Recensione/97 – La speranza non fa rumore (C. Bertoglio)

Chiara Bertoglio - La speranza non fa rumore

Autore: Chiara Bertoglio

Titolo: La speranza non fa rumore

Editore: Paoline

Anno edizione: 2011

Formato: Tascabile

Pagine: 157 p., brossura

Prezzo cartaceo: 13.00

Ormai avrete capito che Chiara è una giovane donna speciale, e che per lei provo una grande stima e ammirazione.

Il tutto si è di nuovo confermato in questo libro che ho finito di leggere ieri, all’interno del quale Chiara scrive di incontri avuti vis à vis, o virtuali, con persone portatrici di handicap. Non a caso, dunque, il libro porta il titolo La speranza non fa rumore. Storie speciali di persone normali. E non potrebbe essere il contrario.

All’interno di questo le persone qui citate hanno un vasto range d’età; sono proprio loro, per bocca di Chiara, a raccontare la loro storia, senza tralasciare i tristi – e talvolta raccapriccianti – risvolti: ed il lettore si troverà ad ascoltare storie di uomini e donne più o meno giovani, con le più disparate patologie, che stano da anni sulla sedia a rotelle; oppure – ancora – di “persone della strada” (come vengono definiti i clochard), dimenticati dal mondo circostante, costituito dalle cosiddette persone “normali”. E questo è in definitiva lo scopo del libro: dare l’opportunità ai cosiddetti normodotati di capire che le persone disabili non sono estranei, ma persone come tutte le altre, con i loro diritti, che non meritano di essere calpestati.

L’ultima storia è quella che ho trovato più triste tra tutte le altre; non è difficile scoprire il perché tra le righe: fin da subito chi legge viene a conoscenza che la vicenda della donna si è svolta in un lontano passato, durante la guerra tra le due etnie ruandesi: gli hutu e i tutsi. Leggere quest’ultima storia mi ha ricordato i dettagli raccapriccianti di un altro scritto – Il coraggio di raccontare – scritto da Loriana Lucciarini, ed inserito all’interno della raccolta 4 petali rossi, progetto nato dall’idea della stessa Loriana, che è riuscita a coinvolgere altre tre scrittrici, per scrivere racconti allo scopo di denunciare il femminicidio.

Tornando al libro di Chiara, tra le righe è facile percepire quella sensazione di umanità che oggi molta gente non ha più, provando disinteresse per tutti coloro che vivono una sensazione di disagio – fisico o mentale che sia – lasciandole a loro stesse, nella loro disperazione, e convinte che queste situazioni non siano un loro problema.

A chi vorrà leggere il libro consiglio di non avere fretta di arrivare alla conclusione; come ho scritto, quelli trattati da Chiara sono temi forti, e come tali necessitano di una lettura accurata, sì, però goccia a goccia, lasciando il tempo necessario ad assimilarli, prima di ricominciarne un’altra.

Annunci

Consegna avvenuta

Ieri sera, il Maestro del Coro mi ha consegnato il brano musicato: il brano non è ancora propriamente completo, però ha già una sua consistenza: quello che voglio dire è che il testo non è stato ancora distribuito sotto i righi del pentagramma, ma è scritto proprio alla fine di questo. In alto, sotto al titolo, compare una scritta: musica e recitativo; questo significa che almeno l’ultima strofa sarà recitata.

A fine lezione, ho fatto vedere il testo ad una ragazza del Coro, la quale mi ha detto che le piacevano sia la musica, sia le parole, e le piacerebbe che una sera il Maestro ci facesse sentire come appare all’orecchio; così, una volta in macchina del Maestro che mi riaccompagnava a casa, gliel’ho detto che sarà contento di farlo, e che questa ragazza ha apprezzato il testo perché – come me – è una persona molto spirituale; poi mi ha spiegato come ha elaborato la musica; ossia prendendo l’incipit dell’Inno del Giubileo Domenicano per l’inizio, poi ci ha attaccato la sua melodia. Non so quando potrò avere la versione originale, ben fatta: spero presto, naturalmente, ma già così sono contento! Inoltre, mi ha detto anche che in composizione si usa prima realizzare il testo così come me l’ha dato lui (il testo in questa fase primordiale si chiama minuta), poi fare tutte le varie limature, e correzioni, prima di depositarlo.

Brani del Concerto di Natale… ed altro

Questa mattina, mentre ero a tirare con l’arco, mi è arrivato un messaggio WhatsApp dal Maestro del Coro, che mi invia la locandina dei brani che eseguiremo al Concerto di Natale, il prossimo venerdì 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione.

