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Recensione/153 -Il Signore della danza (C. Bertoglio)

Chiara Bertoglio - Il Signore della danza

Autore: Chiara Bertoglio

Titolo: Il Signore della danza

Sottotitolo: passi tra culto e cultura

ISBN: 978-88- 308 – 1659 – 6

Editore: Cittadella editrice

prima ed.: 2019

Prezzo: € 11,50

Dati: 2019, brossura, 100 pag.

Sinossi: Danzare: istinto e arte, preghiera e seduzione, gioco e pensiero, relazione e introspezione, comunicazione e meditazione. Danzare è estasi, rapimento, bellezza; danzano gli animali, danzano gli uomini, danzano gli angeli. Con un linguaggio semplice e accessibile, questo libro traccia un itinerario affascinante fra antropologia, esegesi, teoogia e liturgia, per innamorarsi della danza e per danzare l’amore.

Il mio parere: Se un autore/autrice ti piace, non lo/la lasci più. E questo è quello che mi è successo con Chiara. Seguo il suo cammino letterario da sempre; da quando, cioè,  mi inviò l’antologia satirico-musicale Fancyclopedia della musica, scritta in collaborazione con il fratello. Il mio amore letterario per Chiara è nato proprio da lì: ho iniziato acquistando il suo libro Logos e musica , e mi si è aperto un vasto mondo teologico-musicale, il quale è andato man mano delineandosi durante la lettura degli altri suoi libri, di cui alcuni anche in inglese.

Questo libro mi ha sorpreso, più che altro perché non credevo che Chiara fosse addentro al mondo della danza (scusa, Chiara). Ma mi sono dovuto ricredere. Con il suo linguaggio accessibile a tutti, Chiara si barcamena tra gli innumerevoli tipi di danza nelle varie culture, ed espone ai suoi lettori un’interpretazione cattolica della danza, partendo dalle danze rituali, fino ad arrivare ad oggi, nel XXI secolo, in cui al termine “danza” è stata attribuita un accezione più “snaturata”, forse.

Da attenta teologa, nel libro non mancano i riferimenti biblici che Chiara pone in risalto citando brani o riferimenti tratti dal Vangelo, o comunque dalla Bibbia, più in generale: spunti che poi chi legge è libero di approfondire. Ma anche altro: brani di narrativa, oppure poesie.

Chiude il volume il testo tradotto del brano The Lord of the dance, cui segue una bibliografia, con i testi in diverse lingue, di cui i lettori potrano usufruire, in caso volessero approfondire la questione.

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnettoragnetto

 

Notizie sull’autrice: Chiara Bertoglio (1983) è pianista, musicologa, e teologa. Ha scritto numerosi libri su musica e teologia, fra cui Per sorella musica (2009), e Through Music to Truth (2016). La sua recente monografia in inglese sulla musica e le riforme del Cinquecento (Reforming music, De Gruyter 2017) ha vinto il RefoRC Book Award 2018. Collabora con giornali (Avvenire), webzine (VinoNuovo e MercatorNet) e ha un blog molto seguito. Nel 2016 le è stato attribuitoil Premio delle Pontificie Accademie.

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Snoopy reunion

Mi piace troppo, lo trovo commovente…

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Recensione/152 – Respirami (L. Rocca)

Laura Rocca - Respirami

Autore: Laura Rocca

Titolo: Respirami

Casa ed.: Enea

ISBN: 978-88-

Dati: 2019, pag.

Sinossi: “Nelle carte rimescolate dal destino, pare che questa sia una mano da passare, ma non sono forse le grandi occasioni proprio quelle in cui bisogna rischiare?
Se non provi a perdere qualcosa, non vincerai mai niente.”

“Avrò diciassette anni ancora per poco, poi sarò libera”, ecco cosa pensa Freya osservando i suoi genitori che inscenano la famiglia perfetta.

La sua vita potrebbe essere riassunta con due parole: apparenza e finzione. Ma quel mondo dorato non ha più nulla da offrirle e presto potrà lasciarselo alle spalle, dimenticandolo per sempre.

“Bugiarda! Non tutto. Non Chase”, la pungola la sua coscienza.

Sì, Chase, l’unico capace di fare breccia nella sua corazza, il ragazzo che le ha rovinato la vita in una notte. Per colpa di una sola debolezza, da un giorno all’altro andare a scuola è diventato un inferno e quello che era un sogno a occhi aperti è ormai un incubo sulla bocca di tutti, un bisbiglio che la perseguita.

