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What are you reading? Cosa stai leggendo?

Come saggistica, sto leggendo la Guida alla conoscenza della Bibbia, di Luciano Manicardi; devo scegliere un nuovo libro di narrativa.

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Questa notte ho finito di leggere Arab jazz, di Karim Miské (recensito qui)

What do you think you’ll read next? Sono incerto se rileggere Possessione, di Antonia S. Byatt (che ricordo che mi era piaciuto molto), oppure The tower, di Kathleen McGee

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Recensione/335 – Arab jazz (K. Miské)

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Autore: Karim Miské

Titolo: Arab jazz

ISBN: 978-88-6411-879-6

Editore: Fazi Editore

Prima ed.: maggio 2013

Prezzo cartaceo: € 16,00

Dati: 2013, pag. 314

Sinossi: Parigi, XIX arrondissement. In una notte di giugno Laura, hostess sulla trentina, viene uccisa in casa sua. L’inquilino del piano di sotto è Ahmed Taroudant, trentenne anche lui, affetto da depressione cronica. Il suo miniappartamento è pieno di romanzi gialli acquistati da Monsieur Paul, il libraio sotto casa, e le sue orecchie ascoltano tanta buona musica. Sembrerebbe proprio lui – capelli un po’ crespi, labbra carnose, sguardo dolce – l’omicida perfetto. Eppure quando i due tenenti incaricati del caso, la rossa Rachel e il silenzioso Jean, bussano alla sua porta, bastano poche battute per capire che la soluzione non può trovarsi tanto vicino. I due poliziotti, ben distanti dall’immaginario dato dalla divisa, cuori solitari e spiriti critici, sono inchiodati su un caso in cui i potenziali assassini sono troppi. Fino a quando inizia a dipanarsi un filo che parte dalla comunità dei testimoni di Geova e si collega alla diffusione di una nuova droga, il Godzwill. Lo scenario che fa da sfondo all’efferato omicidio si estende dal XIX arrondissement a Crown Heights, da Parigi a New York, simboli dell’integrazione occidentale, dove minoranze etniche e religiose hanno piantato nuove radici. Tra negozi kasher, ristoranti turchi, parrucchieri ebrei e librai armeni, “Arab jazz” sveste l’immagine banalizzata delle coesistenze miste e ritrova la sostanza di quel che si muove al di sotto degli skyline metropolitani.

Tempo di lettura: 05 gennaio – 19 gennaio

Il mio parere: Ho iniziato questo libro, per la prima volta, quest’estate, ma poi – avendo altri pensieri per la testa – mi sono reso conto di non capire nulla (o quasi) di quello che stava accadendo tra le pagine, per cui decisi di interromperlo. Dopo aver fatto altre letture, ho deciso di riprenderlo quest’anno, e devo dire che mi ha sorpreso.

Arab jazz è un giallo costruito sapientemente; ma è anche un genere di libro che contiene tante cose in sé, a tal punto che potrei definirlo intrigante: a cominciare da un delitto (immancabile perché un libro possa definirsi tale), per passare poi ad atmosfere surreali, con complotti, e poi quelle sfumature di luci ed ombre che tanto contribuiscono a rendere unici i dipinti di Caravaggio. Ma c’è anche tanto altro ancora. Per esempio, lo stile dell’autore, che usa frasi molto brevi, non soltanto nei dialoghi ma in tutta la narrazione, ed a mio avviso fanno in modo che i lettori si sentano avvolti in questa spirale.

La scena si svolge nel XIX arrondissement di Parigi, dove Laura viene trovata uccisa nel suo appartamento. Iniziano le indagini, che portano alla scoperta di una nuova droga, il Godzwill; ma su questo sfondo – e su quello di New York, dove di tanto in tanto si sposta l’azione – si muovono anche personaggi di diversa credenza religiosa: cristiani, ebrei, musulmani, ma anche i Testimoni di Geova; e proprio all’interno di queste credenze, Miské riesce ad addentrarsi con molta semplicità, per farne osservare al lettore (che ormai fa a pieno titolo parte di questa storia intricata) tutti i diversi aspetti. Ma, a ben vedere, tutta questa congerie di religioni diverse cosa ha a che fare con l’assassinio di Laura?