Ecco dunque i brani che faremo:

Cantate Domino – G. F. Haendel

Ave Maria – T. Da Victoria

Notte di luce – J. Akepsimas

Dormi, non piangere – L. Perosi

Tre canti popolari Natalizi – Autori Vari

Neve non tocca – L. Perosi

E’ nato per te – Giosi Cento

Pastori – G. De Marzi

Mille Cherubini in coro – di F. Schubert

Tota Pulchra – di A. Borroni

Tu scendi dalle stelle – A. M. De Liguori

E poi… e poi… E poi.

E poi, sempre da parte sua, mi è arrivato un altro messaggio. O meglio, ad essere onesti, questo messaggio che mi è arrivato, e di cui vi sto per dire la notizia, è stato il primo che mi è arrivato, ma ho voluto lasciarvi questa sorpresa come ultima cosa… Insomma: il Maestro mi ha comunicato che ha finito di musicare il mio testo spirituale! Sono alle stelle, credetemi!

Il testo consiste in cinque righe pentagrammate, di cui nelle prime quattro ci sono le note, mentre l’ultima contiene solo pause. A capo, c’è il testo, così suddiviso: prima c’è il testo che dovrà essere recitato sulle note delle prime quattro righe pentagrammate, cui segue, che è l’ultima strofa – un testo recitativo . Ecco il perché degli ultimi righi del pentagramma con le pause.

E’ stata una sorpresona! Il Maestro deve solo rifinirla un po’, e domani avrò una copia della prima stesura!

Detto ciò, vi auguro buon pranzo, ed una felice domenica!

 

Due nuovi arrivi librosi

Li avevo ordinati domenica in serata, e lunedì sono stati spediti.

Si tratta di due libri, ma di uno di questi ne ho ordinata una doppia copia. I titoli in questione sono:

Chiara Bertoglio - La speranza non fa rumore Sinossi:

In questo libro vengono riportate storie vere di persone che si trovano in situazioni di oggettiva difficoltà e fatica, determinate a volte da un handicap, o da una malattia, dal disagio sociale o da sofferenze di altro genere. Il filo rosso che le attraversa è quello della speranza e il messaggio è soprattutto un invito a “guardare oltre” per sapere scorgere le piccole, bellissime cose di cui la vita è costellata e delle quali non sempre ci rendiamo conto.

Come avrete già capito, leggendo le sinossi degli altri libri di Chiara, con lei potete andare sul sicuro! Chiara è una giovane donne straordinaria, impegnata in molte opere umanitarie; in questo libro parla di disabilità, un tema che mi  tocca da vicino. Mi è capitato spesso di sentire Chiara su You Tube durante alcune sue conferenze. Vi dò un consiglio: provate ad ascoltarla, e non ne resterete delusi!

 

L’altro libro arrivato è questo qui sotto, Mi girano le ruote, sempre inerente la disabilità; l’unica differenza tra i due è che questa è un’autobiografia.

mi girano nle ruote Sinossi:

“Il mondo da una carrozzina a motore? Se ci ridi su non è poi tanto male”. I “normali” e i disabili. Due mondi ancora separati da un’infinità di barriere architettoniche e mentali. Mentre delle prime sono evidentemente responsabili solo i “normodotati”, a costruire le seconde pare ci si impegni da entrambe le parti. Diversi libri e manuali sono stati scritti per spiegare i disabili ai normali, ma ancora non era stato tentato il percorso inverso: cercare di spiegare perché la gente comune appare così strana agli occhi di chi, come Engy, la osserva da una sedia a rotelle. Se state cercando un libro che affronti il tema dell’integrazione delle persone disabili in modo serio e politicamente corretto, quello che avete in mano è l’esatto contrario. Un’autobiografia divertente che racconta e prende in giro stereotipi e pregiudizi abituali.

Questa estate, mentre stavo passeggiando, mi sono imbattuto in un incontro al di fuori di un bar: a gestirlo, due operatrici di un centro che si occupa di disabilità. Mi sono fermato ad ascoltare, e durante la conferenza, dal portatile hanno letto il decalogo che l’autrice ha inserito all’interno del suo libro. Dopo questo incontro, secondo voi potevo non acquistarlo? Direi proprio di no!

Così come vi ho consigliato di leggere i libri di Chiara, mi permetto di consigliarvi anche questo; il tema è importante, un grido di una donna che parla di sé e di quello che è connaturato al suo essere disabile. E poi, personalmente, ho sempre avuto un debole per autobiografie e diari…

Intanto vi auguro buona lettura! poi, decidete voi… 😉

Buona serata a tutt*!