Chase Weber — in arte Defluencer — è l’influencer più chiacchierato del momento perché non mente mai, ed è famoso proprio per le sue recensioni dissacranti, per il suo sarcasmo pungente, per la sua ribellione nei confronti del sistema.
Ma è realmente la persona che fa credere di essere? Il ragazzo sicuro che non si nasconde dietro a nulla, che non ha remore a disprezzare anche ciò che gli converrebbe acclamare, che fa e dice solo ciò che vuole davvero?

Defluencer saprà guardare oltre o farà a pezzi anche Freya?

I due si ritroveranno coinvolti in una storia difficile, schiacciati tra passione e dubbi, inebriati a tal punto da perdere il controllo e la lucidità.
In bilico tra giusto e sbagliato, verità e finzione, mondo reale e social, Freya e Chase dovranno decidere se passare la mano o rischiare.

Il mio pensiero: Seguo il percorso di scrittura dell’autrice fin da quando scrisse Lady Jessica, il suo primo romanzo vittoriano, e feci subito caso al suo modo di trattare gli argomenti, e di entrare nello specifico nei caratteri dei protagonisti del suo libro; un lavoro più completo (ma anche complesso, direi) lo fece con la esalogia Le Cronistorie degli elementi; anche in questo caso Laura ha saputo farsi valere, perché non ha scelto solo un tema da trattare in questo suo ultimo romanzo, io ne ho trovati almeno tre: per prima cosa,  il bullismo,  un tema molto (forse troppo) attuale, di cui tratta all’inizio; il secondo tema è l’amore, che si rivela a prima vista nel primo incontro tra Freya e Chase; l’ultimo tema trattato, invece, è l’Amicizia, quella con la A maiuscola.

Nella sua scuola, Freya viene presa pesantemente in giro, il giorno dopo aver visto da vicino Chase, l’idolo del momento di tutte le ragazzine. Freya è sola a casa; o meglio i suoi genitori sono sempre in giro per il mondo, e lei è sola con la governante. A lungo andare, Freya sarà in grado di far valere i propri diritti, e tutti a scuola non la prenderanno più in giro.

Sarà proprio questa cosa che gli farà incontrare Samuel, un suo compagno di scuola, anche lui sotto il tiro dei compagni, perché è gay. Questo destino comune a tutti e due farà in modo che tra i due nasca una bella amicizia: nei confronti di Freya, Samuel è molto dolce, e riesce a sollevarle il morale quando lei è triste, oppure passano le notti a parlare, prima per conoscersi, poi per darsi man forte, o per conoscere cosa c’è che non va sia nell’una che nell’altro. Ne nascerà una bella amicizia, al punto che in alcune occasioni sarà proprio Samuel a togliere le castagne dal fuoco a Freya.

Freya, intanto inizia a frequentare Chase con assiduità, al punto da portarlo a casa a dormire, o a trascorrere la notte da lui, ma su di loro grava l’ombra della ex di Chase, che fa irretire non poco Freya, al punto che in almeno due punti del romanzo ci saranno dei punti in cui scoccano le scintille tra i due giovani amanti, e Laura ha saputo creare così dei climax a dir poco straordinari per tutta la potenza che si sente nella voce di Freya. Non vi dico di più.

Prima che il romanzo inizi, l’autrice avverte che ci sono scene forti lungo le pagine, ma sinceramente non le ho trovate; o forse non ci ho fatto manco caso. Di questo libro che immaginavo non avrei finito, alla fine ho trovato le pagine che scorrevano una dopo l’altra, ed ogni volta mi dispiaceva finire un determinato capitolo.

Insomma, anche questa volta Laura Rocca ha superato se stessa, dando modo di dimostrare la sua abilità nello scrivere. Brava Laura! ❤

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Recensione/151 – Dall’Homo sapiens all’Homo ridens (S. Fioravanti/ L. Spina)

fioravanti-spina dall'homo sapiens all'homo ridens

Autori: Sonia Fioravanti/ Leonardo Spina

Titolo: Dall’Homo sapiens all’Homo ridens

Sottotitolo: Una proposta per la ri-evoluzione della specie

Casa ed.: Enea

ISBN: 978-88-6733-075-9

Dati: 2019, 239 pag.

Sinossi I: Gli autori, partendo dalla loro personale esperienza di autoguarigione, analizzano criticamente la vita del moderno Homo sapiens, osservandolo mentre si sta confrontando con la sua ri-evoluzione, un salto quantico necessario che gli permetterà di affermare quel progetto d’amore scritto nel cuore.