Mentre procedevo con la lettura, ho notato frasi o personaggi che mi hanno rimandato a film, o anche ad altri libri. Tra i personaggi del libro compare un barbiere, Sam Aboulafia, che mi ha riportato alla mente il computer di uno dei personaggi de Il pendolo di Foucault (se non sbaglio era Diotallevi), il cui computer si chiamava proprio Abulafia. Però senza la o. Sempre al libro di Umberto Eco, mi hanno portato alcune frasi, scritte in maniera un po’ “criptica”, potrei dire; di quelle, insomma, che poi ti lasciano con il fiato sospeso, ecco.

Insomma, in definitiva, posso dire di aver trovato questo romanzo molto avvincente, e penso che se ne avrò l’occasione ne acquisterò altri, perché Miské mi ha saputo coinvolgere con la sua penna e con il suo stile.

Il mio giudizio:

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Recensione/334 – Fratelli tutti (Papa Francesco)

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Autore: Papa Francesco

Titolo: Fratelli tutti. Enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale

ISBN: 978-88-922-2440-7

Editore: San Paolo

Prezzo cartaceo: € 6,50

Dati: 2020, 284 pag.

Sinossi:Fratellli tutti, la nuova enciclica di papa Francesco, è dedicata alla fraternità e all’amicizia sociale. Un documento che rimarca, ancora una volta, l’attenzione del pontefice verso ogni donna e uomo. Come sottolinea Alessandra Smerilli nella Guida alla lettura di questa edizione, Francesco denuncia «con forza la cultura dell’indifferenza e dello scarto» e invita «a guardare il mondo a partire dalle periferie, quelle economiche, materiali ed esistenziali». Come già avvenuto per altri documenti del pontefice, anche «Fratelli tutti si lascia ispirare dalla capacità di dialogo e dalla fraternità che hanno caratterizzato la vita e la missione di san Francesco». Questa edizione, oltre alla Guida alla lettura, contiene un ricco apparato di Indici a cura di Giuliano Vigini. «Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!».

Il mio pensiero: È la prima volta che mi capita di leggere un’enciclica di Papa Francesco, e l’ho trovata davvero illuminante. I temi che tocca il nostro Vescovo sono quelli di sempre, ma più che altro quello su cui è incentrata l’enciclica la socialità, che ha il suo fulcrio nell’incontro con l’altro. Questo è un discorso che penso calzi molto bene con il periodo in cui ci troviamo coinvolti, quello della pandemia, che ancora non ci ha abbandonato, a causa del rialzo dei contagi. È lo stesso Papa Francesco a dire di non rifuggire l’incontro. Le parole che seguono sono riferite essenzialmente alle persone anziane, ed è forse un po’ diverso dalla panoramica che ho esposto poco più sopra, ma penso che il discorso sia valido per ciascuno di noi:

Non ci rendiamo conto che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere

Oltre alla cultura dell’incontro e alla socialità, di cui ho detto più sopra, tra queste

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San Tommaso d’Aquino

pagine Papa Francesco dà molto spazio ad altri temi come la guerra, il razzismo, l’era tecnologica, con i nuovi mezzi di comunicazione, ma anche la globalizzazione, con i suoi pregi e difetti, la Cura della Casa comune, alla dignità ed al lavoro, che sono temi importanti, e a cui fa riferimento la Dottrina Sociale della Chiesa. Penso che questo lavoro di Papa Francesco sia strettamente collegato alla sua enciclica precedente, la Laudato si’; enciclica che per ora non ho ancora letto, ma che vorrei leggere al più presto. Durante questa bella ed appassionante lettura, quello che mi ha sorpreso è che in più di un’occasione il Papa ha citato uno dei massimi pilastri dei frati Predicatori (o, più comunemente) Domenicani: San Tommaso d’Aquino, anche conosciuto come Doctor Angelicus.

