Film e documentari/2 – Kedi, la città dei gatti

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Regista: Ceyda Torun
Lingua: Lingua turca
Anno: 2017
Botteghino: 4 milioni USD
Musica: Kira Fontana
Cast: Bülent Üstün
Produzione: Wanted
Interpreti:
Sari, la vagabonda;
Bengu, l’amante;
Psikopat, la matta;
Deniz, l’amicone;
Aslan, il cacciatore;
Duman, il gentiluomo;
Gamisz, il giocatore
Venerdì sera sono stato a vedere questo film insieme ad amici; qualche giorno prima avevo visto il trailer, e mi era piaciuto molto.
Il film, in turco con sottotitoli in italiano, racconta la storia dei gatti che popolano Istanbul;  questi, si aggirano indisturbati tra i suk, tra marciapiedi, strade  e ristoranti, entrano ed escono liberamente dalle case, e gli abitanti offrono loro cibo e coccole.
Dopo una piccola introduzione fatta da una voce fuori campo,  in cui si dice che se ad Istanbul non ci fossero i gatti, la città mancherebbe di qualcosa di vitale, di tanto in tanto pochi personaggi compaiono all’interno del documentario; il loro ruolo consiste nel raccontare allo spettatore il rapporto che hanno con loro, o solo con uno di essi, e parlando dell’aspetto, del carattere, e del comportamento che hanno nei confronti degli umani.
Il film mostra anche dei comportamenti di questi felini; a cominciare dal gatto timoroso che sta sulla soglia del ristorante, e chiede il pranzo raspando sulla vetrata con le zampette, ad una lotta tra gatti per una gatta… Insomma, alcune situazioni sono  simpatiche e strappano qualche risata. Oltre ad essere bello ed interessante, questo documentario è cosparso anche di atmosfere magiche e forse anche un po’ surreali, grazie anche al contributo della colonna sonora, composta da Kira Fontana; se ne volete ascoltare dei piccoli assaggi, cliccate qui.
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La formazione di un Predicatore non finisce mai…

Ogni Predicatore è sempre in formazione, credo che l’abbiate capito; anche io leggo spesso testi relativi all’Ordine in generale, o – entrando più nello specifico – su qualche santo, o qualche sua opera. Questa volta, invece, ho deciso di fare una sfida con me stesso: iscrivermi di nuovo all’Università. Ma non una qualunque, bensì all’Università domenicana della mia città. Che credo poi sia l’Università di tutta la Provincia di Santa Caterina da Siena, che comprende tutte le regioni del Centro Italia.

Ho iniziato già da un po’ a prendere i contatti con il frate che mi è stato assegnato, e che funge, direi, da tutor, ed è stato lui ad inviarmi i file PDF/Word del manuale dell’esame che ho scelto, e che ieri ho fatto stampare e rilegare. Pochi giorni fa l’ho detto ad un amico frate, il quale mi ha detto che per frati, suore e laici la formazione è sempre importante… Il frate che mi è stato assegnato mi aveva consigliato due esami di uno stesso docente (Etica politica, e Dottrina Sociale della Chiesa), e tra questi ho scelto l’ultimo. A giorni inizierò lo studio! 😉

Mai dire Maia: un’interessante conferenza alla Minerva

Locandina 7-6-2018 ver 1

Giovedì pomeriggio, nella magica cornice della Sala Capitolare all’interno della Basilica di Santa Maria sopra Minerva, si è svolta una manifestazione culturale organizzata dalla rivista Voce romana; questa che comprendeva tre diversi momenti: del primo e dell’ultimo non dirò nulla, poiché non erano nel mio interesse. Io ero andato lì su invito della mia Madrina di Battesimo per l’evento centrale in programma: un’interessante conferenza riguardante le origini del nome di Roma.

Relatori della conferenza l’Ing. Felice Vinci, ed il Prof. Arduino Maiuri, grecista e latinista. Se il primo ha spiegato le origini di questa ricerca, entrando man mano nei dettagli, il secondo ha citato brani dal latino per confermare la veridicità di quanto esposto dall’altro relatore.

A tirare le redini della conferenza, l’Ing. Felice Vinci, il quale ha spiegato che lo studio effettuato riguardante il nome segreto di Roma ha preso il via da Ovidio, il quale, nella sua opera I fasti, un poema epico in cui l’autore spiega le origini delle feste del calendario romano. L’opera, avrebbe dovuto contemplare dodici volumi, però alla fine restò incompiuta, e riuscì a portarne a termine solo sei, prima di essere esiliato nella località di Timia (oggi Costanza), sul Mar Nero. disco-nebra

In tutta questa storia riveste un ruolo particolare la costellazione delle Pleiadi, la cui importanza era già nota dall’antichità, al punto che già sul Disco di Nebra se ne trova una rappresentazione.

Giovanni_PascoliDa questa costellazione fu affascinato anche Giovanni Pascoli, il quale la inserì all’interno della sua poesia Il gelsomino notturno, dandole l’appellativo di Chioccetta:

Un’ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l’aia azzurra

va col suo pigolio di stelle.

Ad ogni modo, tornando al nostro poeta latino, a causare il suo esilio fu il fatto che nell’opera sopra citata, rese noto il nome segreto di Roma. Ad avvalorare questa tesi contribuisce un raffronto tra la costellazione delle Pleiadi, e un’immagine dei Colli di Roma. Come si può vedere dal confronto con le due immagini,

Pleiadi colli-roma

 

la formazione della costellazione e la distribuzione dei colli sono pressoché identiche, ed essendo il Palatino il Colle da cui ha avuto origine la costruzione della Città Eterna, se ne deduce che Maia sia il nome segreto di Roma, quel nome che Ovidio non ha taciuto, e per il quale è stato mandato in esilio. Aveva ragione, dunque, Ermete Trismegisto, quando affermò che

Ciò che è in terra è identico a ciò che è in cielo

Stando così le cose, allora, si potrebbe affermare lo stesso per le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino nella piana di Giza, con le stelle della cintura di Orione: Alnitak, Alnilam e Mintaka.

giza orione

Ma questa è un’altra storia…