L’unione di arte e scienza, che nasce dalle rispettive professionalità degli autori, avviene attraverso il filo rosso del ridere, della gioia, intesi come portatori di una vibrazione potentissima, oggi necessaria per la liberazione dell’essere umano dalla condizione di schiavitù mentale e  materiale nella quale è immerso.

Il volume spazia dalla PNEI alla gelotologia, dall’antropologia alle neuroscienze e alla nuova biologia, dalla psicologia energetica alla fisica dei quanti e presenta numerosi e strumenti pratici di autoguarigione. (dalla seconda di copertina)

Sinossi II: Quando ridiamo avviene dentro di noi un profondo cambiamento psico-fisico: ne giova l’intero organismo compreso nel nostro io profondo. Quando tali cambiamenti diventano stabili, si giunge a una sorta di sorriso interiore che noi avvertiremo come serenità e benessere e gli altri come disponibilità e amore.

Gli autori, con il loro metodo sperimentato dal 1990, ci insegnano che è possibile imparare ad assumere una forma mentale nuova, che ci permette di guardare la realtà da altri punti di vista, prima di tutto quello umoristico. (dalla quarta di copertina)

Il mio pensiero: Questo libro mi ha lasciato un po’ perplesso; questo perché mi immaginavo un testo sullo stile di Anime con il naso rosso; è vero che anche qui – in alcuni punti – si parla del riso e della risata; ma contrariamente a quanto mi aspettavo,  tra queste righe i due autori, forniscono tutta una serie di informazioni sia cliniche che inerenti la psicologia, materia della D.ssa Fioravanti. Poiché non sono molto addentro a questa materia – ma non me ne faccio un problema – in più di un’occasione non mi è stato facile seguire tutti i loro ragionamenti; ad ogni modo, sono andato comunque avanti nella lettura, e l’ho finito. Questo per dire che forse, più che essere un testo adatto a tutta quella gente comune che  vuole diventare Volontario del Sorriso, oppure un Clown Dottore, oppure ancora un Gelotologo, è un libro più adatto a personale competente, quali dottori e psicologi. Il mio giudizio è di quattro ragnetti, ed è dovuto al fatto che conosco personalmente i due autori, ed ammiro la loro professionalità.

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnetto

 

Notizie sugli autori:

SoLeo

Sonia Fioravanti è psicoterapeuta, specializzata in ipnosi clinica ericksoniana. Saggista e ricercatrice nel campo della psicologia energetica e delle nuove scienze, tiene conferenze e laboratori sul potere dell’ autoguarigione. Dirige la comunità ospitale “La Terra del Sorriso”.

Leonardo Spina, laureato in scienze politiche, è sceneggiatore, attore e autore teatrale. Si è formato con Dario Fo ed Ettore Scola. E’ pioniere della gelotologia (comicoterapia) e opera come formatore del personale scolastico e sociosanitario.

I due autori, marito e moglie, hanno anche fondato a Roma l’associazione “Ridere per Vivere”, creato il metodo per approccio al disagio PERCS e l’Istituto di Ricerca Homo Ridens. Hanno scritto: La terapia del ridere (RED edizioni), Anime con il naso rosso (Armando), Una risata vi guarirà (Stampa alternativa) e realizzato il DVD Enciclownpedia.

 

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Il nuovo libro di Chiara

Chiara Bertoglio - Il Signore della danzaIeri, in tarda mattinata, sono venuto a conoscenza del nuovo libro di Chiara: potevo farmi sfuggire un’occasione del genere, e non mettermi in moto per acquistarlo? Non sia mai!

Così l’ho detto a Chiara: se l’idea iniziale era di ordinarlo in libreria, un attimo dopo ho deciso di fare come ho fatto le ultime volte: richiederlo direttamente a lei! Semplice, no? 😉 È una cosa – questa – che, se i primi tempi mi vergognavo a farla perché non la conoscevo bene, in seguito si è instaurato un buon rapporto, e così ho adottato questo metodo, anche perché – trattandosi di testi particolari – se li ordinandassi in libreria correrei il rischio che non si trovino, oppure blablabla, chissà quali altre cose mi direbbe il libraio; altre volte ho usato Internet, ma ordinare direttamente dalla fonte è comunque più bello, e sembra che il libro abbia più valore.