Ho trovato molto interessante questo testo, perché mi ha dato l’opportunità di conoscere meglio il pensiero di Papa Francesco. Il testo presenta un’iniziale guida alla lettura, ben fatta, che introduce al lavoro; all’interno, l’enciclica presenta note a fondo pagina, nelle quali soprattutto si offrono al lettore i riferimenti ai documenti che è possibile reperire sul web.

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Recensione/333 – E d’altre cose ch’ei v’ha scorte (M. Tempra – F. Thot)

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Autore: Marta Tempra – Furio Thot

Titolo: E d’altre cose ch’ei v’ha scorte

ISBN: 978-88-3352-0803

Editore: Arpeggio Libero

Prima ed: 2021

Prezzo cartaceo:

Dati: pag. 129, 2021, brossura

Tempo di lettura: 01 gennaio – 02 gennaio 2022

Il mio pensiero: Ho letto con piacere questo testo, al cui interno sono contenuti dei racconti su Dante, scritti dalle abili penne di Marta Tempra e Furio Thot, coppia di cui avevo già letto i loro romanzi 1243 A. D. e La nidiata dell’Aquila.

Quello che più ho gradito di questo volume è che sia stato pensato e realizzato in un anno importante, in cui ricorre il VII anniversario della morte di Dante Alighieri. I racconti contenuti in questo volume contengono la ricostruzione storica degli avvenimenti riguardanti alcuni personaggi della Divina Commedia. Il libro si presenta al lettore con la divisione nei tre regni danteschi, Inferno, Purgatorio e Paradiso; all’interno di ciascuno di si trovano i personaggi che ne fanno parte, con il racconto a loro dedicato; a seguire, un piccolo profilo storico ed un breve excursus sul personaggio dantesco, per concludersi poi con il proprio canto di riferimento, citato completo, oppure solo alcuni stralci.

Come nei loro due libri precedenti, anche in questo Marta Tempra e Furio Thot hanno saputo costruire un testo di racconti interessante, che cattura il lettore e mi auguro che sarà di sprone per alcuni di loro contribuirà anche a far rinascere il desiderio di leggere un’opera forse complessa, sì, ma anche appassionante, come la Divina Commedia.

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Recensione/332 – Conspiratio (F. Thot)

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Autore: Furio Thot

Titolo: Conspiratio

ISBN: 978-88-97242-390

Editore: Arpeggio Libero

Collana: Magistra

Prima ed.: 2013

Prezzo cartaceo: € 21,00

Dati: 2018, pag. 472

Sinossi: 1476 Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme al fratello Lapo si occupa del commercio della seta, che un tempo, era l’attività del padre. Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Federico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante. Oltre a personaggi del panorama artistico dell’epoca quali Leonardo, il Ghirlandaio, Botticelli e Luigi Pulci.

Il mio parere:

Furio Thot ormai per me è una garanzia; con il suo stile accurato nel reperire le documentazioni storiche, fa in modo che il lettore entri a pieno titolo nella storia a guisa di spettatore esterno, e si “goda” la sua narrazione in prima fila.

La vicenda narrata in questo libro si snoda in un arco di tempo che va dal 1475 al 1480, ed in questi cinque anni l’autore fa compiere al lettore numerosi viaggi tra Firenze, Roma, Milano, Napoli, ma anche ad Anagni e ad Avignone, centri nevralgici del Papato; attraverso questi brevi squarci che l’autore offre nelle sue pagine, il lettore può farsi un’idea di come fosse complessa la vita rinascimentale, soprattutto se si è una persona in vista, come Lorenzo de’Medici, primogenito di un casato molto importante. Ma, soprattutto, si rende conto di quanto non fosse semplice, soprattutto dal punto di vista di sotterfugi fatti al fine di garantirsi alleanze; oppure alleanze fatte per ordire complotti ai danni di qualcuno. Ed in effetti, Thot riesce bene a costruire letterariamente il complotto che si muove in queste pagine, grazie anche all’uso di brevi capitoli, che fanno sì che il lettore riesca a star dietro alla complessa vicenda, che vede anche la partecipazione di camerlenghi, Papi ed altra gente vicina ai Medici, ritenuta una famiglia troppo scomoda.

