forse, dato che nel titolo compaiono quelle due parole, strano caso, mi spettavo un thriller. O quanto meno un giallo. Nulla di tutto ciò. Infatti il libro è un romanzo con velati tratteggi rosa.

Il libro racconta la storia di Esme Garland, giovane donna di New York, che inizia a lavorare presso una libreria, La Civetta. Qui instaura un buon rapporto con i gestori, ma anche con i senzatetto che, di tanto in tanto, la frequentano.

Ma non si parla solo di libri. Infatti Esme è una giovane donna incinta. Se nella prima parte l’autrice incentra la narrazione sulla libreria, nella seconda è focalizzata più l’attenzione a quella mamma in divenire che è la protagonista di questa storia; l’autrice farà seguire al lettore le varie fasi importanti che preludono e che seguono il diventare mamma, con tutte le cose belle che ciò comporta. L’autrice descrive questi momenti, in modo tale da dare l’opportunità al lettore di essere lì, con Esme, ed osservarla mentre dà il latte, oppure guarda la bambina, e tanto altro: è la parte in cui si fa strada molta dolcezza, immaginando gli atteggiamenti dolci di Esme con la figlia.

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