Della copertina di questo libro mi piace molto l’immagine (anche se – a dire il vero – tutte le copertine dei libri scritti da Chiara sono belle, ma forse sono di parte); poi il carattere usato, che sembra conferisca al testo un che di antico; a completare questo quadro di novità, contribuisce il fatto che da quanto ho potuto capire dalla breve presentazione trovata su un sito, questo libro – pur trattando sempre anche di religione – è un po’ diverso nella tr. Insomma, penso proprio che sarà una nuova scoperta, all’interno della quale addentrarsi con le parole sempre belle, colte e talvolta delicate, che Chiara usa.

Leggete voi stessi:

Danzare: istinto e arte, preghiera e seduzione, gioco e pensiero, relazione e introspezione, comunicazione e meditazione.

Danzare è estasi, rapimento, bellezza; danzano gli animali, danzano gli uomini, danzano gli angeli.

Con un linguaggio semplice e accessibile, questo libro traccia un itinerario affascinante fra antropologia, esegesi, teologia e liturgia, per innamorarsi della danza e per danzare l’amore.

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Recensione/150 – L’Ordine dei Predicatori (a c. di G. Festa e M. Rainini)

L'Ordine dei Predicatori

Autore: AA.VV.

A cura di: Gianni Festa e Marco Rainini

Titolo: L’Ordine dei Predicatori

Sottotitolo: I Domenicani: storia, figure e istituzioni (1216-2016)

Editore: Laterza

Prezzo: € 30,00

ISBN: 978-88-581-2596-0

Dati: 2016, brossura, 464 pag.

Sinossi: Gli otto secoli della storia dei Domenicani appaiono tutt’altro che lineari. Nell’Ordine convivono personaggi e vicende quasi contrapposti: si pensi all’impegno costante in favore dei nativi americani di Bartolomé de Las Casas e dei suoi confratelli fra le Indie e Salamanca, e d’altro canto al ruolo dei Domenicani nelle nuove forme dell’Inquisizione, o alle diverse interpretazioni della figura e dell’opera di Tommaso d’Aquino.

Il libro, a ottocento anni della fondazione dell’Ordine, ricostruisce il complesso percorso dei Domenicani: dallo sviluppo storico delle istituzioni, dalla predicazione alle figure chiave come Domenico di Caleruega e Caterina da siena, per arrivare ai protagonisti più vicini nel tempo come Giuseppe Girotti, morto a Dachau, e Pierre Claverie, vescovo ucciso in Algeria.

Il mio pensiero: Pubblicato in occasione dell’ VIII Giubileo dell’Ordine, questo volume curato da Gianni Festa OP, e da Marco Rainini OP è suddiviso in tre parti (Parte prima: Storia; Parte seconda: Figure; Parte terza: Istituzione, scritture, pensiero), ciascuna delle quali racchiude al suo interno tutta una serie di saggi scritti da  personalità come giornalisti, frati, storici ed altri sulla storia dell’Ordine dei Frati Predicatori (comunemente chiamati Domenicani), a cominciare dalla prima Bolla – del 1216 – che ne attesta la presenza sul territorio – fino a trattare dei Predicatori del nostro tempo.

Il testo riprende tutta la storia, a partire dalla sua fondazione nel 1216 ad opera di Domenico di Guzman, a quando lo stesso volge i suoi passi verso Prouille, in Francia, per fondare un monastero femminile; poi, passando per gli altri grandi del suo tempo – Caterina da Siena e (più tardi) Tommaso d’Aquino – arriva a trattare la situazione intorno al 1500, con Bartolomeo de Las Casas che combatte la schiavitù, per passare attraverso Girolamo Savonarola, e trattare infine personalità del nostro tempo, come padre Garrigou-Lagrange, il fondatore dell’École Biblique di Gerusalemme, fino a padre Girotti, morto a Dachau, Chenu e tanti altri ancora.

Durante la lettura ho scoperto Predicatori che non conoscevo, di cui però ho appreso volentieri quello che hanno fatto o dato all’Ordine per farlo crescere; ho avuto l’occasione di conoscere personalità di cui ignoravo l’esistenza, ed il cui apporto è stato fondamentale per rendere l’Ordine quello che è oggi; ma mi sono anche stupito, quando ho scoperto che Giordano Bruno e Tommaso Campanella sono stati dei Predicatori.

Ma attorno alla storia dei Predicatori ci sono stati anche fatti accaduti in un periodo buio; mi riferisco all’Inquisizione, che tanto contestò l’operato di altri Predicatori, arrivando al punto di farli morire sul rogo (Savonarola), oppure di spingerli a confessare quelle idee che (almeno secondo gli Inquisitori) il condannato aveva divulgato. In questo secondo tipo di condanna ci ho visto un po’ quello che è successo forse un po’ di tempo prima a Galileo Galilei, quando fu costretto ad abiurare, rinnegando tutte le scoperte che aveva fatto nella sua vita di scienziato.