Parallelamente alla storia della Congiura, Thot inserisce tra le pagine anche la storia d’amore tra Jan, un mercante fiammingo, in arrivo a Firenze, e che aiuterà Lorenzo de’ Medici a sbrogliare il bandolo della matassa della Congiura,  e Francesca. I due giovani dovranno patire un po’ prima di riuscire a coronare il loro sogno… La storia dei due è in secondo piano rispetto alla vicenda principale, ma riesce a dare una tinta più rosea  in un affresco piuttosto complottistico.

Infine, un ringraziamento all’autore per avermi portato, anche se solo per una manciata di secondi in quella che da anni ormai definisco la mia seconda casa, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva, ai piedi della tomba del Beato Angelico, al secolo fr. Giovanni da Fiesole OP.

Il mio giudizio:

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What are you reading? Cosa stai leggendo?

Ho ripreso in mano l’amato cartaceo, e adesso sto leggendo due libri in contemporanea: il primo è l’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco; il secondo invece è Arab jazz, di Karim Miské. Avevo iniziato a leggere questo testo durante l’estate, poi – a causa di varie e tante preoccupazioni – l’ho accantonato, e ho deciso di riprenderlo ora.

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho finito di leggere E d’altre cose ch’ei v’ha scorte, di Marta Tempra e Furio Thot (la recensione puoi leggerla qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Ancora non lo so; quando finirò uno dei due testi ci penserò. 😉

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Iniziano i propositi del nuovo anno…

Non so quanti propositi abbia, ma questo è senz’altro in cima alla lista: quello di restaurare un mio vecchio scritto: oggi ho già iniziato con il posizionare l’interlinea ad 1.5, piuttosto che singola, e ho cambiato il carattere: dal classico Times New Roman, ho scelto un Bookman Old Style; ma – cosa più importante – ho unificato i capitoli, creando anche un sommario. Resta solo da rileggere i vari capitoli, per ampliarli, o comunque modificarli con nuove idee, oppure eliminare quelle scritte un tempo, per sostituirle con situazioni nuove, magari più à la page… Vedremo! Non voglio lasciare nulla al caso! 😉

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Buon Anno!!!

Ci siamo quasi; tra una manciata di minuti inizierà il conto alla rovescia per l’arrivo di questo nuovo anno, che mi auguro porterà in ciascuno di noi quella gioia e quella serenità che quest’anno – e prima di lui il 2020 – ci hanno tolto.

In questi ultimi giorni mi è capitato di pensare a persone che non vedo da un bel po’, ad una in particolare; per cui, quello che spero è che in questo nuovo anno riesca a “restaurare” un vecchio progetto che ha avuto origine dop averla conosciuta: ho in mente di dargli una nuova struttura; il che consiste nel cambiare le imperfezioni già esistenti, ma anche creare – dove possibile – nuovi episodi da narrare. E se quest’ultima cosa non fosse possibile, cambiare certe parole, o interi periodi, contribuirebbe a renderlo più nuovo! Senza nulla togliere al suo significato originario, naturalmente! 😉

Ed ora veniamo ai progetti librosi: ho già in mente cosa leggerò ad inizio anno; si tratta del secondo libro che mi sono regalato per Natale, E d’altre cose ch’ei v’ha scorte; scritti di Marta Tempra e Furio Thot su Dante. Poi non lo so, seguirò l’andamento del mio stato d’animo, cercando di conciliare le mie passioni letterarie.

Detto questo, rinnovo a ciascuno di voi i miei auguri per un 2022 scoppiettante, pieno di tante cose belle, e di tante letture da fare!!!

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What are you reading? Cosa stai leggendo?

Sto finendo di leggere Conspiratio, di Furio Thot

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho finito di leggere Scintillio di Natale, di Silvia Devitofrancesco (la recensione la puoi leggere qui)

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Leggerò E d’altre cose ch’ei v’ha scorte, di Marta Tempra e Furio Thot