A questo proposito, ricordo che anni fa sono stato a fare una visita al convento patriarcale di san Domenico, a Bologna e, nel corso della visita, fr. Adriano, che guidava noi visitatori, ci fece passare lungo un corridoio, lungo il quale (in alto) si trovavano i ritratti degli Inquisitori. A distanza di tempo, non so dire che sensazione ebbi passando di lì, però credo di essere rimasto un po’ meravigliato.

Di questo testo ho apprezzato molto la cura con cui il testo è stato redatto; infatti ciascun capitolo presenta le note a piè di pagina; inoltre alla fine di ciascuno si trova una nutrita bibliografia alla fine, in modo che chi vuole può approfondire l’argomento che desidera; inoltre, alla fine del volume, dopo il sommario, i curatori dedicano alcune pagine a tutti gli autori che hanno contribuito a questo volume, con una loro breve biografia.

 

Notizie sui curatori:

Gianni Festa, dell’Ordine dei Predicatori, insegna Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Si interessa di due aspetti della storia letteraria italiana:  quello religioso e quello della poesia del Novecento. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Osanna Andreasi da Mantova 1449-1505, la santa dei Gonzaga. Lettere e colloqui spirituali (a cura di, con A. Roncelli, Bologna 2007) e Il discepolo e lo scriba: “i fomndamenti invisibili” della poesia di Mario Luzi (Bologna 2013)

Marco Rainini, dell’Ordine dei Predicatori, è ricercatore di storia del Cristianesimo presso l’Università del sacro Cuore di milano. Si occupa di XII e XIII secolo, in particolare di testi a carattere simbolico e diagrammatico, letteratura profetica e apocalittica e concezioni teologiche della storia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Corrado di Hirsau e il «Dialogu de Cruce». Per la ricostruzione del profilo di un autore monastico del XII secolo (Firenze 2014) e Il profeta del papa. Vita e memoria di Raniero da Ponza eremita di curia (Milano 2016)

 

 

Il mio giudizio: ragnettoragnettoragnettoragnettoragnetto

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Ciao, Coro…

Ebbene sì, avete letto bene: dopo molti concerti in parrocchia per Natale, Pasqua e in estate, a chiusura dell’anno, abbandono il Coro.

Sono stati anni belli, interessanti, in cui con gli altri Cantori ho condiviso molto: la preparazione più o meno buona, le risate ed altri momenti più seri, come quelle volte in cui ci siamo riuniti per capire cosa volevamo proporre come repertorio, oppure per capire cosa volevamo fare, se continuare a portarlo avanti, oppure se interrompere l’attività.

Ed è di questo che si è parlato lunedì scorso.

Si è parlato dei prossimi concerti. Che poi, a dirla tutta, quello di Venerdì Santo sarebbe stata un’apparizione per suonare quattro brani semplici (tre sono i brani dell’opera delle Sette parole di Gesù in croce, l’altro non me lo ricordo), e non si farà più; per quanto riguarda quello a metà giugno, ho detto che non ci sarò…

Non ho idea quale sia il reale motivo che mi ha fatto rendere questa decisione: forse il fatto che una signora – con cui ero legata dalla fede – mi ha confidato che non sarebbe più venuta?; forse dal fatto che il Maestro del Coro ha lasciato il Coro, diventando prima un Cantore, poi lasciando del tutto?; forse perché il nuovo Maestro del Coro è un ragazzo del Conservatorio, che prima cantava da Basso?; o forse perché come gruppo maschile (Bassi e Tenori) siamo proprio pochi? Non lo so con precisione; posso azzardare che abbiano influito tutti e tre, e sinceramente non escluderei a priori una soluzione come questa; fatto sta che già da tempo ho iniziato a ravvisare un senso di insoddisfazione.

È per questo che la settimana scorsa ho scritto sulla pagina del gruppo, dicendo che la causa di questa mia decisione non era da attribuire al nuovo Maestro, né a qualcuno di loro; di tutti i componenti mi risponde Flavio, il quale mi dice che le porte sono sempre aperte. Lo sapevo, è ovvio, ma sentirmelo ribadire mi ha fatto comunque piacere.

Dunque, secondo quanto ho stabilito il mio periodo di stop sarà fino all’estate; anche se penso che domani andrò, anche perché il vecchio Maestro ha assicurato che ci sarà; tra l’altro, ha anche detto che ha un po’ di cose da dire…